62. Panegirico

di S. Antonino di Padova rappresentato da un frate zoccolante nella

terra di Cassano in Lombardia nel dì 13 giugno 1677.

Dovendo il Patriarca Abbramo, quell'Abramo dico, che fratello di Nacor

et Aaron per obbedire al dolce comando di Dio e far del proprio figlio

un sagrificio: _Sacrificium Deo spiritus contribulatus_, sovra l'altar

d'un alto monte: _Montes Gelboe, nec ros, nec pluvia cadant super vos_,

lasciatisi i superbi apparati, li sontuosi banchetti, le sedie

postergali, i baldacchini che usano i patriarchi moderni, senza

intervento di canonici o altri, in una cappella patriarcale, d'altra

esistenza non si serve che di quattro personaggi, cioè il medesimo

Abbramo, Isaac, un suo servo e l'asino. _Expectate hic cum asino_, dice

la glossa interlineare parlando e maravigliandosi di questo gran fatto:

_Factum est cor meum tamquam cera liquescens._ Tale, o fratelli

Cassanesi, succede oggi a me nel sollennizzarvi la festa del nostro

glorioso Antonio, che la povertà de' suoi religiosi figli non gl'essendo

permesso far altri addobbi, che quattro stracci di sedia ch'anno

prestato per loro cortesia li RR. PP. Dominicani a guisa del sopradetto

Abbramo, che sopra il monte di questa chiesa stà fuori della campagna:

_Stetit in loco campestri_, del sig.r Piazza, rettore, mio amico:

_Amice, ad quid venisti?_ Quale fu l'Abbramo nel cantare la messa

d'Isaac, ch'è il nostro Sig.r Iddio, del servo che si trovò presente,

che sono le Signorie vostre, che state a sentire, e dall'asino che porta

le legna: _Super omnia ligna cedrorum tu sola excelsior_, che sono io:

_Asinus præsepe domini sui_, quale raggrinzato a forza di bastonate de'

comandi del rev.o padre Guardiano, per non buttar via la baldella

dell'ubbidienza, son comparso di trotto sopra il monte di questa

catedra: _Super cathedram Moysi_, carico di legna d'un mal infasciato

discorso per accendervi un foconaccio di divozione ne' vostri petti, e

con dimostrarvi la necessità ch'avea il mondo per mantenere la fede

catolica, che nascesse Antonio, e mentre a guisa di questo somaro

d'Abbramo coll'orecchie ingrinzite della mia audacia, e colla bocca

ragliando, vado sparando sopra le montuosità di questo pulpito i calci

de' miei concetti: _Durum est tibi contra stimulum calcitrare_: tenete

voi le cavezze delle vostre bocche: _In camo et freno maxillas eorum

constringe_; lasciando solo ragliare a me, che superando quel divulgato

proverbio, che raglio d'asino non arriva al cielo, farò vedere che

penetrerà la mia voce: _Vox clamantis in deserto_, al cielo dei vostri

petti: _Cœlum cœli Domino_; onde se voi m'osserverete silenzio, io

vi porterò a bere nelle pantanelle della gloria d'Antonio, ed

incomincio.

Due sorti di necessità assegna la filosofia, o Sig.ri Cassanesi

(attenti, non guardate quà e là) una da teologi detta _simpliciter_,

l'altra _secundum quid_; mà perchè non mi ricordo della definizione per

adesso, e poi parlo con persone dotte, tralascio la spiegazione. Sò bene

che la nicessità ch'avea il mondo d'Antonio era una di queste due, e che

sia la verità, tralasciando il dirvi con alcuni che consistesse nelle

prediche: _Predica verbum, insta opportune, importune argue_; collo

stesso Apostolo soggiongo, che abbiate pazienza: _Patientiam habete_;

con altri che consistesse nell'udire le confessioni: _Confessio et

pulchritudo_; con tall'uno in servire alli spedali: _Oportet Episcopum

hospitalem esse_; con tall'altri nel mitigare il Cielo con discipline:

_Et disciplina tua ipsa me docebit_; ed io vi rispondo, che tutte queste

cose ordinarie, e le facciamo anche noi Zoccolanti, e voi altri Sig.ri

c'avrete inteso qualche voltarella; ma non consisteva qua la necessità

ch'aveva il mondo del mio Antonio. Onde andate a parlar col QUICUMQUE,

[Simb. di S. Atan.o] e non stupite. Interrogando lo dite che le paja

della necessità ch'ebbe la fede catolica d'Antonio, e sentirete, che

quell'oracolo vi risponde con quelle belle parole, acute parole: _Ante

omnia opus est ut teneat catholicam fidem._ Che ne dite miei Sig.ri?

