DETTI, HILDA, BALLESTED, LYNGSTRAND, ARNHOLM _e_ VIOLETTA.
(_Entrano nel giardino. Contemporaneamente il sentiero esterno si
popola di giovani della città_).
HILDA. (_piano a Lyngstrand_) Guardi babbo e mamma non sembrano due
fidanzati?
BALL. (_che l’ha intesa_) È la stagione estiva, signorina.
ARN. (_guardando Wangel ed Ellida_) Ecco la nave inglese che parte.
VIOL. (_avvicinandosi alla siepe_) Di qui la si vede meglio.
LYNG. È l’ultimo suo viaggio per quest’anno.
BALL. Presto ogni fiordo sarò rinchiuso, come dice il poeta. È triste,
non è vero, signora Wangel! Ed ora noi la perdiamo per qualche tempo:
ho inteso dire che domani parte per Skjoldvik.
WAN. No, quel viaggio è andato in fumo. Abbiamo cambiato d’avviso
questa notte.
ARN. Oh! davvero?
VIOL. Babbo, è dunque vero?
HILDA. (_a Ellida_) Resterai con noi?
ELLIDA. Sì, mia cara Hilda, se tu lo vuoi.
HILDA. (_lottando fra le lagrime ed una grande tenerezza_) Come, se io
lo voglio?...
ELLIDA. (_con un sorriso_) Non si ricorda, signor Arnholm, ciò che
dicevamo ieri? Quando si è vissuto per un po’ in terra ferma, più non
si ritrova la strada del mare, non si ritorna più alla vita marina.
BALL. Appunto come la sirena del mio quadro!
ELLIDA. Press’a poco.
BALL. Con questa differenza, che la mia Sirena ne muore, mentre
che noi, al contrario, possiamo far l’abitudine: possiamo accla....
accli... acclimatarci. Sì, sì, le assicuro, signora Wangel, che ci
acclimatizziamo.
ELLIDA. Sì, Ballested; è necessaria però la coscienza di essere liberi.
WAN. E responsabili, mia cara Ellida!
ELLIDA. (_prendendogli una mano_) E responsabili. Hai ragione.
_La grande nave parte. Tutti si dirigono verso il fondo della scena per
vederla. Si ode la musica che si avvicina._