51. Il Morto della Giojosa.

Era stato sorpreso e tormentato da un spasimo un contadinello nella

Giojosa con tal vehemenza, che tutti lo tenean per morto: senza calore,

senza polsi, e senza moto. Si sparse di già che il NN. morì di puro

spasimo; egli avea un poderuccio, e però c'era il fondo per far le spese

del funerale proporzionato alla sua condizione; i preti non esaminando

con tanto vigore quel sinistro accidente, ebber il penzier di far

suffragij, a quell'anima, che non era ancor uscita dal suo corpo, anzi

quanto più violento era stato il mortale assalto, il vigore della

gioventù con più di robbustezza potè ribatterlo, a segno che quello

nell'istessa giornata se ne andò al podere per cogliere i fichi verso

l'ore 22. Vestiti i preti con cotta, sotto la Croce della Chiesa Madre,

andaro processionalmente alla casa del defonto supposto; mà dal

accorgersi che non v'era segno alcuno di lutto dubitarono che non

avessero sbagliato la casa, e bussarono la porta di quel giovane: i

preti domandando del morto, e quella rispose: _Sig.ri, si nni ju a

coghirisi li ficha_[90]. Quanto restarono affrontati quei preti, ogniuno

se lo può immaginare; basta dire che sino adesso riesce di rossore

rammentargli tal successo, come io son testimonio.

Avvenimenti faceti: Raccolti da un Anonimo Siciliano del secolo XVIII · 第 46 / 62 题