Siete paghi del mio concetto? Ah! che mi accorgo, non siete abbastanza

sodisfatti, forse perchè non intendete quest'altra latinità per essere

un poco oscura. Attendete a sentire il senzo: _Ante omnia_, dice è

Antonio; _opus est_, è di necessità, _ut teneat_, che mantenghi,

_catholicam fidem_, la fede catolica.

E veramente non pare fuori di proposito; questo _Quicumque_ dice molto

bene la verità: _Veritas de terra orta est_, poicchè nato Antonio mio

gloriosissimo _Ante omnia_, ed essendo ragazzotto nella città di

Lisbona, imparò subito dal nome stesso della sua patria Lisbona a

pigliar la zizza buona, cioè a patire, ed andarsene via dal mondo,

entrando immediatamente ne' Canonici Regolari: mà perchè ivi non vedeva

adempire il suo desiderio, che era di patire: _Vir desideriorum_, perchè

ivi si mangiava bene e si beveva meglio: _Manducamus et bibamus_, e vi

si fa una vita squisitissima, _Mors et vita in manu Domini_, e se

qualche volta accade fra questi il digiunare, quello che s'hanno da

mangiare la sera, se lo mangiano la matina, e la sera per collazione

qualche galantariella, oh che santo digiuno!.. Mà torniamo presto al

nostro _Ante omnia_, che già s'è calzato li stivali per partir via da

questi Canonici. E dove t'incamini o bel zitello? A che lasci si commoda

occasione per servir Dio? _Nonne septuaginta annis Domino servisti?_ Si

può dire di te come di quell'starione [ch]e fuggì. Vien quà, vien qua,

che, per quanto vedo, corri a frati Zoccolanti. Or qui si che troverai

il rovescio della medaglia; vedrai le morbide cammise di lino mutate in

ruvidissima lana: _Deus qui dat nivem sicut lanam_, i morbidi letti in

sacchi di paglia: _Tamquam paleas ferrum_, e così l'uomo come una

nespola, o pera fiorentina, se ne starà sempre nella paglia; muterai poi

la carne di capone in quella di pecora: _Insuper pecora campi_, il vino

dolce in agraticcio: _Verumtamen fex ejus non est exinanita_, il pan

bianco in quello di bracchi: _Dic ut lapides isti panes fiant._ Stà

dunque sull'accerto. Mà se n'andò via il nostro _Ante onmia_, Sig.ri,

nulla curando e tutto sprezzando, e direte non fosse vera questa

necessità? Preziosissimo _opus est_? Clarissimo _Ante omnia_? Sapete

perchè e [_ha_] lasciate tutte queste delizie? _Deliciæ meæ esse cum

filiis hominum_, ed in specie à cambiato quell'abito, ch'à quasi del

coloraticcio in questo saccaccio bigio del color d'asino, a cui io con

raggione m'hò assomigliato? Per portar la somma del martirio. Non perchè

in questa mia religione vi siano tiranni che martirizzano le genti

(sebene qualche volta quando si comincia a perseguitare qualcheduno, non

si finisce così subito); onde una volta un rev. padre Guardiano, quale

non voglio nominare per degni rispetti, mi prese a perseguitare talmente

che per una bagattella mi fece stare per cinque mesi e due giorni in

prigione: _Guardianus persequutus est me gratis_; che mi volle far dare

al diavolo: _Et diabolus stet a dextris ejus._ Ottenuta intanto licenza

il nostro _Ante omnia_ di poter predicare nelle parti dall'infedeli, ed

in specie a Marrocchesi, dove si fà il marrocchino rosso, colà egli

s'invia di buon animo; mà per l'infermità cagionatagli dall'asprezza

delle penitenze, parte volontario, e parte per forza, non può proseguire

il suo camino; onde doppo varj viaggi e disaggi pervenne in Assisi, e di

