BALLESTED _e_ LYNGSTRAND.
(_Ballested continua il suo lavoro. Poco dopo arriva dalla destra, che
è dietro la siepe, Lyngstrand il quale vedendo il cavalletto ecc. si
ferma sorpreso. Lyngstrand è un giovane magro, d’aspetto malaticcio.
Veste semplicemente, ma con proprietà_).
LYNG. (_dall’altro lato della siepe_) Buon giorno.
BALL. Oh!... Buon giorno (_issa la bandiera_) Ora va bene! (_assicura
la corda e poi va al cavalletto per lavorare_) Buon giorno, signore, ma
non ho il piacere di....
LYNG. Lei è pittore, senza dubbio?
BALL. Sì. Perchè non dovrei esserlo?
LYNG. Me ne sono accorto. Mi permette d’entrare?
BALL. Vorrebbe vedere la mia tela?
LYNG. Ne ho un gran desiderio.
BALL. Non è gran cosa. Entri pure, prego....
LYNG. Grazie, signore. (_entra dalla porta della siepe_).
BALL. (_dipingendo_) Questo quaggiù, tra le isole, è il fiordo...
LYNG. Sì, si, lo vedo.
BALL. Mi manca ancora la figura: ma mi è stato impossibile trovare una
modella in tutta la città.
LYNG. Ah! lei vuol metterci anche una figura?
BALL. Qui, su questi scogli vi dovrà esser dipinta una sirena morente.
LYNG. Perchè morente?
BALL. Perchè ella si è smarrita e non può più ritrovare la via che
la conduce al mare. Rimane quindi imprigionata tra gli scogli ed è
agonizzante. Ha compreso la mia idea?
LYNG. Perfettamente.
BALL. E’ stata la padrona di casa a darmene l’idea.
LYNG. E qual nome darà al suo quadro?
BALL. Ho intenzione di chiamarlo «la fine della Sirena».
LYNG. Ben appropriato. Lei potrà fare certamente una bell’opera d’arte.
BALL. E’ anche lei, forse, del mestiere?
LYNG. No, io non sono pittore, ma spero di diventare scultore. Mi
chiamo Hans Lyngstrand.
BALL. Vuol divenire scultore? Benissimo, benissimo! Anche la scultura è
un’arte che ha i suoi pregi! un’arte gentilissima. Ma mi pare di averla
incontrata altre volte. E’ molto tempo che lei è qui?
LYNG. No, solo da quindici giorni; però penso di fermarmi tutta
l’estate.
BALL. Per approfittare delle distrazioni della stagione dei bagni, non
è vero?
LYNG. Sì, bisogna che mi curi, che riacquisti le forze.
BALL. Ma lei non è ammalato!
LYNG. Sono un po’ debole, ma nulla di grave però. Mi sento soltanto un
po’ di oppressione.
BALL. E’ una cosa da nulla. Però sarebbe bene che lei consultasse
qualche medico di vaglia.
LYNG. Ho intenzione di parlarne col dottor Wangel.
BALL. Farà bene. (_guarda a sinistra_) Ecco che arriva un altro
battello a vapore carico di passeggeri. In questi ultimi anni il
concorso dei forestieri ha preso uno sviluppo veramente sorprendente.
LYNG. Mi pare difatti che vi sia gran concorso di gente.
BALL. I bagnanti sono numerosissimi, tanto che quasi temo che questa
invasione straniera non debba far perdere alla nostra città la sua
primitiva fisonomia.
LYNG. Lei dunque è del paese?
BALL. Nossignore, ma ormai mi ci sono accla... accli.... acclimatato. A
questo paese mi legano vincoli di abitudini e di tempo.
LYNG. Ed è già un pezzo che è qui?
BALL. Da 18 anni circa. Vi arrivai allora con una compagnia di comici,
che non avendo fatto buoni affari, si sciolse e noi tutti ci sbandammo,
io però....
LYNG. Lei però rimase in città.
BALL. Sì, e feci bene. Allora non ero che un semplice decoratore.