=Stensgard, Ringdal.=
RINGD. Ebbene, siete dunque uscito vittorioso dalla battaglia
elettorale, non è vero?
STENSG. Sicuro, signor amministratore, malgrado il voto del vostro
nobile padrone.
RINGD. Egli si è valso, come tutti gli altri, dei suoi diritti di
elettore.
STENSG. Fortunatamente per lui, egli avrà ancora ben poche occasioni di
valersene.
RINGD. Che cosa volete dire?
STENSG. Voglio dire che si sono fatte certe perizie....
RINGD. Certe perizie? E su che?
STENSG. Non fate lo gnorri. Non lo sapete dunque che c’è un gran
temporale in aria? È una bancarotta disastrosa?
RINGD. Ho inteso varie voci in proposito....
STENSG. E il signor Bratsberg e suo figlio non sono forse compromessi
in quest’affare?
RINGD. Scusate.... Ma siete matto?
STENSG. Ma allora, non è vero?
RINGD. Per niente affatto. Ma chi vi ha detto questo?
STENSG. Non ve lo posso dire, per ora.
RINGD. Non importa. Colui che ve l’ha detto, aveva certo un secondo
fine.
STENSG. Un secondo fine?
RINGD. Sì, pensateci bene. Non conoscete nessuno che abbia interesse ad
allontanarvi dal signor ciambellano?
STENSG. Sì, sì, ce ne son parecchi che avrebbero questo desiderio.
RINGD. In fondo, sapete, il signor ciambellano ha molta simpatia per
voi.
STENSG. Davvero?
RINGD. Certo. Soltanto per farvi perdere la sua stima, gli raccontano
che non v’intendete ancora abbastanza degli affari del paese, che siete
un esaltato, un sobillatore, un....
STENSG. Oh, maledetti assassini!... E la signora Rundholmen, che ha la
mia lettera!
RINGD. Che lettera?
STENSG. Oh, niente, niente! Forse sono ancora in tempo! Caro signor
Ringdal, questa sera vedrete il signor ciambellano?
RINGD. Certamente.
STENSG. Ditegli, vi prego, da parte mia, che non dia troppo peso a
ciò che i miei nemici dicono contro di me: che sono tutte sciocohezze.
Ditegli che domattina verrò io stesso da lui, per spiegarmi meglio.
_Ringd._ Ah, sì? Venite?
STENSG. Sì, per provargli.... per provargli.... che.... Ecco qua,
signor Ringdal, dategli questa da parte mia.
RINGD. La cambiale?
STENSG. Non mi capite? Non importa. Ditegli soltanto da parte mia:
«Ecco come si vendica l’uomo che voi volevate perdere.»
RINGD. Eseguirò la vostra commissione. (_Esce_).
STENSG. Sentite un po’ signor Hejre, perchè mi avete raccontato quella
storia riguardo al signor Bratsberg e mi avete fatto credere?...
HEJRE. Io vi ho fatto credere?...
STENSG. Era una menzogna!
HEJRE. Davvero, davvero! Ma io ne sono felicissimo! Sapete, signor
Lundestad, che quella storia del signor Bratsberg non è vera?
LUND. St! È stato un falso allarme! Pare che il guaio sia più vicino!
STENSG. Come, più vicino?
LUND. Ma.... ho inteso a mezza voce il nome della signora Rundholmen!
STENSG. Eh?!
HEJRE. Non ve l’avevo predetto? Le sue relazioni col gran signore di
Storli....
LUND. Egli è partito di casa, stamattina, all’alba.
HEJRE. E i suoi che lo cercano dappertutto!
LUND. E il figlio che ha tanto interesse a maritar la sorella!
STENSG. A maritarla? Essa m’ha detto: «Domani.» E la sua agitazione
riguardo a suo padre?...
HEJRE. Eh, eh! Scommetterei che s’è appiccato!
ASLAK. Oh, c’è qualcuno che s’è appiccato?
LUND. No, è Hejre che suppone che Monsen....