12 Gennaio

Giulia mi ha detto che non tutte le signore possono usare del magico

specifico, cui accennai ieri, per occupare il tempo. Certo; ma molte

però possono impiegarlo vivendo nello spirito dei sommi che nella

solitudine scrissero per la solitudine. Tutte poi possono procurarsi il

sano diletto intellettuale di leggere un libro che non sia dei soliti

romanzi e neanche un arido sfoggio di erudizione. Uno di quei libri di

cui non scarseggia la moderna letteratura italiana; che aiutano a

formarsi criterii e gusti proprii, e che ci permettono di seguire con

discernimento, oltre che con amore, gli studi dei nostri figliuoli.

E il pianoforte non è un potente ausiliario nelle sere di solitudine? Si

può suonare tutta la sinfonia o la suonata classica, o la «fuga» senza

annoiare nessuno: si può ripetere a sazietà e canterellare anche, senza

giudici incomodi, la pagina preferita dello spartito; si può umilmente

eseguire degli studi e pazientemente compitare il pezzo di musica, senza

fare in presenza di testimoni la parte di scolarine.

E i lavoretti destinati a una persona cara, che non devono essere veduti

da nessuno, proprio da nessuno? E le sorprese per i bambini? i

raffazzonamenti segreti all'abito e al cappellino per una data

circostanza? L'esercizio delle lingue straniere? L'adornamento nuovo per

il salottino o per la tavola da desinare? E i corredini, i corredini per

i piccoli incogniti che si aspettano dal regno dei sogni e che le mamme

amano preparare nel raccoglimento, quasi sgomente d'uno sguardo

indifferente, come d'una profanazione?

Oh, no, no: sono gli uomini i più da compiangere nelle sere di

solitudine, non noi!

Dal mio verziere : saggi di polemica e di critica · 第 11 / 97 题