HILDA _e_ LYNGSTRAND.
(_Hilda e Lyngstrand appaiono sulla riva dello stagno_).
HILDA. Ohè! Ohè! I signori illustrissimi non vogliono dunque attenderci?
ARN. Violetta ed io preferiamo passeggiare un poco.... (_via con
Violetta_)
LYNG. (_ridendo bonariamente_) È curioso! In questo momento, in questa
casa, tutti passeggiano a due a due!
HILDA (_seguendo con gli occhi Arnholm_) Scommetterei che sta per
chiederla in moglie!
LYNG. Veramente? Lei dunque si è accorta di qualche cosa?
HILDA. Sicuro! E non era poi difficile, avendo due occhi che vedono
bene.
LYNG. Ma io sono persuaso che la signorina Violetta non vorrà mai.
HILDA. Anch’io l’ho trovato molto invecchiato, e poi temo che presto
rimanga calvo.
LYNG. E questa non è la sola ragione. Sono sicuro che non accetterà!
HILDA. Che cosa ne sa lei?
LYNG. So che vi è un’altra persona a cui ha promesso di pensare.
HILDA. Di pensare solamente?
LYNG. Sì, durante la sua assenza.
HILDA. Ah! dunque, senza dubbio, questa persona, è lei?
LYNG. Può essere.
HILDA. Violetta le ha promesso?...
LYNG. Sì, me l’ha promesso; ma la prego, smetta quel tono di dubbio.
HILDA. Si figuri: sono muta come una tomba.
LYNG. È stata cosa assai gentile l’avermi fatta quella promessa.
HILDA. E lei calcola di sposarla, quando ritornerà?
LYNG. No; non oso fare ora simili progetti. Se dovesse passare molto
tempo, mi potrebbe parere un po’ troppo vecchia per me.
HILDA. Tuttavia, vuole che Violetta l’aspetti!
LYNG. Sì, perchè ciò mi sarà utile, molto utile per la mia arte; per
lei, poi, che non ha uno scopo preciso nella sua vita, sarà facil cosa
l’aiutarmi. Però io non le sono meno riconoscente.
HILDA. Crede dunque che potrà lavorare meglio alla sua opera, sapendo
che Violetta, da lontano, pensa a lei?
LYNG. Senza dubbio; sapere che nel mondo vi è una giovane donna,
delicata, silenziosa, che sogna di me.... ma questo deve essere la....
la... che parola posso dire?
HILDA. .... Ispirazione. Servirebbe ad ispirarla...
LYNG. Appunto questo. (_la fissa per qualche secondo_) Lei è
intelligentissima, signorina Hilda; quando tornerò lei avrà gli anni
che ora ha sua sorella, forse avrà anche la stessa apparenza, gli
stessi pensieri. Lei e sua sorella forse, saranno fuse in una persona
sola.
HILDA. E ciò le farà piacere?
LYNG. Ancora non lo so; ma credo di sì. Però per quest’estate
preferisco che rimanga lei, niente altro che lei.
HILDA. Le piaccio dippiù così?
LYNG. Oh sì! mi piace tanto così com’è.
HILDA. Senta.... Mi dica, lei che è artista, le piace che porti sempre
abiti di colore chiaro?
LYNG. Sì, molto.
HILDA. Trova che mi stanno bene questi abiti d’estate?
LYNG. Secondo il mio gusto, le stanno a meraviglia.
HILDA. Ma lei che è artista, come crede che io debba stare, vestita di
nero?
LYNG. Di nero? signorina Hilda!
HILDA. Sì, crede che mi stia bene il nero?
LYNG. Il nero non è un colore da estate, ma dovrebbe, anche quel
colore, starle a meraviglia.
HILDA. (_fissando un punto innanzi a sè_) Un abito nero, molto lungo,
con piegoni neri tutto attorno alla sottana, dei guanti neri, e un gran
velo fitto che ricadesse all’indietro....
LYNG. Se la vedessi così vestita desidererei d’essere pittore e le
farei un delizioso ritratto, raffigurandola una giovane vedova, in
lutto.
HILDA. Oppure, una fidanzata in lutto.
LYNG. Sì, piuttosto una fidanzata.... Ma perchè pensa a un simile
abbigliamento?
HILDA. Non lo so, quest’idea mi seduce, mi attrae....
LYNG. L’attrae?
HILDA. Sì. (_accennando a sinistra_) Oh! guardi!
LYNG. (_guardando_) La nave inglese: tra poco si fermerà.