Una casa di Immolate.
La gondola volante prese terra presso il vestibolo principale di quel
superbo edifizio ideato dall'illustre Mengoni che un tempo si chiamava
la Galleria Vittorio Emanuele.
Dopo l'attivazione dei _velarii trasparenti_ e delle _stufe cittadine_,
quel passaggio coperto di cristalli ha cessato di rappresentare un
rifugio ed un luogo di convegno per le avventuriere e pei fannulloni
eleganti. Le contrade principali di Milano, meglio riparate dalle
intemperie e dai geli, riscaldate nell'inverno dalle stufe o
rinfrescate nella calda stagione dai _ventilatori roteanti_, attraggono
di preferenza i passeggieri.
Fin dal 1958, gli Anziani di famiglia hanno deliberato di utilizzare
la galleria derelitta, convertendola in una casa di Immolate.
Quattro porte di bronzo dorato chiudono gli accessi, già complici nel
secolo precedente di tante stragi reumatiche. Quelle porte,
superbamente cesellate, narrano ai risguardanti tutta la storia dei
_sacrifizi di beltà_ consumati dall'eroismo femminile attraverso le
barbarie dei secoli.
Non arrestiamoci a contemplare questi quadri, che rappresentano
altrettanti capolavori. Il Virey ha sorpassato il vestibolo e già si è
introdotto nel gabinetto _di informazione_ occupato dalle _emerite_.
Le vecchie matrone seggono gravemente agli scrittoi. Donna Transita,
là direttrice, sta per assidersi ad una piccola mensa in compagnia di
un _Commesso di bellezza_ arrivato in quel punto dalle Isole
Mormoniche(27).
All'apparire del Virey, che portava sospeso al collo le insegne del
suo ordine accademico, donna Transita fece un leggiero cenno di saluto
gridando con voce secca alle emerite:
--Attenzione a questo... Czarre!...(28).
Il Virey espose brevemente la sua richiesta.
--Si tratta di un caso urgentissimo... Io domando un mandato di
_estradizione momentanea_ per una delle vostre alunne.
--Un mandato di estradizione!--ringhiò nuovamente la
Direttrice;--veramente... all'ora della refezione... non dovrei... non
potrei...
--Si tratta di un uomo che sta per morire--disse il Virey
bruscamente--e a termini di legge...
--Non è il caso... non è il caso--interruppe donna Transita;--il
nostro stabilimento, nol dico per vantarmene, può esser preso a
modello di ordine e di disciplina... La carità delle nostre alunne non
ha mai esitato dinanzi al sacrifizio...
E volgendosi ad una delle emerite: «A te, Miracolosa! Sia fatto il
beneplacito del postulante! Trecento lussi all'ora per la _martire_... e
le buone grazie dello czarre pel nostro incomodo».
Donna Transita, alla vista di una pernice truffata apparsa sulla
mensa, piombò sulla scranna con tutto il peso della sua formidabile
corporatura e non disse più motto.
L'_emerita_ che portava il nome di Miracolosa stese rapidamente il
mandato; e il Virey, dopo aver depositata la somma di lussi novecento,
venne introdotto nella galleria.
Quel grandioso ed elegante quadrivio coperto di cristalli offre un
colpo d'occhio stupendo.
Tutto è disposto per la refezione delle _suore_. Sulla grande via
lastricata di marmi dove in altre tempi si affollavano i passeggieri,
ora si estendono le mense coperte di candidi lini. I candelabri, i
fiori, il vasellame d'argento rivelano il gusto artistico e il
sensualismo raffinato dell'epoca.
La illuminazione è abbagliante.
La cupola gigantesca dell'ottagono sfolgora come un sole. Duecento
serpentelli di bronzo stillano dalle fauci una pioggia fosforescente;
lagrime di fuoco, che cadendo nella sottoposta piscina, formano l'onda
letale destinata a dissolvere il suicida(29).
Al momento in cui il Virey entrava nella galleria, le _immolate_
scendevano dai loro appartamenti per assidersi alle mense. Immaginate
l'effetto di ottocento donne, splendenti di gioventù, abbigliate con
quella elegante semplicità che rivelando tutti i contorni della
persona, non cessa di irritare il desiderio.
