CAPITOLO VII.

Commercio dei filtrati dolci.

Il commercio dei filtrati dolci esercita una notevole e benefica

influenza su l'andamento generale del commercio vinario nelle regioni

dove l'industria dei filtrati è estesa, specialmente in Puglia, nel

Napoletano e nelle Romagne. Infatti è desso che comincia a richiamare

nel mezzogiorno i commercianti e gli osti dell'alta Italia, e le

prime contrattazioni di filtrati aprono l'adito al gran movimento dei

mercati vinicoli meridionali. Il commerciante non lesina tanto nello

acquisto delle partite di uva o di mosti grezzi da destinarsi alla

filtrazione, _quando la roba è buona_, come dicesi in pratica, cosicchè

i prezzi dei filtrati, che sono sempre bene, regolano, su molte piazzo

anche i prezzi delle uve comuni e dei mosti-vini, di cui aumentano le

contrattazioni.

Nelle Puglie, specie a Barletta, chiamano oggi con la parola di gergo

_giargianese_ qualunque forestiere che vi si rechi per fare acquisti

di uve, mosto o vino. Basta che qualcuno di questi _giargianesi_

cominci a vedersi allo approssimarsi della vendemmia per fare il suo

vagone di filtrato, in un mercato della Puglia, che i mediatori, o

gli speculatori, si mettono in movimento e la gara degli acquisti

incomincia subito, accompagnata da un certo rialzo nei prezzi. Queste

prime avvisaglie, diremo così, della campagna vinicola pugliese, che

per l'enorme traffico cui dà luogo non ha uguale riscontro in nessun

altro paese del mondo, sogliono verificarsi nella provincia di Lecce.

Verso la fine del mese di agosto, o nei primi giorni di settembre, si

vedono nel porto di Gallipoli ancorati i bastimenti a vela carichi di

fusti vuoti. Appartengono a commercianti od osti della riviera ligure,

che scendono giù, fittano per loro conto gli stabilimenti locali,

provvisti di materiale per la vinificazione e incominciano i lavori

di filtrazione, acquistando per lo più uve o mosti del territorio di

Gallipoli e dei paesi circonvicini.

A Gallipoli viene immediatamente dietro Brindisi per la campagna dei

filtrati, arrivandosi talvolta per la impazienza degli acquirenti a

vendemmiare le uve non perfettamente mature.

A Brindisi, a Gallipoli, a Nardò, Squinzano, Novoli, Taranto,

ecc., numerosi stabilimenti pubblici e privati vengono adibiti alla

preparazione dei filtrati, con un lavoro febbrile, incessante, di

giorno e di notte, perchè preme ai commissionarï di soddisfare gli

impegni contratti prima che si inizi la vendemmia nel barlettano, col

sopraggiungere del mese di ottobre, dove poi molti si recano coi loro

filtri per lavorare a conto di terzi o dei proprii clienti dell'alta

Italia.

I filtrati di Barletta chiudono la campagna, verso la seconda

quindicina di ottobre, e la chiudono quasi sempre con successo, perchè

nelle annate normali sono prodotti fini, destinati a correttivo di

lusso o all'onore della bottiglia, e vengono pagati bene, a prezzi più

che remuneratori, con immediata soddisfazione economica dei produttori.

Il commercio dei filtrati nel mezzogiorno viene esercitato dalle ditte

o dai commissionari che posseggono sul luogo locali e materiale adatti,

spesso anche direttamente dagli osti del nord, che, mediante contratti

anticipati, impegnano, per loro conto, gli stabilimenti di qualche

privato; di rado se ne occupano gli stessi produttori del luogo,

ammenochè non siano produttori e commercianti ad un tempo.

In Puglia, per quanto ci è noto, conosciamo un solo proprietario

intelligente e solerte, il sig. Francesco De Bellis di Taranto, che

nella sua cantina lavora la maggior parte delle uve di sua produzione

per preparare filtrati dolci, bianchi e rossi e che vende poi, durante

l'inverno, ad alcuni clienti fissi dell'Italia settentrionale.

Certamente non è agevole cosa il conservare nelle cantine pugliesi,

sia pure durante la sola stagione invernale, i filtrati dolci, ma non

può dirsi che sia impossibile, specialmente per chi dispone di locali

freschi.

