[60] I nomi di _Est_, _Ovest_, _Sud_ e _Nord_, dati ai punti cardinali,

e che durano anche oggidì nella geografia, ci vengono appunto dai tempi

di Carlomagno. _Il Traduttore._

[61] _Monach. S. Galli_, lib. I.

[62] Appunto Carlomagno erasi dato questo santo e regio nome; cosa che

l'autore non si curò di notare. Egli dimenticò pur d'accennare fra i

dotti da quel principe protetti e favoriti, Sigulfo collega d'Alcuino,

Pietro Pisano, il gran Paolino d'Aquileia, Angilberto e parecchi altri.

_Il Traduttore._

[63] Alcuino grandemente si duole di questa scarsezza di libri

_Epistol._ 1 e 70. Ma pur Carlomagno aveva una copiosissima libreria

tratta in gran parte da Roma e da Costantinopoli, ed Alcuino si lagna

di non averla in sua balía. _Epist._ 10.

[64] E l'autore non ha affermato, a pag. 50, che i libri d'Aristotile

non furono a quei tempi conosciuti se non per le traduzioni degli

Arabi? _Il Traduttore._

[65] Il monogramma del secondo lignaggio è quasi sempre il medesimo sì

per Lodovico il Pio e Carlo il Calvo, come per Carlomagno. Esso è pur

sempre il

a

usKro

l

ovvero la croce greca

ka|r

——|——

lus|o

[66] La versione francese di questa lettera è alquanto intralciata

e confusa, nè avendo noi sott'occhi il testo latino, abbiam potuto

chiarirla più di così. _Il Traduttore._

[67] _Castaldii_, lo stesso che castellani. Questa voce, passata nella

lingua italiana, si è poi venuta, come tante altre, mutando, sì che ora

_castaldo_ non altro significa più fra noi che fattore di villa. _Il

Traduttore._

[68] Queste lettere di Carlomagno, danno tuttavia a conoscere il

sistema giudiziario ecclesiastico, e per poco non dissi feudale dal

periodo carlingo. Ci ha pure due frammenti di lettere indiritte a Paolo

Diacono, pubblicati dal Fabbricio. Una di esse principia con questi

versi:

_Parvula rex Carolus seniori carmina Paulo,_

_Dilecto fratri, mittit honore pio._

(Fabricius, _Bibliot. Med. et infim. latinit._, l. 3.)

[69] _Sorties des ciseaux d'Apelle et de Phidias_: così il testo. Forse

l'autore volle nominar Policleto, o Lisippo, o qualch'altro di que'

grandi scultori, perchè Apelle tutti sanno essere stato eccellentissimo

pittore, e non istatuario mai. _Il Traduttore._

[70] Notisi che il concilio di Francoforte non fu in questa parte

approvato dalla Chiesa. _Il Traduttore._

[71] Ognun già s'avvede che l'autore accenna qui, senza nominarlo, al

camposanto di Pisa. _Il Traduttore._

[72] Come leggevasi nell'epitafio d'Alcuino, a Tours, nella chiesa di

San Martino:

_Quod nunc es fueram_...

_Et quod nunc ego sum, tuque futurus eris._

_Delicias mundi casso sectabar amore:_

_Nunc cinis et pulvis, vermibus atque cibus._

[73] I cartolari pigliarono il loro nome da _charta_ (diploma); infatti

essi comprendono la maggior parte dei diplomi de' monasteri.

[74] _Centralisation_. Mi son giovato, nel render questa parola,

dell'esempio di ottimi scrittori, come sono il Salvini, il Magalotti,

l'Algarotti, il Gozzi e tanti altri, che recarono nel nostro idioma

voci di altri stranieri, temperandole in modo che paresser natíe.

Abbiamo _unificare_, ridurre in unità, con molti altri verbi di

questa natura; e perchè negherem la cittadinanza a _centrificare_,

loro fratel carnale, quando un altro non ne abbiamo che spieghi così

a punto la cosa che si vuol significare? E ammesso il verbo, ammetter

si deggiono pure i suoi derivati, e dar quindi salvocondotto anche a

_centrificazione_. Ricordiamoci che ogni lingua ferma è lingua morta.

_Il Traduttore_.

[75] In alcuni luoghi più sopra ho tradotto _plaid_, il _placitum_

dell'infima latinità, in _udienza_, perchè in fatti cotesti _placiti_

altro non erano che udienze solenni dei principi o de' suoi tribunali.

