di S. Antonino di Padova rappresentato da un frate zoccolante nella
terra di Cassano in Lombardia nel dì 13 giugno 1677.
Dovendo il Patriarca Abbramo, quell'Abramo dico, che fratello di Nacor
et Aaron per obbedire al dolce comando di Dio e far del proprio figlio
un sagrificio: _Sacrificium Deo spiritus contribulatus_, sovra l'altar
d'un alto monte: _Montes Gelboe, nec ros, nec pluvia cadant super vos_,
lasciatisi i superbi apparati, li sontuosi banchetti, le sedie
postergali, i baldacchini che usano i patriarchi moderni, senza
intervento di canonici o altri, in una cappella patriarcale, d'altra
esistenza non si serve che di quattro personaggi, cioè il medesimo
Abbramo, Isaac, un suo servo e l'asino. _Expectate hic cum asino_, dice
la glossa interlineare parlando e maravigliandosi di questo gran fatto:
_Factum est cor meum tamquam cera liquescens._ Tale, o fratelli
Cassanesi, succede oggi a me nel sollennizzarvi la festa del nostro
glorioso Antonio, che la povertà de' suoi religiosi figli non gl'essendo
permesso far altri addobbi, che quattro stracci di sedia ch'anno
prestato per loro cortesia li RR. PP. Dominicani a guisa del sopradetto
Abbramo, che sopra il monte di questa chiesa stà fuori della campagna:
_Stetit in loco campestri_, del sig.r Piazza, rettore, mio amico:
_Amice, ad quid venisti?_ Quale fu l'Abbramo nel cantare la messa
d'Isaac, ch'è il nostro Sig.r Iddio, del servo che si trovò presente,
che sono le Signorie vostre, che state a sentire, e dall'asino che porta
le legna: _Super omnia ligna cedrorum tu sola excelsior_, che sono io:
_Asinus præsepe domini sui_, quale raggrinzato a forza di bastonate de'
comandi del rev.o padre Guardiano, per non buttar via la baldella
dell'ubbidienza, son comparso di trotto sopra il monte di questa
catedra: _Super cathedram Moysi_, carico di legna d'un mal infasciato
discorso per accendervi un foconaccio di divozione ne' vostri petti, e
con dimostrarvi la necessità ch'avea il mondo per mantenere la fede
catolica, che nascesse Antonio, e mentre a guisa di questo somaro
d'Abbramo coll'orecchie ingrinzite della mia audacia, e colla bocca
ragliando, vado sparando sopra le montuosità di questo pulpito i calci
de' miei concetti: _Durum est tibi contra stimulum calcitrare_: tenete
voi le cavezze delle vostre bocche: _In camo et freno maxillas eorum
constringe_; lasciando solo ragliare a me, che superando quel divulgato
proverbio, che raglio d'asino non arriva al cielo, farò vedere che
penetrerà la mia voce: _Vox clamantis in deserto_, al cielo dei vostri
petti: _Cœlum cœli Domino_; onde se voi m'osserverete silenzio, io
vi porterò a bere nelle pantanelle della gloria d'Antonio, ed
incomincio.
Due sorti di necessità assegna la filosofia, o Sig.ri Cassanesi
(attenti, non guardate quà e là) una da teologi detta _simpliciter_,
l'altra _secundum quid_; mà perchè non mi ricordo della definizione per
adesso, e poi parlo con persone dotte, tralascio la spiegazione. Sò bene
che la nicessità ch'avea il mondo d'Antonio era una di queste due, e che
sia la verità, tralasciando il dirvi con alcuni che consistesse nelle
prediche: _Predica verbum, insta opportune, importune argue_; collo
stesso Apostolo soggiongo, che abbiate pazienza: _Patientiam habete_;
con altri che consistesse nell'udire le confessioni: _Confessio et
pulchritudo_; con tall'uno in servire alli spedali: _Oportet Episcopum
hospitalem esse_; con tall'altri nel mitigare il Cielo con discipline:
_Et disciplina tua ipsa me docebit_; ed io vi rispondo, che tutte queste
cose ordinarie, e le facciamo anche noi Zoccolanti, e voi altri Sig.ri
c'avrete inteso qualche voltarella; ma non consisteva qua la necessità
ch'aveva il mondo del mio Antonio. Onde andate a parlar col QUICUMQUE,
[Simb. di S. Atan.o] e non stupite. Interrogando lo dite che le paja
della necessità ch'ebbe la fede catolica d'Antonio, e sentirete, che
quell'oracolo vi risponde con quelle belle parole, acute parole: _Ante
omnia opus est ut teneat catholicam fidem._ Che ne dite miei Sig.ri?
