=Hejre,= signora =Rundholmen, Stensgard.=
HEJRE. Eh, eh, buon giorno! disturbo forse?
Sig.ª RUNDHOL. Ma che! vi pare?
HEJRE. Corpo di Bacco! Che lusso! Non vi siete mai fatta così bella per
me, eh?
STENSG. (_va verso il fondo_).
Sig.ª RUNDHOL. Naturalmente: bisogna cercar di piacere ai giovanotti!
HEJRE. (_a bassa voce_). Ah, dite ai pretendenti, signora Rundholmen,
ai pretendenti! Ah, se i miei processi non mi rubassero tutto il mio
tempo!...
Sig.ª RUNDHOL. Eh via, c’è sempre abbastanza tempo per sposarsi!
HEJRE. Vi sbagliate, vi sbagliate! Nel matrimonio bisogna che l’uomo
non sia troppo legato altrove. Eh, del resto, se non sposerete me, ne
sposerete un altro; perchè voi riprenderete marito, non è vero?
Sig.ª RUNDHOL. Eh, qualche volta ci penso!
HEJRE. Si capisce. Quando si sono provate le delizie coniugali.... Il
defunto Rundholmen era un marito esemplare.
Sig.ª RUNDHOL. Eh, così, così! Era alquanto triviale, e gli piaceva un
po’ troppo il vino. Ma, capirete, un uomo è sempre un uomo!
HEJRE. Avete detto una grande verità, signora Rundholmen: un uomo è
sempre un uomo, e una vedova è sempre una vedova.
Sig.ª RUNDHOL. E gli affari sono gli affari. Dio mio, se sapeste quanti
pensieri mi danno! Tutti vogliono comperare: ma quando si tratta di
fare i pagamenti, nessuno ci sente più, e allora, giù carta bollata,
atti, citazioni.... In fede mia, che vorrei sposare un avvocato!
HEJRE. Ebbene, prendetevi l’avvocato Stensgard, egli è celibe.
Sig.ª RUNDHOL. Ma siete proprio un uomo terribile! M’avete fatta andar
in collera sul serio con voi! (_Esce_).