CAPITOLO VIII.

La pioggia artifiziale.

I cinquanta _subalterni_, che fino a quel momento erano rimasti a

guardia dei tubi ustorii, si diressero verso il centro della cupola, e

concentrando le loro forze intorno ai manubrii, fecero scattare il

coperchio della gran torre.

Allora fu udito un rumore simile al ruggito di mille Leoni; e una

densa colonna di vapore lanciossi verso il firmamento; e il limpido

azzurro si coperse di nuvole opache, divenne torbido e fremente come

un lago all'irrompere di torrente impetuoso.

Io non vi saprei descrivere l'effetto meraviglioso di quella scena, e

molto meno ritrarre le agitazioni, le impazienze, i terrori del

giovane Albani, il quale da una gabbia sporgente dalla gran torre,

aveva dirette le operazioni del pericoloso meccanismo; ed ora, avvolto

da una nuvola ardente, fra lo scroscio spaventevole del vapore,

somigliava ad Elia profeta, sospeso fra il cielo e la terra sul carro

di fuoco.

L'Albani combatteva l'ultima crisi di quella febbre che uccide il

genio col disinganno, o lo ravviva col successo.

Ma l'eruzione è cessata--le sorgenti inaridite--il cielo plumbeo,

opaco, minaccioso--gli augelli sorpresi dalla improvvisa caligine, si

smarriscono per l'aere mandando strida lamentose...

La città si è dunque mutata in deserto?--Ma no--le vie, i balconi, i

tetti, le torri, gli alberi sono scomparsi sotto quest'onda di popolo,

che dall'agitazione rumorosa è passato d'un tratto all'immobilità, al

silenzio più solenne. Si direbbe che, a punire questa titanica

ribellione contro l'ordine della natura, Iddio abbia pietrificato di

uno sguardo l'umanità tutta intera.

Dopo dieci minuti di attesa terribile, l'Albani sentì piovere sulla

fronte uno gocciola refrigerante. Era la stilla invocata dal dannato

Epulone... Il giovine levò al cielo uno sguardo più eloquente di ogni

parola... e quello sguardo era l'inno di riconoscenza, era l'omaggio

dell'intelligenza subordinata, che rimonta alla sorgente divina da cui

emana e dipende.

Tutti i calcoli dell'Albani si erano avverati. Una pioggia lenta,

fresca, abbondante, simile in tutto alla pioggia naturale, scendeva

sulla terra a vivificare gli animali, le piante, i campi e le onde.

L'artista non potè contenere un grido di soddisfazione; ma quel grido

andò perduto negli applausi, nell'urlo di dieci milioni di spettatori.

Quando l'Albani abbassò lo sguardo con sublime compiacenza per leggere

su quella immensa superficie di teste l'ammirazione dell'opera sua, le

teste erano già sparite sotto uno sterminato padiglione di ombrelli,

ed egli potè sorridere, come Dio, sulla umana debolezza.

Due ore dopo, per mezzo dei fili telegrafici, la riuscita del nuovo

meccanismo era annunziata agli estremi confini dell'universo, e

l'artefice prendeva il suo posto fra i primati dell'intelligenza col

nome di _primo_ Albani.

AbrakadabraL Storia dell'avvenire · 第 32 / 64 题