Facea la Missione in una piccola terra il celeberrimo padre Andrea
Genovese della Compagnia di Gesù, e in quei giorni santi arrivò
all'arciprete un'editto del suo prelato, in cui gl'ordinava che
pubblicasse a beneficio della sua pieve il Giubileo conceduto dal Papa
con tutte quelle grazie solite concedersi in cotai giubilei, tra le
quali si communicava la facoltà d'assolvere da peccati etc. _regularibus
et secularibus_. L'arciprete restò sorpreso a queste parole, perchè
religiosi nella sua terra non v'e n'erano; dunque interpretò la mente
del Vescovo, che intendeva parlare nel _regularibus_ di quei pochi
preti, che l'ajutavano a pascolare il gregge a sè commesso; nel
_secularibus_ che si dasse podestà ad altri laici ch'in quella
congiuntura divenissero coadjutori de' preti; «ma qui in questo piccolo
paese non ve n'è che un solo intelligente, a cui possa io commetter la
cura d'ascoltare le confessioni; tutti gl'altri sono contadini di
esercizio, ed ignoranti per professione; dunque bisogna che io prevenghi
a mio compare il notajo, affinchè a buon ora per di mattina si
trovi in chiesa e nel confessionario[37], per aggevolarmi in
quest'importantissimo impiego». Escie di casa ancorchè l'ora della notte
si fosse avanzata, si porta alla casa del notajo, bussa la porta, si fà
a sentire ch'avea a conferire con lui un'affare di somma importanza;
impallidì il notajo quando a quell'ora vide in casa sua l'arciprete, che
con tanta premura voleva parlargli, nè sapea dove andasse a parare una
parlata così segreta; si ritirarono in un angolo della casa, si piglia
lume, e poi consulta il caso _pro regularibus et secularibus_; gli
spiega la sua sopradetta interpretazione, e quegli rasserenato rispose
che non potea esser più savio il sentimento da quello ch'era uscito
dalla sua bocca. «Dunque, ripigliò l'arciprete, sig.r compare, voi
conoscete meglio di me questi terrazzani; nessuno tra tanti si ritrova
che possa adempire meglio di voi il confessore; abbiate dunque la bontà
di portarvi a buon'ora in chiesa; sceglietevi quel confessionario che
più vi piaccia; e voi ed io confesseremo le donne, quei due sacerdoti
come giovani farò che confessassero gl'uomini». Il sig.r notajo
vedendosi promosso ad esser confessore senza esser ancor sacerdote, poco
potè dormire in quella notte allo riflettere a tant'onore. Sicchè prima
che si fosse aperta la chiesa, ei aspettava dietro le porte, poi sedendo
_pro Tribunali_ divenne di lancio Confessore e Pontefice, assolvendo
tutti quei casi quantunque spinosi con tale franchezza che non l'avrebbe
fatto il Papa: nel meglio delle sue fatighe comparve in chiesa il padre
Andrea Genovese per celebrarvi la santa Messa, e scopre nel
confessionario ad uno col collare della casacca amitato alla spagnuola,
e stimandola una illusione degl'occhi, attua maggiormente lo sguardo, e
gli scuopre la lunga zazzara rovesciata sull'orecchie per non essergli
d'impedimento all'udito, e compartendo dall'uno e dall'altro lato
assoluzioni a quelle femine accostate intorno al sig. notajo, che
anelavano i suoi santi documenti, che l'avesse creduto un Penitenziere
di S. Pietro o di S. Giovanni Laterano. Sbalordì il padre Genovese ad
una tal vista, e senza dir nulla entrò in sagrestia, si fece chiamar
l'arciprete, e ritiratolo in disparte, lo fece inteso della temerità del
notajo. Quel dottissimo Parroco senza esitare rispose non esser quella
temerità del notajo, mentre viene abilitato ad una tal carica e dal
Vescovo e dal Papa, e subito escie dalla saccoccia l'editto, e si facea
forte su quelle parole, _pro regularibus et secularibus_. Bisognò
spiegarcele il padre Genovese, e non gli costò poco il persuaderlo a far
uscir da quel tribunale di penitenza il compar notajo, avvertendolo
ch'era tenuto all'inviolabil segreto di tutto ciò ch'avea udito da quel
luogo, e avvisando tutte quelle femine che si riconfessassero, essendo
nulle le loro confessioni fatte con uno, in cui non v'era ne la podestà
dell'ordine, e molto meno quella della giurisdizione. Sarebbe meno
deplorabile un'ignoranza sì crassa, se si fosse trovata in quella sola
terricciuola. Troppo ella è palpabile in tante altre terre e città, non
solo del nostro Regno, ma di tanti altri, de' quali si contano successi
assai più luttuosi di questo.