Ho prolungato la passeggiata sulla via maestra più del solito, oggi.
Tornando, vedevo qua e là nelle case le finestre basse illuminate.
Allora ho pensato che le famiglie numerose e casalinghe sanno veramente,
esse, tutta la mite bontà delle serate invernali. Sparita la bianca
tovaglia, il tappeto si popola di cestelline, di libri, di cartelle, di
giornali, di giuochi. I bambini fanno gli ultimi schiamazzi prima di
sedersi a fare il còmpito di scuola o di andare a letto. Il nipotino più
assennato o la signorina più amabile, si accingono a far la partita alle
carte colla nonna. Gli uomini accendono il sigaro, le signore si
scaldano un momento in crocchio al caminetto, prima di mettersi alle
loro occupazioni serali. È il momento delle discussioni, delle
chiacchiere vivaci. L'ultimo numero della rivista letteraria o del
giornale di moda circola; le testoline si accostano, i nasi maschili
s'intromettono, le celie impertinenti volano. Qualche mamma, sola,
rimane un momento in silenzio, con le braccia conserte e la fronte
china, pensando a un caro lontano; qualche volta è l'immagine d'un
perduto che passa nell'attimo silente, nel sospiro, nell'eloquenza d'uno
sguardo...