Il sig.r D. Giuseppe Gallotto fù chiamato in S. Marco per ajutare a ben
morire un vecchiarello villano per cognome Sgurbio, e trovando il
moribondo cogli sentimenti espediti ebbe campo d'insinuargli alcuni
documenti spirituali; e quel buon'uomo a modo suo corrispondeva alli
buoni impressioni. _Orsù_, gli disse il padre Gallotto, _ziu Sgurbiu,
facemu un attu di contrizioni, e dimandamu a Diu perdunu di li nostri
piccati_; e lo Sgurbio: _Si sig.ri ora vegnu_: era egli rivoltato
dall'altro fianco. Cominciò a muoversi pian piano per rivoltarsi verso
il Gallotto, ed in ogni piccolo moto si lagnava, e racchietato prorompe
in questa finissima contrizione: _Iecu lasmaterna duna sdomini e lu
sperpetua luci a sdeu_[42].
Tanto a me lo stesso D. Giuseppe Gallotto.