15 Febbraio

Ho letto un sublime lavoro di Edoardo Schurè: _Le drame musical_. La

prima parte tratta dell'estetica nell'arte in generale; la seconda è

quasi tutta occupata dall'opera Wagneriana. Ma non è punto inaccessibile

nè gravoso. È un ricamo che uno fra gli ingegni più illuminati dei

nostri tempi ha voluto fare sulla trama di tutto il bello, fiorito da

secoli nelle immaginazioni colorite dai tempi. Un lavoro di mago sulla

concezione d'un titano. Ah che bellezza! Le favole diafane e leggiadre

dell'antica Grecia ci passano sul capo, e le danze e l'armonia. È

un'accolta di genii e un mite raggiare di larve del loro pensiero: Dante

e Goethe, Palestrina e Beethoven, Shelley e Virgilio, e finalmente

Wagner nell'impero dei suoi fulgidissimi sogni. L'opera Wagneriana dopo

la lettura del secondo volume composto dell'analisi di ogni suo dramma,

diventa comprensibile e facile anche ai non iniziati alle sfere superne

del divino mondo della melodia. Trascrivo dal volume I, dal capitolo

della danza primitiva e l'epopea:

«Tandis que les peuples montagnards ont vu apparaître le cortége de Pan

et du divin Dionysos, les peuplades maritimes se sont familiarisées,

dans leurs courses avec le cycle des divinités voluptueuses ou tristes,

rêveuses ou enjouées de la mer. Chose étrange, les plus aimés de ces

dieux, ce ne sont pas toujours les plus puissants, mais ceux qui meurent

jeunes et beaux, ceux qui fascinent et qui tuent. C'est le bel

adolescent Adonaïs, aimé d'Aphrodite, qui meurt déchiré par un sanglier,

mais qui renaît tous les printemps avec la floraison; c'est Attis qui se

suicide dans un désespoir d'amour et dont le sang répandu sur la mousse

refleurit en violettes; c'est Hylas, ravi par les nymphes des sources;

c'est surtout l'étrange et significative Proserpine, qui symbolise le

décevant mystère de la nature, son ardeur de destruction et de

résurrection, la mort éternelle dans la vie, et la vie éternelle dans la

mort».

Dal mio verziere : saggi di polemica e di critica · 第 13 / 97 题