Catastrofe impreveduta.
Se quella notte fu lunga ed angosciosa per l'Albani, ciascuno di
leggieri comprende che anche il Gran Proposto Berretta e il Capo di
Sorveglianza Torresani non dormirono sovra un letto di rose.
Quanto alla buona e sensibile Fidelia, basti sapere ch'ella vegliò
fino all'alba in lacrime e preghiere.
Chi all'indomani apparve più rassicurato e fidente, fu l'Albani. Nella
propria coscienza egli aveva attinto il coraggio; se qualche cosa gli
rimaneva ancora a temere dalla malvagità degli uomini o dalla
soperchieria dei potenti, pur si sentiva agguerrito alla lotta dalla
propria rettitudine e dalla inesorabilità della legge.
Serena la fronte e l'occhio infiammato di febbrile impazienza, egli
uscì dalla villa, e dopo aver errato alcun tempo nei quartieri più
popolosi della città, si diresse verso il palazzo di _Giustizia Civile_.
La sala del Consiglio si apriva nelle ore pomeridiane, al principiare
dei crepuscoli.
Quando l'Albani comparve alla piccola Tribuna degli _appellanti_, i
trecento anziani già occupavano le scranne dell'Emiciclo. I cinque
_Seniori_, ai quali spettava esclusivamente il diritto di interrogare e
di discutere, già avevano compiuto l'esame dei molti documenti
ammucchiati sulla tavola. Il Gran Proposto Berretta, calmo in
apparenza, ma in cuore vivamente preoccupato, era assiso, colla testa
raccolta fra le mani, alla tribuna _di ragione_.
All'apparire dell'Albani, si riscosse, alzò gli occhi, ma non ardì
sostenere il lampo di uno sguardo che pareva sfidarlo.
I quattro compartimenti dell'anfiteatro superiore frattanto si
inondavano di una folla di curiosi, avida di emozioni.
Un dibattimento nel quale dovevano trovarsi di fronte due grandi
notabilità della famiglia, il Proposto Terzo Berretta e il celebre
inventore della pioggia artifiziale Redento Albani doveva naturalmente
destare nella moltitudine il più vivo interesse. La vertenza offriva
altresì una speciale attrattiva ai malcontenti di tutte le classi, ai
nullabbienti, ai federati dei partiti estremi, nemici naturali di ogni
autorità costituita, bramosi di scandali e impazienti di lotte.
Allo scoccare dell'ora settima, il Presidente temporaneo degli Anziani
annunziò l'apertura del dibattimento. Tutti i labbri ammutirono.
Tutti gli sguardi si volgerò al Seniore _Inquirente_ che dal suo seggio
elevato ripetè quattro volte il nome del _Gran Proposto_.
Questi a sua volta si levò in piedi.
--Cittadino Berretta--tuonò la voce dell'Inquirente--la legge ti
interroga, la famiglia ti ascolta e Dio ti vede nel cuore(20). Perchè
hai tu posto il veto alla _petizione di matrimonio civile_ inoltrata dal
fratello Primo Albani in favore di Fidelia tua figlia?
--Nella mia qualità di Supremo Magistrato dell'Olona--risponde il
Gran Proposto con voce commossa--sento che la più rigida osservanza
delle leggi mi è sacro dovere. L'Albani ha violato la legge di
_dilazione_; nella notte del 27 settembre, egli venne a Milano
furtivamente e si intrattenne parecchie ore nei giardini della Villa
Paradiso.
--È falso!--urlò l'Albani balzando in piedi coll'impeto del suo
ardente carattere. E quel grido dell'anima concitata destò nella sala
un eco tumultuoso.
Il Gran Proposto si fece pallido in viso.
--Cittadino Albani--riprese l'Anziano Inquirente--moderate i vostri
impeti che a nulla giovano, se non forse a pregiudicarvi, quando in
vostro favore non intercedano le irresistibili prove del fatto. Il
cittadino Berretta ha recato sul banco della giustizia dei gravi
documenti che appoggiano la sua asserzione, e noi, col vostro
beneplacito, ne daremo contezza a quanti ci ascoltano.
