=Stensgard, Bastiano=, poi =Fieldbo=.
BAST. Eccomi.
STENSG. Da dove vieni?
BAST. Dalla nazione.
STENSG. Dalla nazione? Che cosa vuoi dire?
BAST. Sì, la nazione: vale a dire il popolo, il basso popolo, quello
che non sa niente, non possiede niente, non capisce niente: quello che
si lascia guidare come una mandra.
STENSG. Corpo di Bacco, che cosa significa questa caricatura?
BAST. Questa caricatura?
STENSG. Da qualche tempo mi sono accorto che tu mi fai la scimmia
in tutto e per tutto: nel mio modo di vestire e di parlare. Ciò è
seccantissimo per me.
BAST. Ma, scusa: non siamo noi del medesimo partito?
STENSG. Sì, ma questo non c’entra per niente: tu diventi ridicolo.
BAST. Ridicolo, quando t’imito?
STENSG. Quando mi fai la scimmia.... va. Smetti questo modo di fare, da
bravo, Monsen! Senti un po’: quando ritorna tuo padre?
BAST. Non saprei: credo che sia partito per Cristiania, e che starà in
viaggio una settimana.
STENSG. Tanto tempo? Me ne dispiacerebbe. Ha qualche grossa
speculazione in vista?
BAST. Non so, davvero. Per il momento son io che ne avrei una in vista.
Ma bisognerebbe che tu m’aiutassi.
STENSG. Volontieri, e in che modo?
BAST. Oh adesso mi sento anch’io buono a qualche cosa.... tutto merito
tuo, del resto, sei tu che m’hai svegliato. Infine voglio far qualche
cosa anch’io.... Voglio prender moglie.
STENSG. Prender moglie tu? e chi vuoi sposare?
BAST. St! indovina: non è lontana di qui.
STENSG. La signora Rundholmen?
BAST. Sì, è lei. Di’ una buona parola in mio favore. Capisci che per me
sarebbe un partito convenientissimo: s’intende di affari, è ricca, in
buoni rapporti colla famiglia del ciambellano, dopo che sua sorella è
stata governante in casa Bratsberg. Se riesco a sposarla potrò avere i
lavori del Comune. E poi, amico mio.... io l’amo!
STENSG. Amare, amare! Lascia in pace questa vecchia canzone,
quest’ipocrisia!
BAST. Ipocrisia?
STENSG. Sì. Non capisci che tu menti a te stesso? Tu parli d’amore e di
lavori del Comune, tutto insieme. Chiama invece le cose col loro nome.
No, no, non ci vedo chiaro in questa faccenda: io non voglio entrarci.
BAST. Ma senti dunque....
STENSG. No, no, ti prego. (_A Fieldbo che entra_) Ebbene, come vanno le
elezioni?
FIELDBO. A gonfie vele! Lundestad dice che tu hai quasi tutti i voti!
STENSG. Davvero?
FIELDBO. Ma a che ti servirà ciò, poichè non possiedi dei fondi?
STENSG. (_fra sè_). Maledizione!
FIELDBO. Eh, caro mio, non si può aver tutto a questo mondo! Si
guadagna da una parte e si perde dall’altra. Addio. (_Esce_).
BAST. Che cosa vuol dire col suo guadagnare e perdere?
STENSG. Ti spiegherò più tardi. Ma ascolta, Monsen, per tornare al
nostro discorso, io t’ho promesso di dire una buona parola per te....
BAST. M’hai promesso? Ma tutt’altro, caro mio....
STENSG. Ma lasciami parlare, una volta. Io ho disapprovato che tu
mettessi assieme l’amore e i lavori del Comune: in verità, è un po’
troppo! trascinare in quella prosa.... comunale il sentimento più
nobile che Dio ha posto nel cuore dell’uomo! Ma infine, se tu ami
davvero quella ragazza....
BAST. Quella vedova.
STENSG. Sì vedova o ragazza, è lo stesso; voglio dire che quando si ama
realmente una donna, tutto il resto non conta per niente.
BAST. Allora tu parlerai per me?
STENSG. Col massimo piacere; ma a condizione che tu pure farai qualche
cosa per me.
BAST. Io, e presso di chi?
STENSG. Come, non ti sei mai accorto di nulla? Essa ti riguarda così da
vicino!
BAST. Sarebbe forse?...
STENSG. Sì, Anna, tua sorella. Oh tu non sai come io sia stato subito
colpito dalla sua grazia e dalla sua bontà, dalle sue virtù silenziose,
dalla sua dolcezza!...
BAST. Davvero? È possibile?
STENSG. E come? Tu, che sei tanto perspicace non te n’eri mai accorto?
BAST. Ma.... ecco: da principio m’era parso: ma adesso, corrono tante
voci! Dicono che tu vai in casa del ciambellano.
STENSG. Ebbene, sì; se debbo parlarti francamente, ebbi un momento
d’incertezza; grazie a Dio, è passato. Ora vedo chiaramente innanzi a
me; vedo la linea che debbo seguire, e non devierò da quella.
BAST. Qua la mano: parlerò per te. E sta pur sicuro: Anna farà quanto
suo padre le dirà.
STENSG. È appunto, riguardo a tuo padre, che volevo....
BAST. St! Ecco la signora Rundholmen. Mi metto nelle tue mani. Al resto
ci penso io.
(_Esce nell’istesso momento in cui entra la signora Rundholmen_).