SCENA IX.

ELLIDA _e_ ARNHOLM.

ELLIDA. (_dopo breve pausa_) Non si sta forse bene qui?

ARN. Benissimo.

ELLIDA. Chiamano questo viale, il _mio_ viale perchè fui io che lo

volli, o meglio, fu Wangel che lo fece fare per accontentarmi.

ARN. È questo il suo posto favorito?

ELLIDA. Vi passo la maggior parte delle mie giornate.

ARN. Con le ragazze?

ELLIDA. No, le ragazze stanno sulla terrazza.

ARN. E Wangel?

ELLIDA. O egli or va, or viene. Sta un po’ vicino a me, un po’ vicino a

loro.

ARN. Fu lei a volere?...

ELLIDA. Non è forse bene? Noi possiamo parlarci anche a distanza,

quando abbiamo qualche cosa da dirci.

ARN. (_dopo breve pausa durante la quale si fa pensieroso_) Quando

la vidi l’ultima volta, eravamo a Skjoldvik. Quanto tempo è passato

d’allora?

ELLIDA. Più di dieci anni...

ARN. Non meno. Là, al faro, mi ricordo benissimo che il pastore diceva

che lei era una pagana perchè suo padre invece di un nome cristiano le

aveva imposto il nome di un battello. Chi mi avrebbe detto allora che

avrei dovuto ritrovarla qui, moglie di Wangel.

ELLIDA. In quel tempo Wangel non era ancora... viveva la prima signora

Wangel, la madre delle ragazze, la loro vera madre.

ARN. Sì, però se anche Wangel fosse stato libero non avrei mai potuto

prevedere questo matrimonio.

ELLIDA. Neppure io.

ARN. Wangel è così generoso, così buono con tutti....

ELLIDA. (_con effusione_) Sì, è molto buono!

ARN. I loro sentimenti debbono essere però, diametralmente opposti.

ELLIDA. È vero.

ARN. Perchè ha accettata questa unione?

ELLIDA. Mio caro signor Arnholm, non me lo chieda; non saprei

spiegarle come avvenne, eppoi, se anche le dicessi ogni cosa non mi

comprenderebbe.

ARN. Hem... (_a voce più bassa_) Ha mai parlato di me con suo marito?

Ha accennato alle mie speranze d’un giorno, speranze.... deluse?

ELLIDA. Come può solo pensarlo? non gli ho detto mai neppure una parola

di... di quello a cui lei allude.

ARN. Tanto meglio, perchè mi avrebbe imbarazzato l’idea che...

ELLIDA. Si tranquillizzi. Gli ho detto soltanto, e questo è vero, che

lei è il più simpatico ed il migliore di tutti i miei amici che avevo

laggiù.

ARN. Grazie; ma perchè non mi scrisse più dopo la mia partenza?

ELLIDA. Pensai che le avrebbe recato dolore a sentire notizie, di una

persona.... che non poteva mai essere ciò che lei avrebbe desiderato.

Temevo che le mie lettere potessero incrudelire la ferita.

ARN. Forse ha fatto bene.

ELLIDA. E lei piuttosto perchè non mi ha mai scritto?

ARN. (_guardandola con sorriso di rimprovero_) Io? Dopo un rifiuto

simile a quello che avevo ricevuto?

ELLIDA. Capisco. E da quel tempo non ha più pensato a prender moglie?

ARN. Mai. Son rimasto fedele ai miei ricordi.

ELLIDA. (_con leggero tono d’ira_) Ma lasci stare i tristi ricordi.

Pensi piuttosto a diventare un marito fortunato.

ARN. E non ho tempo da perdere, signora mia, perchè ho quasi vergogna a

confessarlo, ma 37 anni sono già suonati....

ELLIDA. Ragione di più per far presto. (_breve pausa, poi con tono di

voce seria ma affabile_) Arnholm, le dirò una cosa che non potevo dirle

allora.

ARN. Che cosa?

ELLIDA. Allorchè mi fece la sua domanda, non potevo risponderle

diversamente.

ARN. Lei non mi offerse che dell’amicizia.

ELLIDA. Lei non sapeva come tutto il mio essere, tutti i miei pensieri

non m’appartenevano più in quel tempo.

ARN. In quel tempo?

ELLIDA. Sì.

ARN. Come mai, se non conosceva neppur Wangel, allora?

ELLIDA. Non si tratta di Wangel.

ARN. No? Di chi dunque? In quel tempo a Skjoldvik non so trovare

nessuno capace di inspirarle...

ELLIDA. Infatti fu una follìa.

ARN. Mi dica tutto.

ELLIDA. No, le basti sapere che non ero libera.

ARN. E se fosse stata libera, mi avrebbe dato un’altra risposta?

ELLIDA. Quando è venuto Wangel la risposta fu differente.

ARN. Per qual ragione mi racconta tutto ciò?

ELLIDA. (_alzandosi inquieta e nervosa_) Perchè sento il bisogno di

confidarmi con qualcuno.

ARN. Suo marito dunque, ignora tutto?

ELLIDA. Fino dal principio le dissi che i miei pensieri erano altrove;

non mi fece alcuna domanda e non ne abbiamo mai più parlato. In realtà

non è stato che un momento di follìa che è finito presto.... o meglio

che finirà presto...

ARN. (_alzandosi_) Come finirà?

ELLIDA. Arnholm, non ci è stato nulla di quanto lei può credere: è un

caso bizzarro, non so nemmeno come esprimermi, e sono certa che lei mi

darà della malata, o della pazza.

ARN. Sentiamo dunque questo segreto.

ELLIDA. Sì, tenterò. Son curiosa di vedere come saprà lei, uomo

ragionevole, spiegare.... (_lo guarda e si ferma_) Ma vien gente; le

racconterò tutto più tardi.

La donna del mare · 第 15 / 59 题