Ho scoperto dei tesori in granaio. Uno sgabello imbottito di cuoio, una
lucernina, una ròcca, un cofanetto e una cornice rococò. Ho trovato
delle ragnatele, della polvere, dei topi, ma non ho indietreggiato; --
avevo un coraggio veramente da esploratrice. Oh dolce e fine poesia dei
granai, ben io tutta ti sento! La poesia dei tetti a grondaia e
dell'accavallamento misterioso e pauroso di travi; la poesia delle
finestrette a fior di terra, dalle quali si scopre un nuovo orizzonte, e
le scalette pericolose che menano agli abbaini soleggiati, dal fascino
strano, austero e selvaggio; e i vecchi quadri accatastati che vi
guardano dalle pareti; visi o scene che l'ombra del fondo per sommergere
come quella del Tempo; le scranne dei nostri vecchi, che vi lasciarono
un po' l'impronta della loro personalità, le seggioline alte che ci
accolsero bimbi e che ci guardano con stupore come noi le guardiamo con
meraviglia; e qualche vecchio strumento muto e cadente come la bocca o
le mani che lo animarono; e qualche giocattolo rudimentale che dorme fra
una generazione e l'altra, rinnovandosi come la fenice; e vecchie tavole
che sanno i gai e cerimoniosi conviti degli avi; i piccoli tavolini da
lavoro, coi cuscinetti fissi per gli aghi, che sanno soli, forse,
lagrime e romantici segreti che nessuno dubitò... Buoni e vecchi granai
dove il presente diventa il passato, dove le cose tutte hanno una voce,
una leggenda, un'anima, siete forse voi che mettete nel cuore di tanta
infanzia che vi predilige, i germi, che più tardi porteranno il loro
frutto, d'una delicata idealità, d'una sana poesia?