III.

Signori, le sorgenti della ispirazione artistica sfuggono alla

coscienza stessa dell'artista. Esse si celano in una regione

misteriosa dello spirito umano, nelle tenebre inferiori alla coscienza

dove giacciono tesori di ricordanze oscurate e lampeggiano

meravigliose facoltà del conoscere cui non sono ministri nè i sensi nè

il ragionamento. Laggiù sono le inaccessibili fonti della ispirazione

artistica insieme alle fonti degli oscuri presentimenti, della

malinconia e della ilarità senza causa conosciuta, delle dolcezze

mistiche. Di laggiù è balzata in un'ora di emozione creatrice questa

mirabile forma cui l'artista, vagheggiandola e meditandola, condusse

poi a perfezione squisita; e non è temerità di pensare che nelle ombre

del subcosciente un'arcana bellezza del dolore fosse da lui appresa.

Non è temerità di pensare che quando erravamo per i viali deserti

ascoltando la voce del vento e delle onde colla mente piena della

Desolata, una bellezza mistica del dolore fosse appresa da noi stessi,

che pur non ne avevamo coscienza. Non esclamate, signori, ch'è

temerario innalzare su questa sola pietra la strana dottrina di una

bellezza recondita del dolore. No, io ho incominciato col parlarvi di

quella pietra perchè il dolore vi si rivela nella sua forma più alta,

la sofferenza morale, e perchè altro che dolore la sublime forma non

dice; ma evochiamo insieme dalle reliquie dei secoli morti, dalle

pagine degli antichi poeti le creature che l'Arte innamorata del

dolore partorì nobili di bellezza immortale.

Il dolore nell'arte: discorso · 第 10 / 23 题