VIOLETTA _e_ DETTI.
(_Violetta entra sulla terrazza portando una sedia a dondolo che
colloca a sinistra_).
VIOL. (_parlando all’interno_) Hilda, porta anche lo sgabello per papà.
LYNG. (_avvicinandosi alla terrazza e salutando_) Buon giorno,
signorina Wangel.
VIOL. (_sui gradini_) Lei qui, signor Lyngstrand! Buon giorno. Mi
permetta un momento, bisogna che.... (_rientra in casa_).
BALL. Lei conosce la famiglia?
LYNG. Non molto: ho incontrato qualche volta le signorine e pochi
giorni fa ho parlato con la signorina Wangel, al Belvedere, durante il
concerto. Essa mi ha anche invitato a venirla a visitare.
BALL. Procuri di frequentare questa casa.
LYNG. E’ mia intenzione. Desidererei anzi poter andare a far visita a
queste signore, ma mi occorre una scusa, un pretesto....
BALL. Oh! un pretesto. (_guardando a sinistra_) Perbacco!
(_raccogliendo colori, pennelli, ecc._) Il battello è già alla riva.
Bisogna che corra all’albergo: forse i forestieri avranno bisogno di
me. Perchè, le debbo dire, che io faccio anche il parrucchiere.
LYNG. Lei sa dunque far di tutto?
BALL. Bisogna sapere accli... accla.... acclimatarsi e fare un po’
di tutto nelle piccole città. Se caso mai avesse bisogno di pomata,
d’olio, di cosmetico, di sapone.... non ha che a domandare di
Ballested, maestro di ballo.
LYNG. Maestro di ballo?
BALL. Presidente dell’Associazione dei coristi, se le piace meglio.
Questa sera avremo un concerto al Belvedere. Arrivederci signore
(_Esce dalla porta che s’apre nella siepe, con la scatola dei colori,
cavalletto, ecc._).