Siete paghi del mio concetto? Ah! che mi accorgo, non siete abbastanza
sodisfatti, forse perchè non intendete quest'altra latinità per essere
un poco oscura. Attendete a sentire il senzo: _Ante omnia_, dice è
Antonio; _opus est_, è di necessità, _ut teneat_, che mantenghi,
_catholicam fidem_, la fede catolica.
E veramente non pare fuori di proposito; questo _Quicumque_ dice molto
bene la verità: _Veritas de terra orta est_, poicchè nato Antonio mio
gloriosissimo _Ante omnia_, ed essendo ragazzotto nella città di
Lisbona, imparò subito dal nome stesso della sua patria Lisbona a
pigliar la zizza buona, cioè a patire, ed andarsene via dal mondo,
entrando immediatamente ne' Canonici Regolari: mà perchè ivi non vedeva
adempire il suo desiderio, che era di patire: _Vir desideriorum_, perchè
ivi si mangiava bene e si beveva meglio: _Manducamus et bibamus_, e vi
si fa una vita squisitissima, _Mors et vita in manu Domini_, e se
qualche volta accade fra questi il digiunare, quello che s'hanno da
mangiare la sera, se lo mangiano la matina, e la sera per collazione
qualche galantariella, oh che santo digiuno!.. Mà torniamo presto al
nostro _Ante omnia_, che già s'è calzato li stivali per partir via da
questi Canonici. E dove t'incamini o bel zitello? A che lasci si commoda
occasione per servir Dio? _Nonne septuaginta annis Domino servisti?_ Si
può dire di te come di quell'starione [ch]e fuggì. Vien quà, vien qua,
che, per quanto vedo, corri a frati Zoccolanti. Or qui si che troverai
il rovescio della medaglia; vedrai le morbide cammise di lino mutate in
ruvidissima lana: _Deus qui dat nivem sicut lanam_, i morbidi letti in
sacchi di paglia: _Tamquam paleas ferrum_, e così l'uomo come una
nespola, o pera fiorentina, se ne starà sempre nella paglia; muterai poi
la carne di capone in quella di pecora: _Insuper pecora campi_, il vino
dolce in agraticcio: _Verumtamen fex ejus non est exinanita_, il pan
bianco in quello di bracchi: _Dic ut lapides isti panes fiant._ Stà
dunque sull'accerto. Mà se n'andò via il nostro _Ante onmia_, Sig.ri,
nulla curando e tutto sprezzando, e direte non fosse vera questa
necessità? Preziosissimo _opus est_? Clarissimo _Ante omnia_? Sapete
perchè e [_ha_] lasciate tutte queste delizie? _Deliciæ meæ esse cum
filiis hominum_, ed in specie à cambiato quell'abito, ch'à quasi del
coloraticcio in questo saccaccio bigio del color d'asino, a cui io con
raggione m'hò assomigliato? Per portar la somma del martirio. Non perchè
in questa mia religione vi siano tiranni che martirizzano le genti
(sebene qualche volta quando si comincia a perseguitare qualcheduno, non
si finisce così subito); onde una volta un rev. padre Guardiano, quale
non voglio nominare per degni rispetti, mi prese a perseguitare talmente
che per una bagattella mi fece stare per cinque mesi e due giorni in
prigione: _Guardianus persequutus est me gratis_; che mi volle far dare
al diavolo: _Et diabolus stet a dextris ejus._ Ottenuta intanto licenza
il nostro _Ante omnia_ di poter predicare nelle parti dall'infedeli, ed
in specie a Marrocchesi, dove si fà il marrocchino rosso, colà egli
s'invia di buon animo; mà per l'infermità cagionatagli dall'asprezza
delle penitenze, parte volontario, e parte per forza, non può proseguire
il suo camino; onde doppo varj viaggi e disaggi pervenne in Assisi, e di