Ora, tuttavia che trattasi di proposito di questa instituzione, parmi

bene additarla con l'antiquato suo nome; e chi ne vuol sapere più oltre

vegga il Ducange alla voce _placita_. _Il Traduttore_.

[76] Questo mirava a impedire i falsi giuramenti per ubbriachezza.

[77] Questa necessità di muovere alla guerra, lasciando la moglie o la

figlia in custodia di due vassalli, fu cagione che venisse nel codice

penale contemplato il caso che il vassallo facesse ingiuria alla donna

del suo signore. In Inghilterra, dove si è conservata la legge feudale,

v'è pena di morte per l'adulterio con la regina. (V. _Statutes of

Treasons_, 96, Edouard. III.)

[78] Questo punto è in perfetta contradizione col precedente, dov'anzi

è detto di recare tutte le cause innanzi a loro; ma, non avendo potuto

procurarci il testo latino, ci convenne lasciar la contradizione,

anzichè rimediarla con parole di nostro capo. _Il Traduttore_.

[79] _Elemosina pro remissione peccatorum._ Tale si era la formola

consueta.

[80] Il testo dice _huit siécles aprés_, ma è scorso di penna o di

stampa, in cui l'autore cadde anche alla faccia 402 del primo volume.

Un critico della _Revue de Paris_ gli fece gran colpa anche di questo

errore, ma la colpa è sua, chè non vide, com'esso era già avvertito e

corretto appiè del volume stesso. _Il Traduttore._

[81] _Poeta Saxo_, lib. II.

[82] Pare da ciò che le donne de' tempi di Carlomagno si tignesser le

carni e il viso di belletto, come le matrone romane.

[83] _Meloniceo, quo malvarum stamine conficitur._ (Nota dei

Benedettini).

[84] L'autore addita qui gli ufiziali del palazzo, ora co' loro nomi,

ed ora col soprannomi che solitamente fra loro si davano i famigliari

di Carlomagno. Così Alcuino chiama ne' suoi versi, a quando a quando,

il re Carlo _Davidde_, Angilberto, _Omero_, Ribodio, _Macario_, e

via via. In questo componimento di Teodolfo, i nomi di _Tirsi_, di

_Lentulo_, di _Menalca_, e parecchi altri, non sono altrimenti nomi

propri, ma imaginati.

[85] _Flacco_ e _Calliopeo_ erano i nomi accademici d'Alcuino. _Il

Traduttore._

[86] Costui era certamente il nano di Carlomagno.

[87] E di due Napoleone. _Il Traduttore._

[88] _Ostroniwint_ (Est); _Suudunstroni_ (Sud-Est); _Sundroni_ (Sud);

_Nordromi_ (Nord); _Westnordromi_ (Nord-Ovest); tutte parole d'origine

sassone.

[89] Qui l'autore riporta due storielle d'un topo imbalsamato e d'una

verga d'oro, narrate dal monaco a disdoro d'un vescovo, che noi abbiamo

intralasciate siccome scurrili e disdicevoli alla dignità della storia.

_Il Traduttore_.

[90] La legge salica, la ripense, la borgundica e la visigotica

furono i quattro maggiori codici dei Barbari. Le leggi longobardiche

appartenevano più particolarmente all'Italia.

[91] La legge salica e la ripense non eran, di loro natura, imparziali,

e stabilivano alcune distinzioni tra i Franchi e i Romani, anche solo

che fossero commensali, o seguaci del re: _Si Romanus homo conviva

regis fuerit_; pel Romano benestante, _qui res in pago ubi remanet

proprias habet_, la composizione era solo di cento soldi.

[92] Non ho mai potuto trovar l'origin vera di questa parola _breve_,

a significar terra o tenuta, e tuttavia pigliar non la si può che in

questo senso[93].

[93] I Latini usarono _brevia_, al plurale, a significar secche, renai,

un luogo sterile in somma: egli è quindi probabile che indi venisse

il nome di _breve_ ad una terra o tenuta de' monaci, che prima era

brutta ed incolta e poco men che un renaio; se pur non si volle, per la

picciolezza del podere, far un'antitesi al _latifundium_ dei Romani, od

anche, più probabilmente, applicare alla cosa il nome del modo in che

veniva acquistata, da che, a quei tempi, chiamavansi _Brevi_ (_Breves

recordationis_) gli atti che a' dì nostri si chiamano istromenti o

scritture. _Il Traduttore._

[94] La _corvee_, dalla voce latina _curvada_ o _curvata_, che viene

dal Guérard spiegata nel modo seguente: _opera agrestis plerumque

unius diei, maxime aratoria, ad sationes agrorum faciendas, a rusticis

dominis præstita_. (_Glossarium peculiare_.)

