I
Non sussurrava un alito di vento
Del vicin parco fra le dense chiome,
Avea fatto trillar le dolci crome
Il solito usignol per un momento.
E tacea. Lassù nel firmamento
Mill'astri ignoti a noi perfin di nome
Splendean. Sul mondo era silenzio come
Che s'aspettasse un grande avvenimento.
Le nostre fantasie, bellezza bruna,
Correano intanto un rapido galoppo
Per il paese dei sogni, incantato;
E a noi rideva il disco della luna
Di dietro ai rami d'un aereo pioppo
Dal suo candido sguardo inargentato.
_Come che s'aspettasse un grande avvenimento._ Avete sentito tutta la
verità della sensazione colta a volo dal poeta? Quell'attesa muta della
natura a certe ore, a certe stagioni, quando ci sentiamo tristi o
rimpiccioliti come se fosse troppo bella per noi! E quell'occhio della
luna dietro il pioppo, chi non l'ha veduto, chi non lo rivede di voi,
fanciulle della mia regione Emiliana, riflesso blandamente in questi
versi come in sogno?
Ecco il secondo sonetto ad effetto di nebbia, sfumato sapientemente. La
chiusa poi è bellissima: