23. Atto di dolore fatto da un moribondo.

Il sig.r D. Giuseppe Gallotto fù chiamato in S. Marco per ajutare a ben

morire un vecchiarello villano per cognome Sgurbio, e trovando il

moribondo cogli sentimenti espediti ebbe campo d'insinuargli alcuni

documenti spirituali; e quel buon'uomo a modo suo corrispondeva alli

buoni impressioni. _Orsù_, gli disse il padre Gallotto, _ziu Sgurbiu,

facemu un attu di contrizioni, e dimandamu a Diu perdunu di li nostri

piccati_; e lo Sgurbio: _Si sig.ri ora vegnu_: era egli rivoltato

dall'altro fianco. Cominciò a muoversi pian piano per rivoltarsi verso

il Gallotto, ed in ogni piccolo moto si lagnava, e racchietato prorompe

in questa finissima contrizione: _Iecu lasmaterna duna sdomini e lu

sperpetua luci a sdeu_[42].

Tanto a me lo stesso D. Giuseppe Gallotto.

Avvenimenti faceti: Raccolti da un Anonimo Siciliano del secolo XVIII · 第 20 / 62 题