(Appendice alla pag. 111 del capitolo XII)
Idea fissa, epilessia ed ossessioni angosciose.
_Accessi epilettici sotto forma di angoscia_[150]. — Vi sono
nell'epilessia degli stati d'ansietà, di angoscia, che appaiono come
aura preepilettica o come stati alternati con le crisi epilettiche,
in qualche caso ne formano il fenomeno principale, essendo secondario
quello della convulsione. Per lo più questi accessi d'angoscia si
svolgono senza perdita di coscienza, nè vertigine. Non sono in rapporto
con condizioni esterne speciali, come la folla, il tuono, ecc.
Mendel[151], sulle ossessioni, dice che Westphal definì l'ossessione
una rappresentazione che ad intelligenza intatta, e senza essere legata
a uno stato affettivo, s'impone alla coscienza malgrado la volontà, e
impedisce il corso normale delle rappresentazioni che attraversa.
Mendel vorrebbe che si eliminassero dalle ossessioni certe fobìe, che
sono quasi normali. Molte sono fenomeni secondari dell'ipocondria
isterica ed epilettica: nell'isterico si svolgono sopratutto nella
sfera sessuale, complicansi ad angio-neurosi, possono provocare
l'eritrofobìa; negli epilettici offrono ora il carattere di equivalente
psichico, ora di aura, ora di fenomeni postepilettici.
Qualche volta ve ne hanno caratterizzate da un difetto di associazione
d'idee. L'associazione non si fa che: o per principio di causalità;
per esempio: _Perchè l'uomo ha due gambe? Come saranno i piedi nudi
dell'amico che vi visiti?_; o per contrasto, e allora sono fenomeni di
paranoia rudimentale.