Riuscì molto cruda un invernata, non mi ricordo appunto in qual anno, e
molto più in Nicosia, città situata nell'alto, e però più esposta
all'inclemenza dei tempi. Passato il mezzo aprile, cominciò ivi ad
addolcirsi la stagione, ed in una giornata che si fece vedere sgombro di
nebia il sole, D.n Vincenzo Modica unito con un'altro sacerdote suo
pari, per godere più agiatamente d'una solicchiata, se n'andarono nella
selva de Cappuccini. Appena s'erano posti a sedere sù quelle tenere
erbette, vedono ed odono le grida d'un padre cappuccino, che da una
fenestra del convento caricava di mill'improperij quei due sacerdoti,
trattandoli per lo meno da ladri; sbalorditi quelli al turbine di
tant'ingiurie, risposero con mansuetudine esser ivi venuti, non per dar
molestia ai padri, mà per ricrearsi dell'amenità di quel luogo; ed egli
soprapigliandoli trattolli da indiscreti, sapendo che i padri Cappuccini
vivono di limosina, contentandosi di poco pane accattato di porta in
porta ed agli, vengono ad assassinar loro quei poco ortaggi, che sono la
delizia di quei padri. «Padre, noi non siam venuti quà per rubar caoli
ed insalata, che con un bajocco che spendiamo nella nostra piazza
possiamo riempirne il ventre di due cavalcature. Ch'avete, che fate
così.» — «Andate via, ne state a torci quello che non ci date.»
Bisognarono cedere alle malcreanze que' civili sacerdoti, [e] ben
carichi di mill'altre ingiurie, se ne andarono via. Il Modica però si
stabilì di farli costare troppo cara una tale bravata, e andava penzando
alla maniera, e al quando dovea disimpegnarsi; mà non passò molto che
gli si offerì opportuna la congiuntura. Cadde nel seguente maggio la
festa del _Corpus Domini_, che da per tutto si sollennizza colla più
pomposa processione; i padri Cappuccini sogliono in quella sera cenare
molto a buon'ora, indi per non succedere loro nella lunga processione
qualche necessità corporale, tutti vanno ai luoghi communi, o ne abbiano
o nò il bisogno, e si provedono questo frà loro; è un uso inveterato.
Provisti che sono, tutti escono colla loro Croce in processione, e vanno
alla Chiesa madre per collocarsi in quel luogo che lor tocca. Sapendo
tutto ciò il Modica, buscò una o due cipollazze[44], il di cui sugo, se
tocca l'umana carne, è così acrimonioso che fà gonfiarla, e le stuzzica
un prorito spaventoso che necessita l'uomo a stropicciar la parte già
tocca, mà non con altro profitto, se non con accrescer magiormente il
prurito. Mentre dunque i Cappuccini tutti erano nel refettorio che
cenavano, ebbe modo egli di segretamente salir sopra, stropicciò quelle
cipollazze nell'orlo de buchi de luoghi impregnandoli bene del sugo
consaputo, e parte via senza che nessuno di lui si fosse accorto; poi
avvisò il suo amico, e si misero al posto fuori la Chiesa madre, come se
vedessero passare la processione; mà propriamente per vedere passare i
Cappuccini; ed ecco che compariscono ben composti, e tutti modestia
secondo il suo solito. Passarono le compagnie e le confraternità; tocco
il primo luogo tra tutti i conventi ai Cappuccini; entrarono nella
chiesa già riscaldata col fiato di tanti, e molto più colla copia de'
lumi, essi riscaldati col moto del convento fino alla chiesa, dentro
d'essa finirono d'accendersi, e però cominciò con più di veemenza ad
operare quel diabolico sugo, mettendo un prorito infernale nelle gonfie
posteriora. In chiesa alla presenza di tant'ecclesiastici e di tante
donne non misero mano all'opera i buoni padri, mà in uscir di chiesa
perderono a poco a poco la pazienza; da prima brevemente dava or l'uno
or l'altro colla mano una stropicciata, e tutto era lo stesso che
attizzare magiormente il prurito con quella grossa lana, sicchè si
vedeano de' Cappuccini chi teneva dietro la mano destra, chi la
sinistra, in somma tutti passavano da una mano all'altra la candela
accesa che tenevano, e l'altra mano libera impiegavano a dare ajuto, o,
per dir meglio, ad irritare quell'inaspettato ed insolito prurito. I
padri ed i fratelli davano questo tormentoso refrigerio al lor male, mà
il chierico che portava la Croce, da cui pendea il palio (quest'è l'uso
de' padri Cappuccini nella provincia di Messina, ch'il chierico con
cotta, mà non il terziario, porti la Croce[45], non grande come quì, ma
somigliante a quella degl'altri conventi col palio pendente, benchè
lavorato di filo bianco, e non di seta) non avea questo commodo
d'adoperare le mani impiegate tutte due a sostener la Croce, e però in
ogni due passi dava due calci e caminava; non potendo finalmente più
soffrire, nella prima manzione che si fece nella processione, appoggiò
le posteriora al muro, e quello che non potevan fare le mani sostituì
quella parete, in cui s'incontrò a fare la sua parte. La gente che
vedeva i padri Cappuccini in quella forma, ne sapeva il perchè? non
sapeva che penzare; altri attribuivan ciò ad effetto di rogna, altri
dicevan: Mà Dio buono, tutta la communità è così mal'infetta! Altri: Che
maraviglia se quest'è un'infermità contagiosa! — Mà tutti, ripigliava
qualche altro, anno quest'infermità nella medema parte? Il Modica, però,
ch'era l'autore di questo morbo, era crepato di ridere, e senza
confidarsi in alcuno; godeva d'una tal vista, e specialmente di quel
padre indiscreto che fù a lui tanto ingiurioso. Dopo alcuni anni
raccontò a me quanto di sopra stà scritto; quale cosa se sia stato di
lode o di biasimo, io nol decido; solo l'ò raccontato, perchè la cosa e
veramente ridicola e potrà servire ad ogn'uno d'avvertimento e non
aggravare ad alcuno de' nostri prossimi, potendo da essi riportare
pregiudizij maggiori.