[95] _Specimen Breviarii rerum fiscalium Karoli Magni_ in I. G.

_Eckardi_, _Comment. de rebus Franc. orient._ t. II., pag. 902-910.

[96] Questa biblioteca religiosa non altro conteneva che i libri

dell'Antico e del Nuovo Testamento. (_Appendix_, p. 297.)

[97] «Le manomissioni si faceano o per carta, o per testamento, o dal

vescovo pubblicamente in _cornu altaris_.» Così il cavaliere Luigi

Cibrario, alla pag. 64, vol. I. seconda edizione della pregevolissima

opera sua intorno all'_Economia politica del medio evo_. _Il

Traduttore._

[98] Vedesi chiaro qui che la terra costituisce il debito del servigio;

i benefizi e le mense obbligano altrui alla milizia.

[99] _Centenier._ Così traduce l'autore il _centenarius_ dei

capitolari, che significava un capo e giudice di cento, e chiamavasi

anche con altro nome, _sculdassius_. A me parve di voltarlo in

centurione, per accostarmi all'uso di non pochi comuni d'Italia, che

sotto questo titolo serbarono per gran tempo que' magistrati. _Il

Traduttore._

[100] _Capitular._, ad ann. 810. Veggansi i capitoli X e XIII di

quest'opera.

[101] La legge _gombeta_, compilata da Gondebaldo, era speciale ai

Borgognoni, e durò per tempo lunghissimo; tanto che la si trova usata

anche sotto Lodovico Pio, come risulta dalle epistole d'Agobardo.

[102] Questo capitolare è un'appendice a quell'altro anteriore _de

Villis_.

[103] Lidi o liti, o leuti e leudi, chiamavansi dai Franchi e dagli

Alemanni, que' censuari, che dai Longobardi erano chiamali aldioni.

[104] Questo terzo al re, era quell'ammenda che chiamavasi fredo[105],

e pagavasi al signore. La legge ripense avea stabilito il _fredo_ al

terzo, come sta scritto nel cap. 88.

[105] Fredo, secondo il Cibrario, nell'opera sua soprallodata,

significava l'ammenda della composizione in generale, di cui una parte

andava all'offeso od ai suoi eredi, e una parte al fisco: e oltre al

nome di _fredus_, avea quello ancora di _leudus_, e l'altro germanico

di _warigelt_. _Il Traduttore._

[106] Ildegarda morì dell'anno 782.

[107] Fastrada uscì di vita nel 794.

[108] A dì 4 giugno, come reca il libro de' Morti.

[109] Il Muratori afferma che il figlio deputato da Carlomagno a farsi

incontro a papa Leone fu Pipino, re d'Italia. _Il Traduttore._

[110] Berta fu madre dello storico Nitardo, che scrisse gli _Annali_

del suo tempo.

[111] Carlomagno ebbe ancora molti altri bastardi, fra' quali Ugo,

abbate di San Quintino, che fu ucciso in una battaglia contro i

Saracini, a dì 7 giugno 844, e Dragone, vescovo di Metz, morto nel 855.

[112] Il P. Bouquet nota che nessuna cronica parla di questa figlia

Emma; Eginardo non la nomina punto, e Lodovico il Pio, nel concedere,

in certo diploma, un feudo a Eginardo ed alla moglie sua, non accenna

punto ch'ella fosse sua sorella.

[113] Veggasi quel che dice Eginardo stesso, e Nitardo dogo di lui,

intorno ai costumi liberissimi delle figlie di Carlomagno.

[114] Eginardo ebbe in fatti una legazione a Roma.

[115] Indubitato si è che Eginardo ebbe Emma o Imma per moglie, la

quale da Lupo, abbate di Ferriere, è chiamata _nobilissima fœmina_. Il

Mabillon crede che l'avventura sia vera. Il P. Bouquet la contraddice;

e il P. Rivet non la mette pure in dubbio.

