Rientravamo in giardino dal passeggio.
--Perchè mi ami?--diss'ella.--Ancora per il sogno?
--No no--risposi ridendo.--Per i sogni... La prego di dire _per i
sogni_, signorina... capisco adesso che non L'ho amata mai.
--Questo?--esclamò Violet sorpresa, ma con un viso felice.--Allora Lei
mi ha indegnamente ingannata, gentile signore. Lei mi ha recitato una
perfetta commedia a Belvedere con quelle belle frasi sulla mia voce,
la vita e la speranza. Ma bravo! E quando mi hai fatto l'onore di
cominciare a volermi bene?
--Non ti ho mai ingannata un momento--replicai--ma credo di essermi
ingannato io stesso, credo che quella gran commozione per la tua voce
fosse puramente un'ebbrezza di fantasia. Sai quando mi figuro d'aver
cominciato ad amarti veramente? Sul prato di S. Nazaro quando sei
stata tanto cattiva, quando mi hai detto quella bella impertinenza del
tutto volgare.
--Oh che tardi!--diss'ella giungendo le mani; e rise. Com'era
piacevole e ricreante di ricordare le sue pungenti parole, il suo
sussiego di quel giorno, e d'udirla adesso a ridere così, di dirle
_tu_!
Prese a un tratto un'aria compunta, abbassò gli occhi e sospirò:
--Povera me, io ho cominciato molto prima.
--A Roma?--diss'io.--Dopo aver letto _Luisa_?
Violet si mise a ridere.--Troppo presto!--diss'ella.--Com'è
presuntuoso il signore!
Poi mi confessò sul serio che quando a Belvedere le aveano annunciata
la presenza dell'autore di _Luisa_, ella, che aveva attribuito il
libro a una donna, n'era stata scossa nel cuore malgrado sè stessa.
--Ti vidi--continuò--prima che tu mi parlassi. Ti trovai un'aria così
grave e severa che la idea dell'amore si allontanò da me e ne fui
contenta; ma quando mi parlasti la seconda volta ne rimasi un po'
colpita, e quando poi le nostre mani si sfiorarono sul cannocchiale
sentii per un attimo con tutta me stessa che ci potremmo amare. Le tue
parole su coloro che amano due volte mi fecero rimescolar tutta; però
resistevo e sopratutto volevo nasconderti il mio sentimento; alcune
altre tue parole che in fatto non mi piacquero m'aiutarono a fingere.
Dio mio, sul prato di S. Nazaro ti amavo già e mi costò tanto di
essere così dura! Potevi ben capire che lo ero troppo!
--E quella partenza--diss'io--quanto male m'ha fatto!
--Non ne parlare!--rispose Violet sotto voce, ma con un impeto
d'angoscia.--Non parlar mai più del male che t'ho fatto!
Camminammo in silenzio fino a casa. Appena passata la soglia Violet mi
accostò le labbra all'orecchio, mi bisbigliò con voce lenta, grave di
passione:
--Voglio essere amata col cuore, sai, non colla fantasia.