=Stensgard, Erik, Fieldbo, Selma, Dora,= poi =Bratsberg=.
SELMA. Eccoti finalmente, cara Dora? Ti senti poco bene?
DORA. Io? No.
SELMA. Sì, sì. Da qualche giorno ti vedo discorrere seriamente col
dottore....
DORA. No, ti assicuro.
SELMA. Lascia un po’ che ti veda! Come sei accesa! Il tuo viso scotta!
Che ve ne pare, dottore, quando finirà questo caldo?
FIELDBO. Eh, signora mia, ogni cosa a suo tempo!
DORA. Sì, neanche il freddo è delizioso certo!
SELMA. No: una temperatura media, come dice mio marito.
BRATSB. (_dal giardino_). Oh, oh, tutta la famiglia in intimo
colloquio: ciò non è troppo gentile verso i nostri ospiti!
DORA. Caro papà, io vado subito.
BRATSB. Ah, ah, signor Stensgard, voi fate la corte alle signore!... Vi
sorveglieremo!
DORA (_piano a Fieldbo_). Restate. (_Va in giardino_).
ERIK (_offrendo il braccio a Selma_). La signora permette?
SELMA. Andiamo! (_Si allontanano tutti e due_).
BRATSB. (_seguendoli cogli occhi_). Non c’è da pensare a separarli quei
due!
FIELDBO. Oh, sarebbe una cattiva idea!
BRATSB. Fortunatamente c’è un Dio per i pazzi. (_Chiamando_) Dora,
Dora! Bada a Selma! Portale uno scialle, fa fresco: non lasciarla
correre così, finirà per infreddarsi! Ah, dottore, non si è mai
abbastanza previdenti.
FIELDBO. Eh, lo si diventa coll’andar del tempo, quando si è fatta
l’esperienza a proprie spese!
BRATSB. Giustissimo. Ma voi, che vi considerate qui come in casa
vostra, dovreste occuparvi un pochino dei nostri ospiti.
FIELDBO. Sì, volontieri. Stensgard, vuoi venire....
BRATSB. Ah, ecco il mio vecchio amico Hejre....
FIELDBO. Che anch’esso si considera qui come in casa sua, non è vero?
BRATSB. Ah, ah, ah! Verissimo! Avete ragione!
FIELDBO. Ebbene, vado a raggiungerlo, e faremo del nostro meglio.
(_Esce_).