„ Un maestoso cocchio ne apparve da lontano;
„ Quattro corsier brïosi lo conduceano al piano. „
_D'un Anonimo._
Non perdè tempo Craigengelt a fare i suoi apparecchi della partenza, e
terminati che furono, s'avviò. Mise ogni possibile sollecitudine nel
viaggio; e nell'adempiere la sua commissione tutta la destrezza che
aveva supposta in esso Bucklaw. Arrivando con commendatizie di milord
Hayston di Bucklaw, venne ottimamente accolto da entrambe le Milady;
ed è già cosa nota come chi è ben prevenuto a favore di una persona
che impara a conoscere la prima volta, per qualche tempo ravvisi e
perfezioni nei difetti, e persino virtù ne' vizj della medesima.
Così accadde a lady Asthon, e a lady Blenkensop, rispetto al
degnissimo capitano. Comunque avvezze alla scelta società, essendosi
elleno persuase di trovare nell'amico di Bucklaw un uomo amabile e di
ottima compagnia, riuscirono in singolar modo ad ingannar se medesime.
É però vero che Craigengelt, mercè la borsa del suo protettore, andava
ottimamente vestito, nè questo era un punto di lieve importanza. Il
suo contegno impudente ebbe titolo di onesta alterezza, scusabile in
chi professa il mestiere dell'armi; le sue millanterie, di coraggio;
le sue ciance, di prova di spirito. E affinchè nessuno creda che la
cosa si scosti dalle regole della verisimiglianza, e anche per rendere
compiuta giustizia alle due Milady, aggiugneremo che, se il loro
discernimento si trovò abbagliato, e se furono così disposte a vedere
di buon occhio il capitano, vuole accagionarsene parimente il momento
in cui arrivò. Stanche di rimaner sole da tanti giorni, stavano
appunto allora desiderando un terzo per rompere tale monotonia, e per
poter giocare la sera una partita di tredriglio, giuoco, che
Craigengelt sapeva a perfezione come tutti gli altri giuochi,
dipendessero poi da destrezza, o da sapere.
Sicuro una volta del favore delle due ospiti, incominciò ad
appuntare le due batterie per eseguire le istruzioni ricevute
dal suo mandatario. Nè questo incarico gli fu estremamente
difficile, essendo la stessa lady Asthon, desiderosissima di
veder verificarsi il parentado che lady Blenkensop le avea proposto
con tanta sollecitudine, e per la persuasione che fosse di fatto
vantaggiosissimo alla famiglia del lord Cancelliere, e per effetto di
una mania che questa femmina avea di far matrimonj. Bucklaw, erede di
lady Girningham, e spogliatosi delle sue abitudini di prodigalità,
era, ad avviso di lady Asthon, il miglior partito che la sua
pastorella di Lammermoor si potesse augurare. Così Lucia avrebbe avuto
uno sposo di nascita illustre, e padrone di una considerabil
ricchezza; che cosa di meglio potea desiderare una giovine?
Si dava ancora che, in conseguenza della fatta eredità, Bucklaw godea
di qualche prevalenza in una vicina contea, ove i Douglas possedevano
ragguardevoli fondi. Ora, uno fra i desideri ardentissimi di lady
Asthon, era, che Sholto, il figlio suo primogenito, venisse eletto
rappresentante di questa contea al Parlamento, e vedea nel parentado
negoziato con Bucklaw una circostanza che sarebbe stata a suoi fini
utilissima.
Craigengelt, che non mancava di sagacità alla sua usanza, appena ebbe
scoperto questo secondario fine della Milady, a tal parte volse le sue
artiglierie, e le sue ben architettate fazioni. „ Nulla impedirebbe
Bucklaw di essere rappresentante della Contea, quando il volesse,
dicea Craigengelt alla medesima. Basterebbe si mettesse fra i
candidati; ha fra gli elettori due cugini germani, sei parenti più in
lontananza, e tanti e tanti amici pronti a dare il proprio voto, come
prescriverebbe loro Bucklaw. Il credito dei Girningam ha sempre fatto
tutto in questa Contea; ma il mio amico non è per nulla voglioso
d'entrare in Parlamento; nè si sa ancora a chi altro vorrà giovar col
suo credito. Finora non ha preso impegno per nessuno. Peccato che
questo giovin signore non sia in correlazione con qualche persona
autorevole, e capace di consigliarlo e regolarlo! „
Tutti sì fatti discorsi, posti innanzi senza alcun'apparenza di
nascosto fine, non andarono perduti per lady Asthon, la quale si
ripromise da quel momento di essere l'autorevol persona che
s'impadronirebbe della preponderanza politica di Bucklaw, e la
regolerebbe in una guisa conforme agl'interessi del proprio figlio
primogenito.