[116] Il P. Bouquet, _Hist. Gall. Collect_. t. V, pag. 383. Eginardo si

fece indi monaco, ed il suo carteggio, pubblicato dai Benedettini nel

t. VI della loro grande raccolta, è curiosissimo.

[117] Eginardo fu abate prima di Fontenelle, poi di San Pietro e San

Bavone, a Gand, e fondò la badia di Selingestad, nella sua propria

terra di Mulenheim.

[118] La _Cronaca di San Dionigi_ nomina ventidue metropoli carlinghe.

Le quali metropoli erano i centri delle grandi divisioni dell'impero,

ritraenti anch'esse delle memorie di Roma. (V. _Gall. Christ. in

prælat._)

[119] Il diritto romano dichiarava nullo il testamento non fatto in

presenza di testimoni. Tutti quelli qui notati appartengono, siccome

pare, alla schiatta franca e germanica.

[120] E il medesimo non vien pur di presente succedendo, dopo la caduta

di Napoleone?

[121] Da _major_ i Francesi han fatto _maire_, che gli Italiani

chiamarono _il Podestà_ e anticamente e più gramaticalmente, _la

Podestà_. _Il Traduttore_.

[122] Si trovano esempi di duello giudiziario sotto i primi re

merovingi (_Greg. Turon._ lib. VII, c. 19, lib. X, c. 10), e sembra che

fosse usato frequentemente, più che altrove in Borgogna. Lo crediamo

altresì stabilito dalla legge alemannica o sveva (_Baluze_, lib. I,

pag. 80). In Lombardia poi fu sempre popolare, e Luitprando, re del

Longobardi, dice in una delle sue leggi: «_Incerti sumus de judicio

Dei, al quosdam audivimus per pugnam sine juxta causa suam causam

perdere. Sed propter consuetudinem gentis nostræ Longobardorum legem

impiam vetare non possumus._» — Muratori, _Script. rerum Italicarum_,

t. II, p. 65.

[123] La stessa ragione naturale dovea mostrare ai principi ed ai

popoli l'incertezza e la brutalità di questa forma di giudizio, sì che

fin dai primi tempi della sua instituzione vediamo parecchie città in

Inghilterra, e in Germania, noverar tra i loro privilegi l'esenzione

dal duello giudiziale. Ci sembra poi che l'autore si apponga in fatto,

citando gli esempi dell'Iliade; però che ivi sono zuffe e combattimenti

fra due sì, ma in guerra, e non già disfide e duelli premeditati a

vendicare un'offesa. _Il Traduttore._

[124] In fatti, quasi tutte le canzoni eroiche, che hanno per soggetto

Carlomagno e i suoi paladini, furono composte nel duodecimo secolo.

(Veggasi quel che io ne dico nel mio lavoro intorno a _Filippo

Augusto_.)

[125] A maggiore schiarimento di questo luogo servano le seguenti

parole del Cibrario (opera citata), intorno alle condizioni del

cronisti del medio evo e al modo con che si sdebitavano dell'uffizio

loro. «I re, i vescovi, i comuni soleano, del metter in cronica i loro

fatti, dar pubblico incarico a qualche persona sciente di lettere, e

d'ordinario a un monaco. Un monaco di San Dionigi metteva in cronaca le

gesta de' re di Francia, e quando combatteva alcuna battaglia campale,

il re, con lettere chiuse indirizzate all'abate, lo ragguagliava

del successo e del numero del morti... I re d'Inghilterra aveano un

cronista che abitava nel medesimo palazzo con loro, e tenea ragione

giorno per giorno dalle loro buone o cattive azioni e delle altre cose

degne di memoria. Per passar ogni pericolo d'adulazione, il registro

che contenea tali memorie, non era aperto che dopo la morte dal re e

de' suoi figliuoli.

«In quasi tutti i monasteri principali, il più saputo del monaci tenea

un simile registro, e finito un regno, lo presentava al capitolo

generale, dov'era esaminato, e poi fatto ridurre in cronaca.» _Il

Traduttore_.

[126] _Scriptorium_, chiamavasi a que' tempi ne' monasteri il luogo

dove i monaci si chiudevano a scriver le loro croniche ed a copiare i

codici antichi; e però mi è parso meglio sostituir questo termine al

_labeur_ (fatica o lavoro) dell'autore. _Il Traduttore._

[127] Gli Annali di _Fulda_ van sino all'anno 882. Il Frelier ha

trovato alcuni manoscritti che gli sprolungano fino al 900.

