SCENA IX.

WANGEL _e_ ELLIDA.

WAN. (_guardando Ellida per qualche istante_) Ellida, la tua anima è

come il mare: ha dei flussi e dei riflussi! Perchè questo cambiamento

in te?

ELLIDA. Non comprendi che tale cambiamento doveva inevitabilmente

avvenire, una volta che tu mi avevi dato la libertà di agire?

WAN. E quell’ideale, quel misterioso ignoto che ti attraeva?

ELLIDA. Ora non mi attrae più. Ho potuto contemplarlo, ho avuto la

libertà di scrutarlo, ecco perchè vi ho rinunciato.

WAN. Comincio a comprenderti. I tuoi pensieri, i tuoi sentimenti, sono

altrettanti enigmi ed allegorie: ciò che ti attraeva verso il mare,

verso quello straniero, era un bisogno di libertà, che si è svegliato

ed ingigantito in te, e nulla più.

ELLIDA. Non lo so. Ma tu sei stato un buon medico: hai trovato ed osato

fare uso del vero mezzo, il solo che poteva salvarmi.

WAN. Noi medici, nei grandi pericoli, giuochiamo tutto. Ed ora sarai

mia, non è vero, Ellida?

ELLIDA. Sì, mio caro, mio fedele Wangel, ora sarò tua.

WAN. Ellida, noi vivremo ora l’uno per l’altro....

ELLIDA. Dividendo i nostri comuni ricordi.

WAN. Sì.

ELLIDA. E il nostro amore per le nostre figlie.

WAN. Tu le chiami le nostre figlie!

ELLIDA. Sì: quelle ragazze di cui non posseggo ancora il cuore ma che

saprò guadagnarmelo.

WAN. Le nostre figlie! (_la bacia_) Oh! grazie!

La donna del mare · 第 56 / 59 题