NEVE.

Mite è la neve. Scende leggera da un cielo di perla

come il piovente fiore de' biancospini;

silenzïosa scende, s'aggira, sussulta volando

come farfalle presso la siepe nova.

Sopra le vie fangose, su le arse campagne da' ghiacci

morbida e bianca scende la neve pia,

ed al maligno inverno che insulta le terre domate

tanto squallore splendidamente cela.

Crescon per lei sicure le timide punte del grano:

sperano il raggio de' rinfiammati soli:

cresce per lei la speme di messi fiorenti; e il colono

sogna la falce tra le mature spiche.

Guarda il fanciullo ai vetri che 'l fiato fumante gli appanna,

forti trastulli dona la neve a lui:

guarda a la lente il dotto; di stelle e di gelidi fiori

studio invocato dona la neve a lui.

. . . . . . . . .

Questa _Neve_ mi ricorda la neve vera d'un gennaio non tanto remoto

eppur così lontano; e una mia fantasia ispiratami da tutto quel bianco

della campagna che mi attorniava e dalla reminiscenza insistente dei due

primi versi. Io pensavo alla gran soavità dell'aria se quei pètali nivei

avessero avuto un profumo...

L'ora, il tempo, la dolce stagione, e il poeta e la sua patria, oggi non

ci allontanano dai fiori. Ebbene, cogliamone ancora a piene mani:

Dal mio verziere : saggi di polemica e di critica · 第 60 / 97 题