SCENA V.

=Detti, Dora=, degli invitati, alcuni cittadini, e una rappresentanza

delle ferriere.

(_Bratsberg riceve i loro auguri e parla con loro_).

DORA. Signor Stensgard, anch’io voglio ringraziarvi.

STENSG. Voi, signorina!

DORA. Papà m’ha raccontato il vostro nobile modo d’agire.

STENSG. Ma....

DORA. Come siamo stati ingiusti verso di voi, e come vorrei riparare i

nostri torti!

STENSG. Voi vorreste?... Voi, davvero?

DORA. Se sapessi in che maniera....

BRATSB. Dei rinfreschi per questa gente, Dora.

DORA. Subito. (_A Stensgard_) Mi permettete?...

STENSG. Prego, prego, signorina. (_Dora esce; un momento dopo arriva

una cameriera coi rinfreschi_). Caro signor Lundestad, oggi sono felice

come il dio della Vittoria!

LUND. E ieri non eravate contento?

STENSG. Oh! è tutt’altra cosa, oggi! Questo è davvero il più bel giorno

della mia vita! La gloria e la felicità!

LUND. Eccovi coi vostri sogni!

STENSG. Ma niente affatto sogni! è la felicità, la felicità d’amore!

LUND. Ah! allora il cognato Bastiano v’ha dato la risposta!

STENSG. Bastiano?

LUND. Ma sicuro! m’ha detto ieri che l’avevate creato vostro

patrocinatore presso una certa signorina....

STENSG. Che pazzia!

LUND. Non abbiate timore di me. Se voi non siete ancora sicuro, ve lo

dirò io, voi siete vittorioso, signor Stensgard! Me l’ha detto Ringdal.

STENSG. Che cosa v’ha detto Ringdal?

LUND. Che la signorina Monsen aveva acconsentito!

STENSG. Acconsentito! acconsentito! E suo padre è assente!

LUND. Ma essa è qui.

STENSG. Ha dato il suo consenso! Proprio mentre un simile scandalo

colpiva la sua famigliai Ma questo è troppo! contrasta con ogni

sentimento di delicatezza femminile. E qualunque uomo di cuore non

potrà a meno di disapprovarla! Del resto c’è un equivoco. Io non ho

chiesto nulla a Bastiano Monsen: la responsabilità è tutta sua.

La lega dei giovani · 第 63 / 69 题