[128] Il P. Bouquet ha pubblicato questo passo di Giovanni Diacono,

come documento di storia importantissimo.

[129] Benedetto, diacono delle chiesa di Magonza, ne informa del modo

in che compilati erano questi capitolari. Eran solitamente i più dotti

del clero, che li coordinavano, per indi sottoporli all'imperatore. V.

Baluze, _Capit._ t. I, p. 803-806.

[130] _Collect. concil._ t. VII, p. 1047; _Hispan._ t. III, p. 110 114.

[131] La lettera per l'istituzione delle scuole è circolare, e reca la

data dell'anno 787. Baluze, t. I, p. 201-204.

[132] Già fu notato più sopra che questi eran soprannomi accademici

con cui si chiamavan fra loro i dotti alla corte di Carlomagno. _Il

Traduttore._

[133] Vogliono i dotti che certa medaglia, rappresentante un cocchio

tratto da un leone e da un bue, si riferisca a questa concordanza delle

Scritture composta da Carlomagno. (Benedict. _Hist. litter._ t. IV, p.

410; Fabric. lib. III, p. 915)

[134] _Eternum et sempiternum, immortale et perpetuum sæculum, aevum,

et tempus._ Alcuin., p. 765-770.

[135] _De ratione animæ._

[136] L'autore chiama sempre questo vescovo col nome di _Leidrade_,

scostandosi da Felice d'Urgel, che il chiama ora _Laidracus_ ed ora

_Leidacus_, e da Alcuino che gli dà il nome di _Leobradus_. Io ho

seguito il Muratori ed il Bettinelli che lo chiamano _Landrado_.

Mi ha fatto gran maraviglia il non trovar nella _Storia della

letteratura italiana_ del diligentissimo Tiraboschi pure una parola

di quest'autore, che, per esser nato alle porte d'Italia, e vissuto a

Roma gran tempo, poteva trovar luogo colà dov'ei parla d'Alcuino, di

Eginardo, ecc. _Il Traduttore._

[137] Anche Odelberto, arcivescovo di Milano, compose per questa

occasione il suo libro, _De baptismo_, che ancor ci rimane, e abbiam

tuttora la lettera da lui scritta in proposito a Carlomagno. _Il

Traduttore._

[138] Il Tiraboschi lo fa scozzese, ed opina che due ne fossero ad

un tempo del medesimo nome e della medesima nazione. (_Stor. della

letterat. ital._, vol. V, lib. III. c. 1, § XIX e seguenti; Milano

1826.) _Il Traduttore._

[139] Tale si è l'opinione che sostenne fermamente il Boulas: t. I,

pag. 91[140].

[140] Questa è pur l'opinione del nostro Bettinelli nel suo

_Risorgimento d'Italia_: e il Gatti, storico dell'Università di Pavia,

attribuisce a Carlomagno anche la fondazione di questa; in che fu

vittoriosamente combattuto dal Tiraboschi, _Storia della letteratura

italiana_, vol. V, lib. III. _Il Traduttore._

[141] _Doctor egregius et insignis floruit historiografus et poeta,

atque omnium artium nobilissimus auctor_[142]. Mabill. lib. 36, n. 49.

Duchesnel, l. II, n. 560; _Trith. Cron. Hirsang._, pag. 31.

[142] L'autore ha tradotto l'ultima frase: _et auteur dans tous les

arts_; parmi più giusto l'interpretar qui la voce _auctor_ nel senso di

aumentatore o favoreggiatore, chè un autore o scrittore in tutte l'arti

sarebbe una maraviglia ai tempi nostri, non che al secolo nono. _Il

Traduttore._

[143] Volone, figliuolo del conte di Chiburgo, fu monaco

scostumatissimo, ma gli fu fatta grazia a cagione del suo sapere.

[144] V. il cap. VII di questo volume.

[145] _Lex consensu populi fit, constitutione regis. Recueil des hist._

t. VII. p. 656. Massima liberalissima, come ognun vede; se non che

qui non si vuol prender la parola _populus_ in quel senso assoluto in

cui fu interpretata dal Mably nel tempo in cui regnavano le opinioni

democratiche.

