C'era una volta, c'era una volta un figliol d'un re,
giovine e bello
come l'abete del bosco[47]
sovr'alta montagna.
Or ei tolse in moglie
una fanciulla del villaggio,
una fanciulla rumena,
cara a tutto il vicinato,
con faccia soave lucente,
con persona tenera flessuosa
come il fiore dei campi
nella luce del sole.
Ecco gli è giunta
lettera grande [con ordine] di partire,
di andarsene al campo.
Nell'anima e' si duole,
e parla cosí:
“O cara mia, cuor mio,
prendi 'l mio anello
e mettitelo in dito.
Se l'anello arrugginirà,
sappi, o cara, ch'io sarò morto.„
“Dacché mi lasci in casa piangendo,
eccoti 'l velo di seta,
guarnito d'oro negli orli.
Se l'oro si struggerà,
sappi, o fratello, ch'io sarò morta.„