=Lundestad, Stensgard, Ringdal, Bratsberg, Dora, Fieldbo, Rundholmen,
Aslaksen,= Folla.
LUND. (_è sul palco e agita il campanello_). La parola è al signor
Ringdal, amministratore delle ferriere.
STENSG. Signor Lundestad, io domando la parola.
LUND. Più tardi.
STENSG. No, subito, immediatamente.
LUND. Non posso: è il signor Ringdal che ha la parola.
RINGD. (_sul palco_). Signori, noi abbiamo l’onore di salutare qui, in
mezzo a noi, un uomo dal cuore generoso, dalla mano benefica, che da
molto tempo noi consideriamo come padre, che mai non ci ha rifiutato nè
i suoi consigli, nè il suo appoggio, che alla gente onorata ha sempre
aperto la sua casa, un uomo che.... che.... infine, poichè il nostro
ospite ama i lunghi discorsi.... evviva il ciambellano Bratsberg e la
sua famiglia. Evviva!
LA FOLLA. Evviva, evviva! (_Gran movimento, Bratsberg stringe la mano
delle persone che ha vicino_).
STENSG. (_a parte_). Posso aver la parola, adesso?
LUND. Prego.... il palco è a vostra disposizione.
STENSG. (_salendo sulla tavola_). Ma io improvviso un palco da me!
DEI GIOVANETTI. Bravo! Evviva!
BRATSB. (_a Fieldbo_). Ma chi è dunque quell’uomo dai modi così strani?
FIELDBO. È l’avvocato Stensgard?
BRATSB. Ah, è lui?
STENSG. Ascoltatemi, amici, in questo giorno di festa; ascoltate,
voi che col cuore esuberante di gioia, celebrate l’anniversario della
vostra libertà. Io sono uno straniero in mezzo a voi....
ASLAK. No....
STENSG. Grazie della gentile parola: ma ancora io mi sento straniero
tra voi; eppure che importa? Il mio cuore batte all’unisono col vostro;
divide le vostre gioie e i vostri dolori, le vostre lotte e i vostri
trionfi.... Ed ora, se mi permettete....
ASLAK. Sì, sì, vi è permesso, signor avvocato.
LUND. Non interrompete; la parola non spetta a voi.
STENSG. Ed a voi meno ancora! Io dichiaro sciolto il Comitato della
festa. Libertà! almeno un giorno di libertà!
GIOVANOTTI. Viva la libertà!
STENSG. Ah, si vorrebbe reprimere la libertà di parola, si vorrebbe
chiudervi la bocca! Ribellatevi a simile tirannia; io pel primo non
vorrei parlare ad una folla servile. La libertà di parola innanzi
tutto! dite altrettanto anche voi.
LA FOLLA. Evviva, evviva!
STENSG. Signori, simili feste infruttuose e vane devono finire: bisogna
che per l’avvenire la vostra festa di maggio produca dei frutti dorati.
Questa è la stagione di seminarli, la stagione dove il dolce succo
inonda e benefica la terra. Ai primi di giugno saranno appunto due mesi
che abito tra voi, e quante cose grandi e meschine, belle e brutte non
ho io già vedute!
BRATSB. Dottore, di che parla costui?
FIELDBO. Il tipografo Aslaksen crede che alluda ai nostri affari locali.
STENSG. Ho certamente constatato delle grandi qualità in questo popolo,
ma ho constatato anche come la corruzione pesi sovr’esso e lo avvilisca
e lo schiacci: sì, ho veduti degli uomini ardenti e generosi; ma ne
vidi anche di quelli che chiusero la loro porta....
DORA. Oh, Dio mio!
BRATSB. Ma che cosa vuol dire?
STENSG. Fratelli, una larva dell’antica schiavitù s’aggira ancora
intorno a voi, e getta un’ombra sinistra, là dove la luce e la libertà
dovrebbero sole regnare. Via questo fantasma!
LA FOLLA. Evviva, evviva il 17 maggio!
DORA. Padre mio, andiamocene.
BRATSB. Ma dove vuol andar a finire col suo fantasma? di che parla,
dottore?
FIELDBO (_rapidamente_). Oh certamente dei.... (_Gli mormora qualche
parola_).
BRATSB. Ah, ah! no.... ma davvero?
DORA (_piano a Fieldbo_). Grazie.
STENSG. Se nessun altro avrà il coraggio di troncare gli artigli al
drago, ebbene l’avrò io! Ma noi dobbiamo marciare insieme e rimanere
strettamente uniti.
MOLTE VOCI. Sì, sì!
STENSG. Noi siamo i giovani: il tempo ci appartiene, come noi
apparteniamo al tempo. Il nostro diritto è il nostro dovere: largo a
tutti gli spiriti che sentono il loro potere! Se voi lo volete, noi
concluderemo un’alleanza. Il regno del sacco di scudi è terminato!
BRATSB. Bravo! (_Al dottore_) Il sacco di scudi, ha detto, non è vero?
STENSG. Mi è arrivato da quella parte un bravo ironico....
BRATSB. No....
STENSG. E che m’importa? Nè la lode nè il biasimo toccano l’uomo che ha
la coscienza di ciò che vuole. Ora noi entreremo tutti sotto la tenda,
per concludervi subito la nostra alleanza.
LA FOLLA. Evviva, evviva! Portatelo in trionfo! evviva! (_Lo prendono
fra le braccia_).
ALCUNE VOCI. Parlate ancora, ancora!
STENSG. Restiamo saldamente uniti. La Provvidenza protegge la Lega dei
giovani. Le sorti di questo paese, se noi lo vogliamo, stanno nelle
nostre mani. (_Lo portano sotto la tenda con grande entusiasmo_).
RUNDHOL. (_asciugandosi un po’ gli occhi_). Come parla bene! Non è vero
che verrebbe la tentazione di abbracciarlo!
HEJRE. Oh, no poi! io non lo abbraccerei certo!
RUNDHOL. Oh, voi! ma lo credo bene!
HEJRE. Voi vorreste forse abbracciarlo, signora Rundholmen?
RUNDHOL. Ma siete proprio un uomo terribile, signor Hejre! (_Entra
sotto la tenda con Hejre_).