Le vesti hanno il colore e la trasparenza dell'ambra. Le capigliature
lussureggianti riflettono i bagliori della luce artifiziale come
nuvole baciate dal sole.
Ciascuna si è assisa al suo posto. Un'onda vaporosa di suoni esce dai
sotterranei per confondersi ai bisbigli delle donne, ai sussurri delle
vesti, al giocondo tintinnio delle suppellettili.
Le leggi dell'Istituto esigono che all'ora della refezione il sesso
forte si tenga in disparte. Ma vi hanno alle finestre ed ai balconi
degli spettatori, che fumando il loro _fragola_(30), contemplano
dall'alto il lieto spettacolo, lanciando motti e sorrisi alle belle
commensali.
Il divieto di scendere al piano-terra durante la refezione delle
_suore_, non poteva estendersi ai visitatori premuniti di un _mandato
legale_.
Al momento in cui le ancelle si accingevano ad esportare dalle mense
il _desiderium_(31), l'illustre Virey avea quasi compiuta la sua
rassegna di donne. Raffrontando col ritratto fotografico di Fidelia le
svariate sembianze che si offrivano al suo sguardo, egli procedeva
esitante e turbato. In quel giardino di bellezze viventi non vi era
dunque una forma che riproducesse i divini contorni della estinta
fidanzata dell'Albani?...
Ma un lampo di gioia irradia improvvisamente la fronte dello
scienziato. Il tipo che egli va cercando gli sta dinanzi: ecco la
realtà che potrà surrogare una idea; ecco la donna meglio adatta per
sostituirsi ad una larva...
Il Virey fece il giro della tavola, e in un batter di ciglio fu presso
alla immolata.
--Sorella di amore--disse lo scienziato all'orecchio della
bella--sono dolentissimo di dovervi importunare in tal momento... Vi è
un malato... un morente... che reclama i vostri soccorsi... La sua
vita dipende da voi... Abbandonate la mensa e seguitemi!...
--La preferenza che voi mi accordate--rispose la donna con amabile
accento--mi colmerebbe di troppa gioia, se in questo istante la mia
vanità femminile non fosse dominata da un istinto più volgare. Gli
stimoli del _desiderium_ mi hanno surreccitate le papille nervee a tal
segno, che il mio appetito di vivande si è reso feroce, e voi
converrete meco che questi ninnoli non potranno ottenere altro effetto
fuor quello di irritare davvantaggio la rabbia de' miei denti.
Così parlando, la bella portò al labbro un elegante spillone
d'argento, sulla cui estremità stavano infisse due lingue di usignuolo
affumicate.
--Il nostro collega Raspail ha provveduto a tali urgenze--disse il
Virey traendo da una scatoletta due pillole di midollo concentrato di
leone.--Questi due globuletti racchiudono gli atomi sostanziali di due
pranzi lautissimi.
--Sia fatta la vostra volontà!--rispose con tristezza la donna
inghiottendo le pillole;--ma un buon pranzo è una grande consolazione
dei sensi, mentre invece questi surrogati della scienza...
Poi, mutando improvvisamente di tono:
--Ditemi, Primate, è egli bello il vostro malato?
--Giudicatene!--rispose il Virey.
E in così dire, pose innanzi alla donna una fotografia colorata che
ritraeva l'Albani in tutto il fulgore della sua bellezza giovanile.
Che è stato? perchè mai al vedere quelle sembianze l'Immolata
trasalisce e balza dalla seggiola con febbrile agitazione?
--Presto! che tardiamo? non si perda un istante!--esclama la donna
con voce affannata, appoggiandosi al braccio del medico.
E già entrambi muovevano per uscire, quando un uomo, o piuttosto un
mostro della specie umana sbucò improvvisamente da una delle porte che
mettevano agli appartamenti superiori, e chiuse il passo alla donna
esclamando con terribile voce:
--Fermatevi! voi obbliate le vostre promesse!...
L'Immolata si strinse al braccio del Virey, tremante e spaurita come
una capinera in presenza dell'aspide.