19. Benedizione data col braccio svelto dal corpo d'una femina uccisa.

Il sig.r Ignazio Lo Presti sentendo che fuori la terra di S. Marco nella

campagna s'era ritrovato il cadavere d'una femina assassinata, accorse

cogl'altri a vedere l'assassinio, e appunto trovarono quella sgraziata

tutta ferite, una della quale era stata sì grave tra la spalla e braccio

che stavan questi due membra congionte per un pezzetto di pelle rimasta

sana. Allora il sig.r Ignazio va per maneggiare quel braccio e appena

toccatolo si svelse subito dalla spalla, perchè eran tre giorni che

quell'infelice era stata ammazzata, e perciò incominciando ad

infracidirsi, quella pelle distaccossi dal suo busto; in avere già

libero nelle sue mani il sig.r Ignazio quel braccio, alzatolo in aria

cominciò a dire ai circostanti: _Viditi, fighioli, quantu semu

misedahidi! Cui c'avia a didi a chista chi ntra du meghiu di di sò

capddicci avia a distadi comu li bestij ammazzata ndra la campagna?

Mpadamu a spisi d'autrudu ad addrizzari li fatti nostridi_[36]. Avrebbe

voluto più proseguire a perorare; mà perchè non _habebat usum_ a

raggionare di Dio, gli finì la polvere a poter colpire i cuori, e

ritornandosi quel braccio di quella uccisa peccatrice nelle mani, alzò

come se fosse una reliquia di S. Agata o di S. Agnese, e poi dicendo:

_Benedicat vos Omnipotens Deus, Pater et Filius et Spiritus Sanctus_.

Fatt'il segno della Croce con quel avanzo opprobrioso di quell'infame

cadavere, gittato addosso a quel corpo assassinato, e partissene movendo

a risa quei circostanti, i quali tanto più si diedero a cacchinare,

quanto più il sig.r Ignazio pareva loro compunto, tanto ridicolosa era

la specie che n'aveano.

Tanto a me i conoscenti del detto lo Presti.

Avvenimenti faceti: Raccolti da un Anonimo Siciliano del secolo XVIII · 第 16 / 62 题