[146] Non sappiamo se intenda parlar di Carlomanno figlio di Lodovico

il Balbo, o di Carlomanno figlio di Lodovico il Germanico, però che

amendue regnarono in sul dissolversi dell'Impero. E d'altra parte,

le assemblee del campo di maggio eran già finite al tempo di Carlo il

Calvo, successore di Lodovico Pio, come l'attestano il P. Daniel, il

Mably e altri storici francesi. _Il Traduttore._

[147] Totale è la confusione al decimo secolo, e spesso la voce

_allodium_ è usata ad indicare il _feudum_. Marcolfo, lib. I, form. 13,

riferisce parecchi esempi di allodii dati al re e caposignore per indi

riceverli in benefizi. La parola _feodum_ o _feudum_ non trovasi in

generale adoperata che al decimo ad all'undecimo secolo.

[148] Il Ferrario nell'opera sua, da noi più volte citata, intorno agli

antichi romanzi di cavalleria, ha recato i disegni di questi mosaici,

ma essi non sono appien conformi alla descrizione che ne fa il nostro

autore. _Il Traduttore._

[149] Leggi undecimo secolo, però che l'occupazione dei Normanni

avvenne dopo il mille. _Il Traduttore_.

[150] Pisa ed Amalfi avean già banchi nella Siria, e il nome franco

v'era rispettato.

[151] Del resto tale si era, press'a poco, la divisione preparata da

Lodovico Pio, se non che fu affidata a mani inette, e ideata da un

principe debole.

[152] Tutto lo studio di Lodovico Pio nel suo regno consiste nel farsi

accettare dalla popolazione germanica, chè dell'amor degli Aquitani

egli è sicuro.

[153] Il chiarissimo signor Menini trattando, non è guari,

nell'Appendice della Gazzetta di Milano, della presente opera del

signor Capefigue, e della mia traduzione, alla quale fu cortese di

lodi, ch'io mi tengo care, come di giudice competente e sincero, pose

innanzi l'autorità del Leo, per la quale Carlomagno discenderebbe

da famiglia Italiana, e i _messi regii_ non sarebbero instituzione

di questo principe, ma sì più antica. Quanto alla prima di queste

opinioni, benchè l'amor di patria ce la farebbe di buon grado

accettare, l'amor della verità ci muove ad aspettar prima di saper da

quali fonti quel dotto istorico la traesse. Anche le leggende fanno

discendere Carlomagno da un papa italiano, ma ognun sa ch'esse non

meritano in argomento di storia alcuna fede. E d'altra parte si sa

esser impossibile, prima dell'undecimo secolo, trovar la genealogia di

nessuna famiglia. Quanto all'opinione che riguarda i _messi regii_,

ci piace di creder piuttosto al Muratori, il quale ne' suoi _Annali

d'Italia_, all'anno 808, parla lungamente di questi magistrati

ambulatori, e ne fa primo istitutore Carlomagno; ribadendo così

quant'egli avea detto innanzi e provato in una sua dissertazione sul

medesimo soggetto nelle _Antichità Italiche_. E chi mai può vantare

maggior dottrina e diligenza in siffatte indagini di quell'illustre

Italiano? _Il Traduttore._

[154] Qui era luogo di notare che anche Napoleone, a somiglianza di

Cesare e di Carlomagno, dettava per ricrearsi, se non dalle fatiche

della guerra e del governo, di ben altri più duri travagli, la

maravigliosa sua storia:

Oh quante volte ai posteri

Narrar sè stesso imprese,

E sulle eterne pagine

Cadde la stanca man!

_Il Traduttore._

[155] L'autore traduce, erratamente ci pare, _dans les calendes de

fevrier_, che dir vorrebbero il dì primo di febbraio.

[156] _Sub hoc conditorio situm est corpus Karoli Magni atque ortodoxi

imperatoris, qui regnum Francorum nobiliter ampliavit, et per annos

XLVII feliciter rexit. Decessit septuagenarius anno ab incarnationis

Domini DCCCXIV, indictione VII, V calend. februarias._

[157] Il Traduttore, ingannato dal testo, che dice _mense_ e _menses_,

laddove, seguendo il Ducange, dir dovea _manse_ e _manses_, tradusse

mensa e mense: ma poi s'accorse, troppo tardi, perchè il foglio era già

tirato, che accennavasi al _mansus_ dei tempi feudali, che significa

podere.

Nota del Trascrittore

Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo

senza annotazione minimi errori tipografici. Le correzioni indicate

nell'Avvertimento ai lettori (pag. 208) sono state riportate nel testo.

Storia di Carlomagno vol. 2/2 · 第 23 / 23 段