--Si leggano i documenti!--rispose l'Albani assidendosi e chinando la
testa fra le mani.
Al cominciare della lettura, l'attesa del pubblico era solenne e
imponente il silenzio; ma appena il nome dell'ex barone Torresani
autore del rapporto segreto risuonò nella sala, insorse da ogni parte
un mormorio sinistro e provocante. Un Capo di sorveglianza pubblica
non era meno detestato sotto il fraterno regime della _Unione_, che nol
fossero un secolo addietro un prefetto di polizia od un questore.
L'Albani, che ascoltava con angoscia impaziente, appena fu esaurita la
lettura di quel primo documento, si rialzò dal suo seggio, e tutti
notarono con meraviglia come il di lui volto, poco dianzi allibito
dalla collera, esprimesse calma e fiducia.
--Onorevoli Seniori, onorevoli Anziani, onorevolissimi cittadini e
fratelli--parlò l'Albani con ferma voce--i voti del mio cuore sono
appagati, ciò che io ardentemente desiderava si è avverato; il
rapporto del cittadino Torresani mi apre l'unica via sulla quale mi
sarà dato di raccogliere a mia giustificazione delle prove assolute.
In detto rapporto si afferma che nei giardini della Villa Paradiso io
mi trattenni colla figlia del Gran Proposto, Orbene: se il padre di
Fidelia acconsente, io eleggo a _termine impreteribile_ di assoluzione o
di condanna, la pubblica testimonianza di quell'angelo di luce e di
bontà, di quella santa creatura, inaccessibile alla menzogna, che
porta il nome di Fidelia... Il suo verdetto mi sarà sacro, ed io mi
appresto ad ascoltarlo col sorriso nel volto e colla fede nel cuore.
L'Albani guardava fissamente il Gran Proposto, ma nessun segno di
turbamento o di esitazione appariva su quella fronte marmorea. Quel
vecchio non poteva aver scrupoli nè rimorsi in presenza de' suoi
istinti di padre; quel magistrato si sentiva agguerrito dalla
coscienza del vero. Prima che l'Anziano Inquirente gli ripetesse, come
d'uso, la proposta dell'avversario civile, il Berretta si levò in
piedi profferendo queste due semplici parole: «accetto la
testimonianza di mia figlia come _termine impreteribile_; venga
Fidelia!»
La figlia del Gran Proposto non era lungi.
Gli Anziani, prevedendo l'incidente, l'avevano chiamata al giudizio, e
la giovinetta, circondata dalle amiche, attendeva l'appello della
_matrona legale_ nella sala di aspetto riservata alle fanciulle. Nel di
lei volto non appariva alcun segno delle interne agitazioni: ma quella
calma sgomentava le amiche, e la buona Speranza ne era siffattamente
allarmata che a stento reprimeva i singulti.
Al primo appello della matrona, Fidelia si levò in piedi e appoggiata
al braccio delle amiche, la persona castamente avvolta nel _peplo
mattutino_, si diresse verso la porticella che metteva alla tribuna.
Quella apparizione destò nella sala un mormorio di simpatia. I Seniori
e gli Anziani si scopersero il capo.
Il Gran Proposto e l'Albani rimasero al loro posto come impietriti. Sì
l'uno che l'altro furono investiti da un tremito che pareva un
presagio. Gli occhi di Fidelia, eretti al cielo, si irradiavano tratto
tratto di una luce fosforescente.
--Abbassate la reticella _vitrea_!(21)--ordina il Presidente Temporaneo
degli Anziani ai _meccanici di legge_;--il risultato della testimonianza
vuol essere decisivo; è necessario che la verità non venga
pregiudicata da influssi magnetici o da altri poteri occulti.
--È vano!--rispose dalla tribuna la voce di Fidelia;--nessuna volontà
umana potrebbe violentare il mio libero arbitrio. L'anima di mia madre
è con me, e la menzogna non può uscire dal mio labbro.