là partendo per Forlì per ordinarsi con alcuni Frati Minori, che non

erano frati nostri, perchè noi siamo Minori Osservanti, e del nostro

_Ante omnia_ può dirsi ch'era Maggior Osservante. Non istarò a dirvi qui

i di lui atti di mortificazione: _Mortificamur tota die_; ne il lavare i

piatti: _Qui intingit manum mecum in paropside._ Non vi voglio fastidire

col ricordarvi la disciplina a sangue che faceva tutto il giorno: Et fui

flaggellatus tota die. Non vi rammento i digiuni e pan moffito ed acqua

pura in tempo che frà i Canonici Regolari avrebbe bevuto in neve: _Nive

dealbabuntur in selmon._ Tralascio l'umiltà in iscopare le stanze e

cortili de' Principi: _In atrium principis sacerdotum ducebam._ Non già

che si tratta dell'umiltà; contemplatelo in questo fatto veramente

stupendo, ch'è stimarsi indegno di predicare agli uomini, quasi non

dicesse buoni concetti: _Et concepit filium in senectute sua_; andò a

predicare ai pesci: _Pisces maris qui perambulant semitas maris._ Dunque

con ragione posso dirvi, mio _Ante omnia_ Antonio: _Quam est admirabile

nomen tuum in universa terra et mari!_

Sentite, di grazia, per conferma della mia proposizione quest'altro

prodigio, e vederete se io dico il vero si ò nò, e col primo Papa del

Vaticano bisognerà che rispondiate: _Non te negabo_ (l'occhio a me,

_Sursum corda_). Si trovava in Ancona il padre del nostro _Ante omnia_

Patavino, per essergli stati apposti due misfatti, l'uno per non aver

pagato come doveva i Regij Ministri, e l'altro d'aver ammazzato uno. Il

padre _Ante omnia_ ciò sentito se n'andò dalli giudici, alli quali così

favellò: _Vos saeculorum iudices, et vera mundi lumina, votis praecamur

cordium, audite voces supplicum_; e non essendo quelli capaci, doppo due

o tre _Pater noster_ si portò all'epitafio, o vogliam dir cenotafio del

nostro ammazzato, dove era sepellito, e gli parlò dicendo: _Lazzare,

veni foras, et surrexit qui erat mortuus_. Poi l'interrogò chi l'avesse

ammazzato: _Responde mihi quantas habeo iniquitates_. Con fetida bocca,

_quadriduanus erat_, rispose non essere stato l'uccisore mio il padre di

lui; e allora tutto allegro il Santo se ne ritornò via: _Et errare facit

in [in]vio, et non in via_. Era dunque di necessità, che questo mio

_Ante omnia_ venisse al mondo per mantenitore della fede, e fù di

necessità, perchè era condannato reo l'innocente: _Innocens ego sum a

sanguine justi hujus_. Fù di necessità, perchè levò d'errore alcuni di

questi, che vedevano il padre scandaloso: _Necesse est ut veniant

scandala_. Fù di necessità, perchè levò via con quest'occasione gl'odij

e mormorazioni de' parenti, e riparò ad altri infiniti mali: _Malos male

perdet_. E mi direte che non sia vera la mia proposizione, e che non

moralizzo con belli concetti?

E tacete tutti, e lasciate dire a me: Il mio glorioso _Ante omnia_ era

di necessità che venisse al mondo; mà non vi fermate in questi

chiribizij di poco momento, mà miratelo là qual altro Giosuè, che se

quello fermò il sole, che qual cavallo spallato se ne correva alla

stalla dell'occidente; quest'ancora [fermò] tanti e tanti soli di

peccatori, che se ne andavano all'occidente de' peccati. Era un Moisè:

che se quello con verga toccante fece scaturire l'acqua, questo toccata

la pietra de' spiritati facea scaturire fuori i demonij, che come lepri

fuggivano: _Dæmon lepra fugiunt_.