là partendo per Forlì per ordinarsi con alcuni Frati Minori, che non
erano frati nostri, perchè noi siamo Minori Osservanti, e del nostro
_Ante omnia_ può dirsi ch'era Maggior Osservante. Non istarò a dirvi qui
i di lui atti di mortificazione: _Mortificamur tota die_; ne il lavare i
piatti: _Qui intingit manum mecum in paropside._ Non vi voglio fastidire
col ricordarvi la disciplina a sangue che faceva tutto il giorno: Et fui
flaggellatus tota die. Non vi rammento i digiuni e pan moffito ed acqua
pura in tempo che frà i Canonici Regolari avrebbe bevuto in neve: _Nive
dealbabuntur in selmon._ Tralascio l'umiltà in iscopare le stanze e
cortili de' Principi: _In atrium principis sacerdotum ducebam._ Non già
che si tratta dell'umiltà; contemplatelo in questo fatto veramente
stupendo, ch'è stimarsi indegno di predicare agli uomini, quasi non
dicesse buoni concetti: _Et concepit filium in senectute sua_; andò a
predicare ai pesci: _Pisces maris qui perambulant semitas maris._ Dunque
con ragione posso dirvi, mio _Ante omnia_ Antonio: _Quam est admirabile
nomen tuum in universa terra et mari!_
Sentite, di grazia, per conferma della mia proposizione quest'altro
prodigio, e vederete se io dico il vero si ò nò, e col primo Papa del
Vaticano bisognerà che rispondiate: _Non te negabo_ (l'occhio a me,
_Sursum corda_). Si trovava in Ancona il padre del nostro _Ante omnia_
Patavino, per essergli stati apposti due misfatti, l'uno per non aver
pagato come doveva i Regij Ministri, e l'altro d'aver ammazzato uno. Il
padre _Ante omnia_ ciò sentito se n'andò dalli giudici, alli quali così
favellò: _Vos saeculorum iudices, et vera mundi lumina, votis praecamur
cordium, audite voces supplicum_; e non essendo quelli capaci, doppo due
o tre _Pater noster_ si portò all'epitafio, o vogliam dir cenotafio del
nostro ammazzato, dove era sepellito, e gli parlò dicendo: _Lazzare,
veni foras, et surrexit qui erat mortuus_. Poi l'interrogò chi l'avesse
ammazzato: _Responde mihi quantas habeo iniquitates_. Con fetida bocca,
_quadriduanus erat_, rispose non essere stato l'uccisore mio il padre di
lui; e allora tutto allegro il Santo se ne ritornò via: _Et errare facit
in [in]vio, et non in via_. Era dunque di necessità, che questo mio
_Ante omnia_ venisse al mondo per mantenitore della fede, e fù di
necessità, perchè era condannato reo l'innocente: _Innocens ego sum a
sanguine justi hujus_. Fù di necessità, perchè levò d'errore alcuni di
questi, che vedevano il padre scandaloso: _Necesse est ut veniant
scandala_. Fù di necessità, perchè levò via con quest'occasione gl'odij
e mormorazioni de' parenti, e riparò ad altri infiniti mali: _Malos male
perdet_. E mi direte che non sia vera la mia proposizione, e che non
moralizzo con belli concetti?
E tacete tutti, e lasciate dire a me: Il mio glorioso _Ante omnia_ era
di necessità che venisse al mondo; mà non vi fermate in questi
chiribizij di poco momento, mà miratelo là qual altro Giosuè, che se
quello fermò il sole, che qual cavallo spallato se ne correva alla
stalla dell'occidente; quest'ancora [fermò] tanti e tanti soli di
peccatori, che se ne andavano all'occidente de' peccati. Era un Moisè:
che se quello con verga toccante fece scaturire l'acqua, questo toccata
la pietra de' spiritati facea scaturire fuori i demonij, che come lepri
fuggivano: _Dæmon lepra fugiunt_.
