=Bratsberg, Fieldbo, Lundestad, Ringdal.=
BRATSB. (_a Lundestad_). Sfrontato dite? Bene, in quanto alla forma,
non lo nego; ma nel suo discorso c’era dell’oro di diciotto carati; ve
lo assicuro io!
LUND. Eh, se Vostra Eccellenza è contenta, io non ho più nulla da
ribattere!
BRATSB. Bravissimo. Ma ecco qua il nostro dottore; collo stomaco vuoto,
probabilmente?
FIELDBO. Non del tutto. In ogni caso, la sala da pranzo è vicina, e io
qui mi considero un po’ come in casa mia....
BRATSB. Oh, oh, guardate un po’!
FIELDBO. Non vorrete interpretar male le mie parole; non è vero? Da che
voi stesso mi avete tante volte autorizzato....
BRATSB. Sì, sì, consideratevi pur sempre come in casa vostra;
e avviatevi pure alla sala da pranzo. (_Gli batte leggermente
sulla spalla e si rivolge a Lundestad_) Eccone un altro che voi
qualifichereste come cavalier d’industria e.... di che ancora? Ho
dimenticato....
FIELDBO. Ma signore!
LUND. Ma no, vi assicuro....
BRATSB. Andiamo! Bando alle discussioni dopo pranzo: ciò non sarebbe
igienico. Venite a prendere il caffè di fuori. (_Va in giardino co’
suoi ospiti_).
LUND. (_a Fieldbo_). Avete osservato come è strano quest’oggi il
ciambellano?
FIELDBO. Io l’avevo già notato ieri sera.
LUND. S’è fitto in capo ch’io abbia detto che l’avvocato Stensgard è un
cavalier d’industria, ed altri simili complimenti.
FIELDBO. Ebbene, signor Lundestad? E se anche l’aveste detto? Ma
scusatemi, io debbo ancora salutare la padrona di casa. (_Esce dalla
destra_).
LUND. (_a Ringdal che passava una tavola da giuoco_). Ma in che modo
l’avvocato Stensgard è qui?
RINGD. Io potrei chiederlo a voi: eppure non era sulla lista degli
invitati.
LUND. Allora è stato dopo.... l’insolente suo discorso di ieri?
RINGD. Sì, che ve ne pare? Questa si chiama prudenza. (_Scendono
chiacchierando in giardino. Intanto arrivano Stensgard e Selma_).