ELLIDA _e_ DETTI.
(_Ellida appare sul viale, dietro la siepe. Ha uno scialle sulle spalle
e tutti i cappelli sciolti perchè ancora bagnati_).
WAN. (_sorridendo e stendendogli la mano_) Sirena.
ELLIDA. (_sale la terrazza e prendendogli la mano_) Dio sia lodato! Ti
ritrovo finalmente. Quando sei arrivato?
WAN. Poco fa. (_indicando_) Ma non saluti il nostro vecchio amico?
ELLIDA (_stringendo la mano ad Arnholm_) Oh, lei! Mi scusi se non mi
sono trovata in casa per riceverla.
ARN. Non mi deve nessuna scusa, signora mia.
WAN. Era fredda l’acqua, oggi?
ELLIDA. Fredda? Mio Dio! Qui l’acqua non è mai fredda! È sempre
tiepida. L’acqua dei fiordi non è buona!
WAN. (_sorpreso_) Non è buona?
ELLIDA. No, credo che ci renda anche ammalati.
WAN. (_sorridendo_) Non fai certo della _réclame_ ai nostri bagni, tu.
ARN. Io credo, signora, che lei abbia una simpatia speciale pel mare e
per tutto quanto concerne il mare.
ELLIDA. Forse ha ragione. Ma guardi le ragazze come hanno ornato di
fiori la terrazza per farle onore.
WAN. (_imbarazzato_) Hem... (_guardando l’orologio_) Bisogna che vada.
ARN. È proprio per me?
ELLIDA. Ne dubita forse? Crede dunque che ci siano tutti i giorni?
Auff! ma qui si soffoca. (_scende in giardino_) Venga con me, si
respira meglio qui. (_siede in giardino_).
ARN. (_avvicinandosi a Ellida_) Qui però soffia.
ELLIDA. Lo sente lei che è avvezzo all’aria tiepida della capitale. Mi
hanno detto che in estate ci fa un caldo insopportabile.
WAN. (_che è disceso in giardino_) Mia cara Ellida, puoi rimanere a
fare un po’ di compagnia al nostro ospite?
ELLIDA. Hai da lavorare?
WAN. Ho da sbrigare qualche piccola cosa nello studio, poi voglio fare
un po’ di toilette; ma non perderò troppo tempo.
ARN. Non si dia tanta pena, dottore; sua moglie ed io passeremo il
tempo chiacchierando (_siede vicino a Ellida_).
WAN. (_contento_) Benissimo, arrivederci. (_via dentro la casa_).