SVIZZERA ITALIANA.

Pochi paesi godono di maggior libertà di quella onde gode la

repubblica del Ticino, ciò non pertanto in nessuno si scorgono minori

i beati effetti del viver libero. I Ticinesi posseggono il suffragio

universale, ma il frutto n’è questo, che circa quaranta preti sono

scelti a deputati del gran consiglio. E’ s’hanno la libertà della

stampa, ma i loro giornali sono i peggiori di Svizzera, e niun’opera

un po’ rilevante vien fuori a Capolago, a Bellinzona, a Lugano. E’

s’hanno la libertà dell’insegnamento, ma poche scuole primarie o

normali v’ha nel cantone, e quelle poche non sono frequentate gran

fatto. Non mai in una parola fu vista una contradizione sì fatta fra le

istituzioni e lo stato civile, morale e intellettuale di un popolo. Ma

quel che più duole si è il vedere i partiti a’ quali s’appiglia per lo

più nella dieta il deputato del Ticino. Basti questo, che i liberali

della confederazione annoverano il cantone italiano fra i più mogi ed

ingenerosi di Svizzera. Aggiungi che alquanti tra i Ticinesi, comechè

repubblicani, non rifuggono dal vestire la turpe divisa del papa o

del re di Napoli, partecipando in tal guisa a un’infamia da sì lungo

tempo rinfacciata agli Svizzeri. Queste cose le dico con grave dolore,

ma mi è paruto doverle dire, perchè cogl’Italiani non giovano solo i

conforti, ma voglionsi ancor le rampogne.

Gloria e sventura - Canti repubblicani · 第 25 / 43 题