26. Cappuccini di Nicosia in processione.

Riuscì molto cruda un invernata, non mi ricordo appunto in qual anno, e

molto più in Nicosia, città situata nell'alto, e però più esposta

all'inclemenza dei tempi. Passato il mezzo aprile, cominciò ivi ad

addolcirsi la stagione, ed in una giornata che si fece vedere sgombro di

nebia il sole, D.n Vincenzo Modica unito con un'altro sacerdote suo

pari, per godere più agiatamente d'una solicchiata, se n'andarono nella

selva de Cappuccini. Appena s'erano posti a sedere sù quelle tenere

erbette, vedono ed odono le grida d'un padre cappuccino, che da una

fenestra del convento caricava di mill'improperij quei due sacerdoti,

trattandoli per lo meno da ladri; sbalorditi quelli al turbine di

tant'ingiurie, risposero con mansuetudine esser ivi venuti, non per dar

molestia ai padri, mà per ricrearsi dell'amenità di quel luogo; ed egli

soprapigliandoli trattolli da indiscreti, sapendo che i padri Cappuccini

vivono di limosina, contentandosi di poco pane accattato di porta in

porta ed agli, vengono ad assassinar loro quei poco ortaggi, che sono la

delizia di quei padri. «Padre, noi non siam venuti quà per rubar caoli

ed insalata, che con un bajocco che spendiamo nella nostra piazza

possiamo riempirne il ventre di due cavalcature. Ch'avete, che fate

così.» — «Andate via, ne state a torci quello che non ci date.»

Bisognarono cedere alle malcreanze que' civili sacerdoti, [e] ben

carichi di mill'altre ingiurie, se ne andarono via. Il Modica però si

stabilì di farli costare troppo cara una tale bravata, e andava penzando

alla maniera, e al quando dovea disimpegnarsi; mà non passò molto che

gli si offerì opportuna la congiuntura. Cadde nel seguente maggio la

festa del _Corpus Domini_, che da per tutto si sollennizza colla più

pomposa processione; i padri Cappuccini sogliono in quella sera cenare

molto a buon'ora, indi per non succedere loro nella lunga processione

qualche necessità corporale, tutti vanno ai luoghi communi, o ne abbiano

o nò il bisogno, e si provedono questo frà loro; è un uso inveterato.

Provisti che sono, tutti escono colla loro Croce in processione, e vanno

alla Chiesa madre per collocarsi in quel luogo che lor tocca. Sapendo

tutto ciò il Modica, buscò una o due cipollazze[44], il di cui sugo, se

tocca l'umana carne, è così acrimonioso che fà gonfiarla, e le stuzzica

un prorito spaventoso che necessita l'uomo a stropicciar la parte già

tocca, mà non con altro profitto, se non con accrescer magiormente il

prurito. Mentre dunque i Cappuccini tutti erano nel refettorio che

cenavano, ebbe modo egli di segretamente salir sopra, stropicciò quelle

cipollazze nell'orlo de buchi de luoghi impregnandoli bene del sugo

consaputo, e parte via senza che nessuno di lui si fosse accorto; poi

avvisò il suo amico, e si misero al posto fuori la Chiesa madre, come se

vedessero passare la processione; mà propriamente per vedere passare i

Cappuccini; ed ecco che compariscono ben composti, e tutti modestia

secondo il suo solito. Passarono le compagnie e le confraternità; tocco

il primo luogo tra tutti i conventi ai Cappuccini; entrarono nella

chiesa già riscaldata col fiato di tanti, e molto più colla copia de'

lumi, essi riscaldati col moto del convento fino alla chiesa, dentro

d'essa finirono d'accendersi, e però cominciò con più di veemenza ad

operare quel diabolico sugo, mettendo un prorito infernale nelle gonfie

posteriora. In chiesa alla presenza di tant'ecclesiastici e di tante

donne non misero mano all'opera i buoni padri, mà in uscir di chiesa

perderono a poco a poco la pazienza; da prima brevemente dava or l'uno

or l'altro colla mano una stropicciata, e tutto era lo stesso che

attizzare magiormente il prurito con quella grossa lana, sicchè si

vedeano de' Cappuccini chi teneva dietro la mano destra, chi la

sinistra, in somma tutti passavano da una mano all'altra la candela

accesa che tenevano, e l'altra mano libera impiegavano a dare ajuto, o,

per dir meglio, ad irritare quell'inaspettato ed insolito prurito. I

padri ed i fratelli davano questo tormentoso refrigerio al lor male, mà

il chierico che portava la Croce, da cui pendea il palio (quest'è l'uso

de' padri Cappuccini nella provincia di Messina, ch'il chierico con

cotta, mà non il terziario, porti la Croce[45], non grande come quì, ma

somigliante a quella degl'altri conventi col palio pendente, benchè

lavorato di filo bianco, e non di seta) non avea questo commodo

d'adoperare le mani impiegate tutte due a sostener la Croce, e però in

ogni due passi dava due calci e caminava; non potendo finalmente più

soffrire, nella prima manzione che si fece nella processione, appoggiò

le posteriora al muro, e quello che non potevan fare le mani sostituì

quella parete, in cui s'incontrò a fare la sua parte. La gente che

vedeva i padri Cappuccini in quella forma, ne sapeva il perchè? non

sapeva che penzare; altri attribuivan ciò ad effetto di rogna, altri

dicevan: Mà Dio buono, tutta la communità è così mal'infetta! Altri: Che

maraviglia se quest'è un'infermità contagiosa! — Mà tutti, ripigliava

qualche altro, anno quest'infermità nella medema parte? Il Modica, però,

ch'era l'autore di questo morbo, era crepato di ridere, e senza

confidarsi in alcuno; godeva d'una tal vista, e specialmente di quel

padre indiscreto che fù a lui tanto ingiurioso. Dopo alcuni anni

raccontò a me quanto di sopra stà scritto; quale cosa se sia stato di

lode o di biasimo, io nol decido; solo l'ò raccontato, perchè la cosa e

veramente ridicola e potrà servire ad ogn'uno d'avvertimento e non

aggravare ad alcuno de' nostri prossimi, potendo da essi riportare

pregiudizij maggiori.

Avvenimenti faceti: Raccolti da un Anonimo Siciliano del secolo XVIII · 第 23 / 62 题