=Detti, Hejre,= più tardi =Anna= e =Helle=.
HEJRE. Eh, eh, quanta bella gente! Tutti vestiti della festa!... fanno
i loro discorsetti complimentosi, eh, eh! Allora, anch’io....
BRATSB. Grazie, grazie, mio vecchio amico!
HEJRE. Sì, sì, vecchio amico! Hum! (_Arrivano dei nuovi invitati_)
Oh, ecco qua gli agenti della giustizia, il consiglio esecutivo. (_A
Stensgard_) Oh caro e fortunatissimo giovanotto, qua la mano! I miei
sinceri rallegramenti!
STENSG. A proposito di che?
HEJRE. Voi m’avete incaricato ieri di lanciare qualche parola a doppio
senso sul vostro conto.
STENSG. Sì, ebbene?
HEJRE. Io vi ho servito, secondo i vostri desideri.
STENSG. E come l’ha presa? Dite.
HEJRE. Come una donna innamorata, caro mio; s’è messa a piangere, è
scappata in camera sua, e felicissima notte! non ha voluto sentirne di
più!
STENSG. Dio sia lodato!
HEJRE. Ma siete crudele, sapete: torturare così il cuore d’una povera
vedova! Ma l’amore, sapete, ne fa proprio di graziose!... Oggi
sono ritornato da lei e l’ho trovata di buonissimo umore, fresca,
sorridente, che pettinava i suoi splendidi capelli d’oro davanti alla
finestra aperta! Sembrava una sirena.... col vostro permesso! Una
splendida donna....
STENSG. Bene: e poi?
HEJRE. E poi rideva, e la gioia brillava nei suoi occhi. M’ha mostrato
una lettera, e m’ha gridato: «È una domanda di matrimonio, signor
Hejre, mi sono fidanzata ieri!»
STENSG. Fidanzata?
HEJRE. Sicuro. I miei complimenti, e i miei auguri di felicità,
giovanotto; mi rallegro d’essere io il primo a darvi la buona novella.
STENSG. Ma no: non erano che dei progetti, infondati!
HEJRE. Come?
STENSG. Voi avrete capito male, o sarà lei che non avrà capito niente
del tutto. Fidanzata? Ma che! Adesso poi che Monsen è rovinato,
anch’essa facilmente....
HEJRE. Ma no, mio carissimo, la signora Rundholmen è molto solida!
STENSG. Non importa: io ho tutt’altro in testa. Quella lettera non era
che un semplice scherzo, caro signor Hejre, e vi prego, non raccontate
a nessuno questa stupida storiella.
HEJRE. Va bene, va bene: staremo zitti! Ecco un bel romanzetto! Questa
benedetta gioventù, ha la fantasia così poetica! Ma sapremo tacere,
certo, certo!
BRATSB. (_che da un momento parlava con Lundestad_). No, Lundestad, non
posso crederlo: è impossibile.
LUND. Vi assicuro: me l’ha detto Hejre.
HEJRE. Che cosa v’ho detto io?
BRATSB. Dimmi un po’: è vero che il signor Stensgard t’ha fatto veder
la cambiale ieri?
HEJRE. Sicuro che è vero. Ma che cosa c’entra questo con....?
BRATSB. Te lo dirò dopo. E tu gli hai detto che era falsa?
HEJRE. Sì, fu uno scherzo innocente, per calmare la sua ebbrezza di
gioia, che gli aveva montato la testa.
LUND. Ma gli avete detto che le due firme erano false?
HEJRE. Eh già! perchè una e non tutt’e due!
BRATSB. E così....
LUND. (_a Bratsberg_). E quando ha saputo questo....
BRATSB. Ha dato la cambiale a Ringdal.
LUND. Perchè non gli poteva più servire per intimorirvi.
BRATSB. Ed ha voluto fare il generoso! E ancora m’ha costretto a
ringraziarlo, ad essere gentile con lui, ad aprirgli la mia casa! Ah
quel.... quell’uomo!
HEJRE. Ma che cosa vuol dire tutto ciò?
BRATSB. Ti racconterò dopo, mio caro. (_A Lundestad_) E voi proteggete
ed appoggiate un uomo simile!
LUND. Ma voi stesso?...
BRATSB. Oh, io ho una voglia di....
LUND. (_accennando Stensgard che parla con Dora_). Guardate! che cosa
deve pensare la gente?
BRATSB. Lo vedranno ciò che debbono pensare!
LUND. Troppo tardi, signor ciambellano; egli sa troppo insinuarsi, con
ogni mezzo....
BRATSB. Ma ho la mia tattica anch’io, signor Lundestad.
