Nell'insigne città di Randazzo fu rubbata una mandra di crastati; il
padrone interessato fece rivelo al Capitano; quel signore avendo fatte
molte indagini per aver notizia alcuna degl'autori del furto; mà
riuscirono vane; premuroso il Capitano, e dall'istanze della parte e del
proprio onore, per non esser proseguito dalla regia Gran Corte
s'appigliò ad un mezzo termine; ordinò che fosse portato alla sua corte
uno degli rimasti crastati; arrivato, sede egli col suo maestro notajo
_pro tribunali_, e dimandò al crastato chi fosse stato il ladrone
ch'avesse rubbata quella mandra? Il povero animale nulla rispondea
perchè nulla sapea; ordinò che se gli dasse la corda per sapersi, a via
di tormenti, chi fosse stato il ladrone; quella bestia appesa belò per
tre volte. Allora il Capitano rivolto al Notajo gli disse: _Scrivitinni
l'informazioni, sù Notaru: à dittu tri voti mbè_[38].