20. Un Notaro divenuto Confessore.

Facea la Missione in una piccola terra il celeberrimo padre Andrea

Genovese della Compagnia di Gesù, e in quei giorni santi arrivò

all'arciprete un'editto del suo prelato, in cui gl'ordinava che

pubblicasse a beneficio della sua pieve il Giubileo conceduto dal Papa

con tutte quelle grazie solite concedersi in cotai giubilei, tra le

quali si communicava la facoltà d'assolvere da peccati etc. _regularibus

et secularibus_. L'arciprete restò sorpreso a queste parole, perchè

religiosi nella sua terra non v'e n'erano; dunque interpretò la mente

del Vescovo, che intendeva parlare nel _regularibus_ di quei pochi

preti, che l'ajutavano a pascolare il gregge a sè commesso; nel

_secularibus_ che si dasse podestà ad altri laici ch'in quella

congiuntura divenissero coadjutori de' preti; «ma qui in questo piccolo

paese non ve n'è che un solo intelligente, a cui possa io commetter la

cura d'ascoltare le confessioni; tutti gl'altri sono contadini di

esercizio, ed ignoranti per professione; dunque bisogna che io prevenghi

a mio compare il notajo, affinchè a buon ora per di mattina si

trovi in chiesa e nel confessionario[37], per aggevolarmi in

quest'importantissimo impiego». Escie di casa ancorchè l'ora della notte

si fosse avanzata, si porta alla casa del notajo, bussa la porta, si fà

a sentire ch'avea a conferire con lui un'affare di somma importanza;

impallidì il notajo quando a quell'ora vide in casa sua l'arciprete, che

con tanta premura voleva parlargli, nè sapea dove andasse a parare una

parlata così segreta; si ritirarono in un angolo della casa, si piglia

lume, e poi consulta il caso _pro regularibus et secularibus_; gli

spiega la sua sopradetta interpretazione, e quegli rasserenato rispose

che non potea esser più savio il sentimento da quello ch'era uscito

dalla sua bocca. «Dunque, ripigliò l'arciprete, sig.r compare, voi

conoscete meglio di me questi terrazzani; nessuno tra tanti si ritrova

che possa adempire meglio di voi il confessore; abbiate dunque la bontà

di portarvi a buon'ora in chiesa; sceglietevi quel confessionario che

più vi piaccia; e voi ed io confesseremo le donne, quei due sacerdoti

come giovani farò che confessassero gl'uomini». Il sig.r notajo

vedendosi promosso ad esser confessore senza esser ancor sacerdote, poco

potè dormire in quella notte allo riflettere a tant'onore. Sicchè prima

che si fosse aperta la chiesa, ei aspettava dietro le porte, poi sedendo

_pro Tribunali_ divenne di lancio Confessore e Pontefice, assolvendo

tutti quei casi quantunque spinosi con tale franchezza che non l'avrebbe

fatto il Papa: nel meglio delle sue fatighe comparve in chiesa il padre

Andrea Genovese per celebrarvi la santa Messa, e scopre nel

confessionario ad uno col collare della casacca amitato alla spagnuola,

e stimandola una illusione degl'occhi, attua maggiormente lo sguardo, e

gli scuopre la lunga zazzara rovesciata sull'orecchie per non essergli

d'impedimento all'udito, e compartendo dall'uno e dall'altro lato

assoluzioni a quelle femine accostate intorno al sig. notajo, che

anelavano i suoi santi documenti, che l'avesse creduto un Penitenziere

di S. Pietro o di S. Giovanni Laterano. Sbalordì il padre Genovese ad

una tal vista, e senza dir nulla entrò in sagrestia, si fece chiamar

l'arciprete, e ritiratolo in disparte, lo fece inteso della temerità del

notajo. Quel dottissimo Parroco senza esitare rispose non esser quella

temerità del notajo, mentre viene abilitato ad una tal carica e dal

Vescovo e dal Papa, e subito escie dalla saccoccia l'editto, e si facea

forte su quelle parole, _pro regularibus et secularibus_. Bisognò

spiegarcele il padre Genovese, e non gli costò poco il persuaderlo a far

uscir da quel tribunale di penitenza il compar notajo, avvertendolo

ch'era tenuto all'inviolabil segreto di tutto ciò ch'avea udito da quel

luogo, e avvisando tutte quelle femine che si riconfessassero, essendo

nulle le loro confessioni fatte con uno, in cui non v'era ne la podestà

dell'ordine, e molto meno quella della giurisdizione. Sarebbe meno

deplorabile un'ignoranza sì crassa, se si fosse trovata in quella sola

terricciuola. Troppo ella è palpabile in tante altre terre e città, non

solo del nostro Regno, ma di tanti altri, de' quali si contano successi

assai più luttuosi di questo.

Avvenimenti faceti: Raccolti da un Anonimo Siciliano del secolo XVIII · 第 17 / 62 题