LUND. Che volete fare?
BRATSB. Lo vedrete subito. (_S’avvicina a Fieldbo_) Signor dottore,
volete farmi un piacere?
FIELDBO. Ai vostri ordini....
BRATSB. Ebbene, mettete quell’uomo alla porta!
FIELDBO. Stensgard?
BRATSB. Sì, quel cavaliere d’industria.... non voglio neanche
pronunciare il suo nome! Cacciatelo di qui! Vi do carta bianca!
FIELDBO. Carta bianca.... sotto ogni rapporto?
BRATSB. Ma sì, perdio!
FIELDBO. La vostra mano, signor ciambellano.
BRATSB. Eccola.
FIELDBO (_tra sè_). Animo! o adesso o mai più! (_Forte_) Questi egregi
signori possono ascoltarmi un istante?
BRATSB. Il dottor Fieldbo ha la parola.
FIELDBO. Ho l’onore di partecipare a tutti, dietro consenso di
Sua Eccellenza il ciambellano Bratsberg, il mio fidanzamento colla
signorina Dora, sua figlia.
(_Grande sorpresa. Dora getta un leggero grido. Bratsberg
vorrebbe dir qualche cosa, poi tace_).
STENSG. Il suo fidanzamento! (a Fieldbo). Il tuo....
HEJRE. Colla figlia del ciambellano? (_Rivolto a Bratsberg_) Con
tua.... con.... con....
LUND. Ma il dottore è impazzito!
STENSG. Ma, signor ciambellano....
BRATSB. Eh, che volete farci? Io sono un libero pensatore, e mi unisco
alla Lega dei giovani!
FIELDBO. Grazie, grazie e.... perdonate!
BRATSB. Noi siamo nel secolo delle Associazioni, signor avvocato.
Evviva la libera concorrenza!
DORA. Oh mio caro padre!
LUND. E giacchè siamo sull’argomento matrimonio, vi annuncierò anoh’io
un altro fidanzamento tra....
STENSG. Che! non è vero!
LUND. Verissimo! Il fidanzamento della signorina Monsen con....
STENSG. È falso, vi dico che è falso!
DORA. Sì, papà, è verissimo: sono qui tutti e due.
BRATSB. Ma chi dunque?
DORA. Anna e lo studente Helle: là. (_Indica la porta a destra_).
LUND. Sicuro; lo studente Helle: è proprio lui!
BRATSB. È qui? In casa mia? (_Va verso la porta_) Venite, venite pure,
cari ragazzi!
ANNA (_timidamente_). Oh, no, no: c’è troppa gente!
BRATSB. Su, coraggio; tenete la fronte alta, voi non avete colpa di ciò
che è accaduto.
HELLE. Essa non ha più casa, signor ciambellano.
ANNA. Ah, se voi non ci aiutate!
BRATSB. Calcolate su di me. Intanto io vi ringrazio d’aver cercato un
asilo in casa mia.
HEJRE. Ma che bella cosa eh, eh! Un fidanzamento dietro l’altro!...
Allora io posso completare la lista.
BRATSB. Come? Tu? Alla tua età! Ma sei matto?
HEJRE. Ma non si tratta di me!... oh! oh!
LUND. La partita è perduta, signor Stensgard.
STENSG. Credete? (_Ad alta voce_). Tocca a me signor Hejre, di
completar la lista. Signore, signori: anch’io ho una partecipazione da
darvi.
BRATSB. Come?
STENSG. Si può condurre un doppio gioco, si possono dissimulare le
proprie idee, quando ciò sia necessario all’interesse pubblico. La
mia missione è già tracciata e la pongo al di sopra di tutto. La mia
attività è consacrata a questo distretto, bisogna illuminare le menti
della popolazione. Non è questa un’opera da cavaliere d’industria.
Gli abitanti della regione devono serrarsi attorno ad uno dei loro.
E perciò ho voluto legarmi ad essi con nodi indissolubili, con quelli
del cuore. Se ho provocato della diffidenza mi si perdoni.... Anch’io,
signori, sono fidanzato!
BRATSB. Voi?
FIELDBO. Fidanzato?
HEJRE. Io posso affermarlo.
BRATSB. Come?
FIELDBO. Con chi?
LUND. Non sarebbe per caso....
STENSG. È un matrimonio d’amore e vantaggioso nello stesso tempo: la
mia fidanzata è la signora Rundholmen.
BRATSB. La vedova dell’albergatore?
LUND. Oh, allora!...
BRATSB. Ma io non capisco.... come.... in quelle condizioni?...
STENSG. È questione di strategia, signor padrone delle ferriere!
LUND. È proprio inespugnabile!