scritto dal Sac.te D.n Calogero Arrigo terminese, il quale trovandosi
con due suoi amici in compagnia nella contrada dell'Arangio, pregava il
Sac.te D.n Antonino Romano, che era in Termini, a mandargli due filetti
ed un piccione per complementar quelli.
Il biglietto era del tenore seguente:
Sig.r D.n Antoni, pirchì mi ritrovu alla rancu, V. S. mi mandirà due
firretti, ed un picuni, e perciò lu strincu ni li me brache.
[31. _bis_] Altra Lettera[72].
Trapani 21 marzo 1741.
Caris.mo in Cristo F.llo Chi dò notizia del mio passago da questa. I
murriali como be sapi per la sartorea da quela. Io poi sono sepiri
quello stesso serevo, e amico da comandarimi, e mi oferisco tuto per
tuto da servirivi. Ditolo al saristano, che mi fara dare la suoa fornelo
dal Priricaturi de la Matichesa[73] e mi lo rivarisi, e io mi ricasco di
vostri favori a tenetimi comandarimi, mi saluti al F. Sanoto, F.
Agostino, F. Ant.o Fio i questo finisco da bracalo da vero cori,
coferirimi al suoi sa: oraz.i.
Il P.re Montiliuni mi saluta e fato una cappa al suoa colorazioni, eun
Calucu. (Questa ultima parte significa che il P. Mon.ni fece alla sua
congregazione una cappa ed un calice).
_Vostro se.vo Giocchino Scibona._