61. Naso in giudizio condannato da un Ficarrese.

Predicava nella terra di Naso un religioso il suo quaresimale. Toccò, al

solito, far la predica sopra il Giudizio universale, e procurò farlo con

tutta lena, per imprimere sacro orrore ne' cori de' Nasitani. Or egli

doppo che esprimeva colle più vive formule, ora i segni che lo

precedono, ora l'avvenimenti che lo accompagnano, ora la sentenza finale

che lo sossiegue, per fare una grande impressione ai suoi uditori si

valeva di quella figura[ta] repetizione: _O Nasu o Nasu, undi ti vai a

ficchi lu jornu di lu Giudiziu?_ Era capitato in quella mattina in Naso

un'arteggiano della terra delle Ficarre, quattro miglia distante da

Naso, e comecchè la vicinanza de' paesi suole alle volte producere gare,

queste due terre appunto hanno l'ambizione di essere in tutto una

miglior dell'altra, e spesso tra quei paesi succedono civili contese. Il

Ficarrese, essendo l'ora della predica, entrò cogl'altri in chiesa per

approfittarsene; mà udendo così spesso dal predicatore: _O Nasu o Nasu,

undi ti vai a ficcari lu jornu di lu Giudiziu?_ si valse del punto a

fare che restassero celebri i Nasitani in tutto il Regno nostro ed in

tutti i secoli avvenire; si spiccò prima dal luogo dove era situato, si

collocò sù la soglia della porta della chiesa; ed in udire dal

predicatore la solita repetizione: _O Nasu o Nasu, undi ti vai a ficcari

lu jornu di lu Giudiziu?_ con voce più sonora rispose: _Tra lu purtusu

di lu culu!_ Ed in dir ciò si mise precipitosamente a fuggire.

Avvenimenti faceti: Raccolti da un Anonimo Siciliano del secolo XVIII · 第 56 / 62 题