SCENA VII.

ARNHOLM _e_ WANGEL.

ARN. (_che ha seguito sempre con gli occhi Violetta_) Quanto è

bella!... Quanto sono belle le sue figlie, dottore.

WAN. (_sedendosi_) Le pare?

ARN. Violetta mi ha sorpreso ed anche Hilda. Ma lei, dottore, vuole

dunque passare tutta la sua vita in questi luoghi?

WAN. Che vuole! È qui che sono nato, è qui che ho vissuto felice con

colei, con la mia moglie adorata, che mi ha lasciato troppo presto. Lei

l’ha conosciuta, Arnholm, l’ha veduta, l’ultima volta che fu qui.

ARN. Sì, sì.

WAN. Ora sono felicissimo anche con quella che ha preso il posto della

prima. Debbo convenire che fui preferito dalla sorte.

ARN. Ha avuto figli dal secondo matrimonio?

WAN. Un figlio due anni e mezzo fa, ma è morto solo dopo cinque mesi!

ARN. Non è in casa sua moglie?

WAN. Sarà qui a momenti. È andata al bagno: ci va tutti i giorni anche

se fa cattivo tempo.

ARN. È forse ammalata?

WAN. Ammalata no, da qualche anno è nervosissima. Il suo male è

intermittente; non so quello che abbia, i bagni sono il suo maggior

piacere. Il mare, si può dire, che le sia necessario.

ARN. Mi ricordo infatti....

WAN. (_con un sorriso quasi impercettibile_) Lei la deve avere

conosciuta quando era professore a Skjoldvik?

ARN. È vero. Veniva spesso a trovare il pastore, eppoi la vedevo ogni

volta che mi recavo da suo padre, al faro.

WAN. Il suo soggiorno al faro ha lasciato nella sua anima delle tracce

indelebili. Qui nessuno la comprende e tutti la chiamano la donna del

mare.

ARN. Davvero?

WAN. Appunto questa sua passione. Parlatele di quei giorni, caro

Arnholm, le farà molto bene.

ARN. (_guardandolo dubbioso_) Crede?

WAN. Ne sono sicuro. (_si ode la voce di Ellida_).

ELL. (_di dentro_) Wangel, sei in giardino?

WAN. (_alzandosi_) Sì, mia cara.

La donna del mare · 第 13 / 59 题