Poichè il Capitano vide sì ben disposta la nostra Milady, incominciò,
per valerci delle espressioni del suo Santo avvocato, a spronarla ne'
fianchi, avventurando alcuni cenni sullo stato in cui erano le cose al
castello di Ravenswood. — L'erede della famiglia che porta questo
cognome, vi dimorava da molto tempo: sembrava in ottimo accordo col
lord Cancelliere; non si scostava un momento da miss Lucia; anzi su di
ciò, correano certe vociferazioni per tutto il paese, che egli per
altro si sarebbe dato al diavolo anzi che crederle vere. — Non
conveniva alle mire politiche del Capitano il mostrare inquietudine su
queste vociferazioni; ma al vedere le guance di lady Asthon farsi
d'improvviso come convulse, scintillarne gli occhi, all'udire la voce
di lei alterarsi, comprese facilmente di avere impresso nell'animo di
lei i timori che si prefiggea d'eccitare. Era qualche tempo che il
marito non le scrivea sì di frequente, nè con tanta regolarità, come
era solito. Non le avea parlato nè della visita fatta a Wolfcrag, nè
del sere di Ravenswood che soggiornava nel suo castello, nè del
prossimo arrivo del marchese di Athol. — Cosa ben singolare che queste
straordinarie notizie le giugnessero solo per un caso e per bocca di
uno straniero! Che cosa volea dir tale arcano? Lord Asthon, avrebbe
forse ordita una trama contro l'autorità di sua moglie? — Ella avea
ben la coscienza in se stessa di sapere mandare a vôto i suoi
divisamenti, e di punirlo come un suddito reo di essersi ribellato al
suo sovrano legittimo. Tanto più forte era lo sdegno di lady Asthon,
che ella non avrebbe voluto lasciarlo apparire nè agli occhi di lady
Blenkensop, nè a quelli del Capitano, l'una parente, l'altro amico di
Bucklaw; e a desiderare questo per genero, si univa ora anche il
motivo della possibilità che il lord Cancelliere, o per politica, o
per timidezza, gli preferisse il sere di Ravenswood.
Il Capitano era quanto bastava buon ingegnere, per avvedersi che il
fuoco s'era appiccato alle polveri. Quindi non meravigliò in udendo
lady Asthon annunziare in quel giorno medesimo la necessità in cui
trovavasi di accorciare il tempo che avea divisato di passare in
compagnia di lady Blenkensop, e di partire alla domane di buon mattino
con tutta quella sollecitudine che lo stato delle strade, e i riguardi
che dovea serbare viaggiando una sua pari, le avrebber permesso.
Infelice lord Cancelliere! Egli non pensava mai qual nembo rombasse in
lontananza, nè che questo nembo, spinto da un vento impetuoso, movesse
verso il suo castello, e fosse in atto già già di scoppiare. Lungi che
la ricordanza della sua amabile sposa gli si parasse, nemmen per poco,
alla mente, tutti i pensieri di lui erano assorti nella sospirata
visita del marchese di Athol. Arrivò finalmente il giorno in cui
questo alto personaggio doveva onorare di sua presenza il castello di
Ravenswood, ove tutto era in moto per ben riceverlo. Ser Guglielmo
correa di appartamento in appartamento per vedere se ogni cosa fosse
in ordine, entrava in colloquj, in cantina col cantiniere, in credenza
colla governante, e talvolta si avventurava persino a metter la testa
entro l'uscio della cucina, a rischio di buscarsi un rabbuffo dal
cuoco, che quanto abile, altrettanto era petulante, e capace perfino
di non badare ai suggerimenti della medesima lady Asthon.
Dopo essersi convinto co' proprj occhi che nulla mancava agli
apparecchi da farsi per ricevere degnamente il suo ospite, salì,
pregando Edgardo e Lucia ad accompagnarlo, sul terrazzo del suo
castello per esplorare l'istante dell'arrivo del Marchese. Questo
terrazzo, fiancheggiato da un grosso muro costrutto di grandi mattoni,
estendeasi sul fronte del castello, a pari del primo piano. La grande
porta centinata che mettea nel cortile, aprivasi per disotto, girando
a guisa di ponte levatoio; d'onde scorgevasi che i lôrdi di
Ravenswood, nel fabbricare quest'edifizio, aveano voluto in qualche
modo munirlo; ma che affidati nella possanza di cui godeano in allora,
non pensarono a farne propriamente una fortezza.
Nel pianerottolo, ove erasi trasportato il lord Cancelliere in
compagnia di Edgardo e della figlia, vedeasi una prospettiva non meno
bella che estesa; ma la particolarità più importante per la nostra
storia si è, che di là si scoprivano due strade, delle quali l'una
venendo da levante, l'altra da ponente, si avvicinavano a mano a mano,
tanto, che si congiungevano al pendio d'una collina, collocata
rimpetto all'eminenza ove torreggiava il castello, e a poca distanza
dal viale che vi conducea. Dalla strada di ponente dovea arrivare il
Marchese, onde a quella volta tutti aveano fisi gli sguardi; il
Cancelliere, per un effetto d'irrequieta impazienza, la figlia per
sommissione ai desiderj del padre, e per compiacenza Ravenswood, che
però, al vedere quel ridicolo orgasmo di lord Asthon, frenava a stento
i moti di uno sprezzante disdegno.
Non aspettarono lungo tempo. Due lacchè vestiti di bianco, coperti di
cappello nero la testa, e portando in mano lunghi bastoni, venivano a
capo di quel corteggio, con tanta agilità che non parea facessero
veruna fatica nel mantenersi ad una convenevole distanza dal cocchio e
dagli uomini a cavallo che lo scortavano, e si sarebbe detto
sfidassero alla corsa i corridori che li seguivano. Trovansi nelle
antiche commedie allusioni frequenti a questi lacchè; e alcuni vecchi
scozzesi possono ricordarsi d'averne veduti, siccome parte integrante
del corteggio dei Grandi quando viaggiavano in cerimonia[9]. Dietro a
queste abbaglianti meteore che correano qual se l'angelo delle
vendette gli avesse inseguiti; vedeasi una nuvola di polvere sollevata
dai sergenti a cavallo che precedevano, accompagnavano e venivan dopo
il cocchio del Marchese.
[9] Col beneplacito del mio ostiere, non fa d'uopo essere tanto
vecchio per ricordarsi di questo fatto. Ho veduto co' miei
proprj occhi, che mi servono ancora assai bene, uno di questi
lacchè precedere la carrozza da gala di John, conte di Hopeton,
padre dell'attuale conte Carlo, quando marciava in tutta
formalità; e rispetto a questo personaggio potea dirsi che la
fama facea le veci di lacchè.