Mà chi veggo? non hò tempo di mostrarvelo or un angelo, or un profeta,

perchè già s'avvicina l'ora di fare il gallospaccio al cielo, onde per

non morire tra noi Zoccolanti (o gran torto! quasi non fossimo degni di

sì santa compagnia) si fece portare in una stanza del suo confessore,

vicino al monastero delle monache. E qual cosa t'indusse a far ciò, o

bellissimo _Ante omnia_? Tu che eri lo stesso zelo della nostra

religione: _Zelo zelatus sum_; e che t'abbiam dato il nome di Maggior

Osservante, dove gl'altri l'ànno di Minore per alienare: _Si conditionem

suam faciat meliorem_. E forse facesti meglio cangiar tua condizione con

andare là per esser meglio governato che frà noi? Avverti che sono

poverelli, nè ti potranno soccorrere conforme al tuo bisogno; ti senti

forse svogliato, e la t'invij per ricrearti con un pò di cialde,

ciambellette e mustaccioli? Potevi però dirlo al reverendo padre

Guardiano, che l'averebbe mandato a pigliare. Nessuna di queste cose lo

mosse, o Sig.ri. Volete sapere per chè cosa ciò fece? Perchè egli era

stato confessore e vergine, e perciò volle morire in una stanza del

confessore di quelle vergini monache, onde con raggione potrai

implorare: _Regina Confessorum, Regina Virginum, ora pro nobis_.

Mà se l'hà colta il nostro _Ante omnia!_ E dove te ne voli lasciando quà

giù noi, o padre? A godere, tu mi rispondi: _Gaudete in Domino, semper

iterum dico gaudete_. Tu che eri tanto amator della mortificazione, non

sapevi trattenerti un poco più, e non andartene così presto? Non eri quà

giù qual candela che illumini tutti noi altri che caminiamo nelle

tenebre delli splendori del mondo: _Erat lux vera quæ illuminat omnem

hominem venientem in hunc mundum_. O come ben dissi candela? Attenti al

senzo tropologico e paraglifico, come dicono gl'eloquenti; avete

osservato mai una candela quando è nuova, e comincia ad ardere? La

tenete sovra un candeliere, o d'un altare, o nell'anticamera de'

Principi: _Ut luceat omnibus, qui in domo sunt_, e doppo che è logorata

più della metà, e che ne resta tre o quattro dita, vi resta per meccolo

della lanterna; così era la candela del nostro _Ante omnia_, che doppo

d'esser logorato ne' candilieri de' pulpiti e confessionali e di tante

altre penitenze. Iddio se l'acchiappò questo meccolo per farlo ardere in

cielo: _Venit cum lanternis et facibus comprehendere eum_.

Mà non sij chi si disperi per la sua partenza, poichè non è vero che

c'abbji abbandonato, anzi di là sù siamo per riportare la luce delle sue

grazie della celeste candela, come vediamo che chi a lui si raccomanda

in cose sode e rilevanti, egli a nessuno le niega: _Facienti quantum in

se est, Deus non denegat suam gratiam_. Parli chi era ridotto a vedere

ballare i barrattini, come si suol dire, e in un subito gli fù

restituita la sanità: _Egri surgunt_. Parli chi per la perdita d'un

occhio era divenuto fiorentino, e per intercessione del nostro _Ante

omnia_, avendolo ricuperato diviene italiano; parli chi a dispetto de'

giudici portava la storta ed altre infermità nelle gambe, acciò quello

non andasse prigione, o in galera gli furono cavate. Parli ch'avea

perduto qualche cosa, e confessi subito, che gli fù restituita per sua

intercessione: _Membra resque perditas petunt_. Parlino i giovani, che

iti a caccia, ànno recuperato i cani smarriti: _Accipiunt iuvenes et

cani_. E giacchè, gloriosissimo _Ante omnia_ pronosticato dal gran

profeta Atanasio, fai ritrovare le cose perdute, giacchè qual meccolo

t'accendesti nella lanterna del cielo, favorisci ancora a me, che hò

perduto il filo del mio discorso, non perchè sia sazio, mà perchè vedo

storcere quest'idioti di ritrovarlo, e a costoro che m'ascoltano, fagli

copia di tua intercessione: _Veni sante Ante omnia, reple tuorum corda

Cassanensium, mihique optatam gratia tribue_. Io di già l'ò ottenuta la

grazia. Voi dunque, che già alla promessa fatta vi ò condotti alle

pantanelle della gloria del nostro _Ante omnia_, fatecci a vostro

piacere una trippata di divozione, che bon prò vi faccia. E siccome

quando s'abbevera qualche animale per farlo saziare con più gusto gli si

ciuffola, così giacchè _Animalis homo non percipit ea que Dei sunt_, il

signor organista gli farà una ciuffolata d'organo nel proseguire la

messa cantata, e quando ciascuno si sarà abbeverato, a bon conto faccia

quello che fò io, che me ne vado di galoppo alla stalla della mia cella,

per invogliarmi nello strame del mio riposo.

Avvenimenti faceti: Raccolti da un Anonimo Siciliano del secolo XVIII · 第 57 / 62 题