25. Morto che ride in Nicosia.

Un villano della medesima città di Nicosia, venendo dalla campagna,

nell'inverno più crudo, fù assalito per istrada da una tempesta di

tuoni, lampi, grandini e venti così freddi, che miracolo fu che non

rimanesse morto in mezzo della via; arrivò alla sua casetta in atto che

la moglie stava per infornare il pane, mà arrivò così sparuto ed

interizzito, che non potea spiccare una parola, tanto gli s'erano

serrati i denti, nè potea più scioglier un passo. La semplice moglie

credendo di far un buon complimento al marito, per farlo rinvenire lo

collocò dentro al forno, e serrò la bocca per farlo così ristorare, ed

ella impiegossi ad accomodargli il letto, e fare altre masserie nella

sua casa. Di là a qualche tempo mandò la figlia a vedere come se la

passasse il suo padre; accorre, aprì il forno, e vide il padre colli

denti di fuori; subito andò dalla madre a dirle che il padre non

parlava, mà rideva. — «Sì, figlia, si consolò perchè ti vide.» Così

contenta la madre e la figlia, di là ad altro poco di tempo tornarono, e

trovatolo che seguitava a ridere lo richiesero se si sentiva ristorato;

quegli non rispondeva, mà rideva; finalmente dal vederlo senza moto lo

riscossero, e comparve senza senzo; lo sfornarono, e lo trovarono senza

vita. Quest'è lo giudizio che han le femine: nell'istesso amare

uccidono, e nel voler far bene cagionano l'ultimo di tutti i mali,

verificandosi il detto dello Spirito Santo: _Melior est iniquitas viri,

quam mulier benefaciens._

Avvenimenti faceti: Raccolti da un Anonimo Siciliano del secolo XVIII · 第 22 / 62 题