La pioggia artifiziale.
I cinquanta _subalterni_, che fino a quel momento erano rimasti a
guardia dei tubi ustorii, si diressero verso il centro della cupola, e
concentrando le loro forze intorno ai manubrii, fecero scattare il
coperchio della gran torre.
Allora fu udito un rumore simile al ruggito di mille Leoni; e una
densa colonna di vapore lanciossi verso il firmamento; e il limpido
azzurro si coperse di nuvole opache, divenne torbido e fremente come
un lago all'irrompere di torrente impetuoso.
Io non vi saprei descrivere l'effetto meraviglioso di quella scena, e
molto meno ritrarre le agitazioni, le impazienze, i terrori del
giovane Albani, il quale da una gabbia sporgente dalla gran torre,
aveva dirette le operazioni del pericoloso meccanismo; ed ora, avvolto
da una nuvola ardente, fra lo scroscio spaventevole del vapore,
somigliava ad Elia profeta, sospeso fra il cielo e la terra sul carro
di fuoco.
L'Albani combatteva l'ultima crisi di quella febbre che uccide il
genio col disinganno, o lo ravviva col successo.
Ma l'eruzione è cessata--le sorgenti inaridite--il cielo plumbeo,
opaco, minaccioso--gli augelli sorpresi dalla improvvisa caligine, si
smarriscono per l'aere mandando strida lamentose...
La città si è dunque mutata in deserto?--Ma no--le vie, i balconi, i
tetti, le torri, gli alberi sono scomparsi sotto quest'onda di popolo,
che dall'agitazione rumorosa è passato d'un tratto all'immobilità, al
silenzio più solenne. Si direbbe che, a punire questa titanica
ribellione contro l'ordine della natura, Iddio abbia pietrificato di
uno sguardo l'umanità tutta intera.
Dopo dieci minuti di attesa terribile, l'Albani sentì piovere sulla
fronte uno gocciola refrigerante. Era la stilla invocata dal dannato
Epulone... Il giovine levò al cielo uno sguardo più eloquente di ogni
parola... e quello sguardo era l'inno di riconoscenza, era l'omaggio
dell'intelligenza subordinata, che rimonta alla sorgente divina da cui
emana e dipende.
Tutti i calcoli dell'Albani si erano avverati. Una pioggia lenta,
fresca, abbondante, simile in tutto alla pioggia naturale, scendeva
sulla terra a vivificare gli animali, le piante, i campi e le onde.
L'artista non potè contenere un grido di soddisfazione; ma quel grido
andò perduto negli applausi, nell'urlo di dieci milioni di spettatori.
Quando l'Albani abbassò lo sguardo con sublime compiacenza per leggere
su quella immensa superficie di teste l'ammirazione dell'opera sua, le
teste erano già sparite sotto uno sterminato padiglione di ombrelli,
ed egli potè sorridere, come Dio, sulla umana debolezza.
Due ore dopo, per mezzo dei fili telegrafici, la riuscita del nuovo
meccanismo era annunziata agli estremi confini dell'universo, e
l'artefice prendeva il suo posto fra i primati dell'intelligenza col
nome di _primo_ Albani.