Mà chi veggo? non hò tempo di mostrarvelo or un angelo, or un profeta,
perchè già s'avvicina l'ora di fare il gallospaccio al cielo, onde per
non morire tra noi Zoccolanti (o gran torto! quasi non fossimo degni di
sì santa compagnia) si fece portare in una stanza del suo confessore,
vicino al monastero delle monache. E qual cosa t'indusse a far ciò, o
bellissimo _Ante omnia_? Tu che eri lo stesso zelo della nostra
religione: _Zelo zelatus sum_; e che t'abbiam dato il nome di Maggior
Osservante, dove gl'altri l'ànno di Minore per alienare: _Si conditionem
suam faciat meliorem_. E forse facesti meglio cangiar tua condizione con
andare là per esser meglio governato che frà noi? Avverti che sono
poverelli, nè ti potranno soccorrere conforme al tuo bisogno; ti senti
forse svogliato, e la t'invij per ricrearti con un pò di cialde,
ciambellette e mustaccioli? Potevi però dirlo al reverendo padre
Guardiano, che l'averebbe mandato a pigliare. Nessuna di queste cose lo
mosse, o Sig.ri. Volete sapere per chè cosa ciò fece? Perchè egli era
stato confessore e vergine, e perciò volle morire in una stanza del
confessore di quelle vergini monache, onde con raggione potrai
implorare: _Regina Confessorum, Regina Virginum, ora pro nobis_.
Mà se l'hà colta il nostro _Ante omnia!_ E dove te ne voli lasciando quà
giù noi, o padre? A godere, tu mi rispondi: _Gaudete in Domino, semper
iterum dico gaudete_. Tu che eri tanto amator della mortificazione, non
sapevi trattenerti un poco più, e non andartene così presto? Non eri quà
giù qual candela che illumini tutti noi altri che caminiamo nelle
tenebre delli splendori del mondo: _Erat lux vera quæ illuminat omnem
hominem venientem in hunc mundum_. O come ben dissi candela? Attenti al
senzo tropologico e paraglifico, come dicono gl'eloquenti; avete
osservato mai una candela quando è nuova, e comincia ad ardere? La
tenete sovra un candeliere, o d'un altare, o nell'anticamera de'
Principi: _Ut luceat omnibus, qui in domo sunt_, e doppo che è logorata
più della metà, e che ne resta tre o quattro dita, vi resta per meccolo
della lanterna; così era la candela del nostro _Ante omnia_, che doppo
d'esser logorato ne' candilieri de' pulpiti e confessionali e di tante
altre penitenze. Iddio se l'acchiappò questo meccolo per farlo ardere in
cielo: _Venit cum lanternis et facibus comprehendere eum_.
Mà non sij chi si disperi per la sua partenza, poichè non è vero che
c'abbji abbandonato, anzi di là sù siamo per riportare la luce delle sue
grazie della celeste candela, come vediamo che chi a lui si raccomanda
in cose sode e rilevanti, egli a nessuno le niega: _Facienti quantum in
se est, Deus non denegat suam gratiam_. Parli chi era ridotto a vedere
ballare i barrattini, come si suol dire, e in un subito gli fù
restituita la sanità: _Egri surgunt_. Parli chi per la perdita d'un
occhio era divenuto fiorentino, e per intercessione del nostro _Ante
omnia_, avendolo ricuperato diviene italiano; parli chi a dispetto de'
giudici portava la storta ed altre infermità nelle gambe, acciò quello
non andasse prigione, o in galera gli furono cavate. Parli ch'avea
perduto qualche cosa, e confessi subito, che gli fù restituita per sua
intercessione: _Membra resque perditas petunt_. Parlino i giovani, che
iti a caccia, ànno recuperato i cani smarriti: _Accipiunt iuvenes et
cani_. E giacchè, gloriosissimo _Ante omnia_ pronosticato dal gran
profeta Atanasio, fai ritrovare le cose perdute, giacchè qual meccolo
t'accendesti nella lanterna del cielo, favorisci ancora a me, che hò
perduto il filo del mio discorso, non perchè sia sazio, mà perchè vedo
storcere quest'idioti di ritrovarlo, e a costoro che m'ascoltano, fagli
copia di tua intercessione: _Veni sante Ante omnia, reple tuorum corda
Cassanensium, mihique optatam gratia tribue_. Io di già l'ò ottenuta la
grazia. Voi dunque, che già alla promessa fatta vi ò condotti alle
pantanelle della gloria del nostro _Ante omnia_, fatecci a vostro
piacere una trippata di divozione, che bon prò vi faccia. E siccome
quando s'abbevera qualche animale per farlo saziare con più gusto gli si
ciuffola, così giacchè _Animalis homo non percipit ea que Dei sunt_, il
signor organista gli farà una ciuffolata d'organo nel proseguire la
messa cantata, e quando ciascuno si sarà abbeverato, a bon conto faccia
quello che fò io, che me ne vado di galoppo alla stalla della mia cella,
per invogliarmi nello strame del mio riposo.