Così parlando, la giovinetta sviluppò dal peplo il suo candido
braccio, e alzando la destra fece brillare allo sguardo degli
assembrati un bellissimo _carbonchio umano_(22) sfavillante come l'astro
di Venere.
L'emozione degli astanti toccava il parossismo.
L'inquirente, dopo breve attesa, raccolse dalla mano del Presidente il
_quesito finale_ già formulato e riveduto dagli Anziani e dai Seniori;
indi, nel silenzio più opaco della assemblea, si volse a Fidelia:
--Adulta Fidelia Berretta: la legge ti interroga, la famiglia ti
ascolta e Dio ti vede nel cuore. Puoi tu asserire che nella notte dal
ventisette al ventotto settembre dell'anno corrente, l'adulto Redento
o Primo Albani siasi intrattenuto teco a colloquio in Milano, e
precisamente nella sua villa detta del Paradiso?...
--Sì!--rispose Fidelia senza esitare un istante. L'Albani, che
durante la interpellanza si era levato in sulla punta dei piedi, col
labbro ansante e l'occhio iniettato di una luce che era fede e
certezza, ricadde sulla seggiola mettendo un grido.
Ma un altro grido uscito da molti cuori di donne in quel medesimo
punto, distrasse dall'Albani l'attenzione degli astanti per portarla
sovra la figlia del Gran Proposto.
Il monosillabo affermativo partito dalla tribuna delle vergini era
stato l'ultimo sospiro vitale di Fidelia. La giovinetta, nel
profferirlo, era caduta nelle braccia delle amiche come un giglio
reciso.
--Morta! morta!--gridavano le donne.
--Uccisa dalla menzogna!--ruggì l'Albani insorgendo e accennando al
Gran Proposto.
--La prova galvanica! la prova galvanica!--urlarono mille voci
dall'emiciclo.
Il Presidente degli Anziani sollevò la _mazza di primo ammonito_ per
sedare il tumulto. E frattanto, in men che io nol dica, quattro
_matrone di ufficio_ trasportarono il corpo di Fidelia nel centro della
sala, e il chirurgo primate del tribunale le applicò il _pungiglione
galvanico_ all'occipite.
La folla irruppe dalle sbarre. Seniori, Anziani, bidelli, subalterni,
spettatori, si pressarono compatti intorno al banco di risurrezione.
L'Albani stringeva nelle sue la mano di Fidelia.
Il Gran Proposto piangeva desolato ai piedi della figlia.
Al tumulto scapigliato era succeduto come per incanto il silenzio
della riverenza e della aspettazione.
La _puntura galvanica_ non tardò molto ad agire. Fidelia si riscosse...
--Discendi in te stessa--disse il primate di chirurgia parlandole
all'orecchio;--visita il tuo cuore e i tuoi visceri, e dimmi qual fu
la sincope che ti ha colpita.
Le labbra di Fidelia si agitarono e proffersero la parola _morte_.
Il primate le applicò il _pungiglione galvanico_ alla fronte.
--Puoi tu asserire--domandò l'inquirente--che Primo Albani abbia
avuto teco un colloquio nella notte dal ventisette al ventotto
settembre?
--No!--rispose la morta.--In quella notte l'Albani era ben lungi...
ben lungi... da Milano.
--Perchè dunque--riprese l'Inquirente--hai tu voluto, quando eri in
vita, affermare un fatto che ora sei costretta a smentire?...
--Perchè desso... perchè colui...
--Parla!... una sola voce!... una parola... ancora!--gridò l'Albani!
--È vano!--disse il primate ritirando il pungiglione dalla fronte
dell'estinta e riponendolo nell'astuccio.--Il galvanismo non ha più
azione su lei: la materia animale è ottusa.
Ciò che avvenne in quel punto nella sala non può descriversi a parole.
Caliamo la tela su questa scena di desolazione e di tumulto.