Le dimissioni.
Due giorni sono, trascorsi I cittadini dell'Olona si affollano intorno
a due proclami apparsi dallo spuntare del giorno sulle muraglie di
affissione.
L'un d'essi porta la firma del Gran Proposto, l'altro è segnato
Torresani.
Soffermiamoci dinanzi al primo proclama, e leggiamo:
«Ai presenti ed ai lontani salute e buon senso!
«Duemila telegrammi partiti dai centri esecutivi della Unione
domandano che io mi dimetta dalla carica di Gran Proposto dell'Olona.
«Lo stesso voto esprimono le seicentomila cartoline postali che oggi
pervennero al mio domicilio. Dinanzi a questa e ad altre
manifestazioni imponenti dell'autorità pubblica, io non posso
indugiare un istante a svestirmi di un potere più illusorio che reale
e punto invidiabile.
«Ma i motivi che contro me provocarono questa unanime protesta della
opinione pubblica sono di tal natura che mi terrei disonorato
affermandoli col mio silenzio. Nè moralmente, nè civilmente, io so di
aver mancato al dovere; e ne faccio solenne giuramento sulle ceneri
tuttora fumanti di mia figlia, testè raccolte dal funebre amianto.
Nessun altro tesoro all'infuori di queste e di altre ceneri care, io
esporterò dal piccolo Campidoglio ove per venti anni tenni il governo
della pubblica amministrazione.
«Tanto mi tengo in debito di affermare ai presenti ed ai lontani, e
non dubito punto che le mie parole abbiano a trovar fede presso gli
onesti di qualunque partito.