DETTE, LYNGSTRAND, WANGEL, ELLIDE _ed_ ARNHOLM.
ELLIDA. (_accennando col dito al fondo della scena_) È là non è vero, è
là?
ARN. Sì, in quella direzione.
ELLIDA. Oh! il mare! il mare!
VIOL. (_a Arnholm_) Le piace questo Belvedere?
ARN. Bellissimo: una vista magnifica.
WAN. Non vi era mai venuto?
ARN. Mai. Ai miei tempi era impossibile arrampicarsi fin qui; non era
tracciato neppure un sentiero.
WAN. Non lo fecero che l’anno scorso.
VIOL. Il panorama è più imponente veduto da Lodskellen; quel poggio
lassù.... (_accenna_).
WAN. Vuoi andarci, Ellida?
ELLIDA. (_sedendo su di una pietra_) No, grazie; ma andateci voi; io vi
aspetterò qui.
WAN. Resterò con te. Le ragazze faranno da guida ad Arnholm.
VIOL. Vuol venire con noi, signor Arnholm?
ARN. Volentieri. E dobbiamo salire lassù?
VIOL. Sì, ma la strada è comodissima.
HILDA. Larga abbastanza per lasciare posto a due persone che la
facciano tenendosi sotto braccio.
ARN. (_scherzoso_) Ne è poi sicura piccola Hilda? (_a Viol._) Vuole che
noi andiamo a vedere se sua sorella ha detto il vero?
VIOL. (_sorridendo_) Come desidera (_escono a sinistra tenendosi sotto
braccio_).
HILDA. (_a Lyngstrand_) Andiamo noi pure?
LYNG. Tenendoci sotto braccio?
HILDA. Perchè no?
LYNG. (_le offre il braccio sorridendo_) È curiosa davvero!
HILDA. Curiosa?
LYNG. Abbiamo l’aria di due fidanzati.
HILDA. Dunque lei non ha mai dato braccio a nessuna signora? (_escono
da sinistra_)