Non sono rari, difatto, quei commercianti che tengono in Puglia

qualche avanzo di filtrato e anche delle partite intiere, a scopo di

speculazione.

L'esito dei filtrati è più facile e più conveniente, dal lato

economico, di quello del vino; sarebbe perciò opportuno che una parte

maggiore della produzione in uve venisse trasformata in filtrati

dolci che andrebbero, senza dubbio, ad accrescere, a vendemmia finita,

l'esportazione nell'interno del regno, dei prodotti genuini dei vigneti

meridionali.

Le contrattazioni dei filtrati, durante il periodo della vendemmia,

di solito si fanno senza garanzia del titolo zuccherino, però questa

pretesa da parte degli acquirenti comincia ad affacciarsi, specialmente

pei filtrati bianchi. Le ditte solide, di nome conosciuto, che

lavorano anche con Case importanti del nord, dànno, come già dicemmo,

per garanzia la propria marca, la quale serve di base nei contratti

subordinatamente alle condizioni dell'annata.

La mancanza di criterï precisi, per quanto riguarda i caratteri

chimici del filtrato, nelle contrattazioni, dipende più che altro,

dalla poca o nessuna conoscenza che tuttora si ha relativamente alla

composizione dei filtrati di ogni plaga viticola ove si producono.

Non avviene lo stesso pei vini da taglio, che oggi si contrattano

a base di alcool sino al decimo, e dell'estratto secco. Inoltre il

commercio dei filtrati, per quanto abbia avuto in questi ultimi anni

un impulso notevole, si può dire che sia ancora bambino; fra qualche

anno ancora forse adotterà norme più concrete e più esatte nei rapporti

fra produttore o industriale e acquirente. Saranno allora evitate

quelle numerose lagnanze e contestazioni che spesso noi abbiamo dovuto

comporre per difetti preesistenti nelle modalità dei contratti, o per

impegni assunti che non era possibile mantenere alla stregua dei fatti.

Le contrattazioni in base al campione sono possibili soltanto tra

luoghi vicini, o sul posto. Per siti lontani non conviene l'invio del

campione e l'attesa della risposta, ammenochè non si avessero i mezzi

opportuni e la sicurezza di conservazione della massa da vendere. I

contratti lontani si fanno perciò a base della densità, all'areometro

Beaumé, o sull'indicazione, un po' lata, del mostimetro, quando

il compratore non voglia affidarsi completamente alla fiducia del

fornitore.

Sul posto serve di norma l'assaggio organolettico, accompagnato,

qualche volta, dal dato gleucometrico, o, raramente, dal certificato di

analisi di un istituto chimico.

*

* *

_Prezzi delle materie prime e dei filtrati._ — Le uve acquistate

espressamente per la preparazione dei filtrati dolci si pagano una

a due lire in più, a quintale, sui prezzi correnti, perchè vengono

preferite le qualità scelte dei vigneti vecchi, o adulti, e di contrade

asciutte, molto rinomate.

I mosti grezzi dolci, per la filtrazione, si acquistano quasi ovunque

a volume, adottandosi l'ettolitro in alcuni paesi, la _soma_ in altri,

specie nelle Puglie, ove la misurazione si fa ancora con la vecchia

_quartara_ di dieci litri, o col vero decalitro bollato. — Per il vino

si adopera anche il barile da 50 litri.

La _soma_ o _salma_ varia da comune a comune nelle tre provincie di

Bari, Foggia e Lecce; stimiamo perciò utile riportare qui sotto i dati

di ragguaglio pei principali mercati pugliesi:

PROVINCIE Soma di litri

mosto vino

=Provincia di Bari=

Altamura 186 175

Acquaviva delle Fonti 186 175

Andria 186 175

Barletta 205 175

Bisceglie 186 175

Canosa 186 175

Canneto 186 175

Cassano Murge 186 175

Corato 200 186

Gioia del Colle 187 175

Grumo Appula 186 175

Locorotondo 143 132

Molfetta 186 175

Montrone 186 175

Palo del Colle 186 175

Ruvo di Puglia 186 175

Terlizzi 186 175

Taritto 186 175

Trani 186 175

=Provincia di Foggia=

Cerignola 186 175

Foggia 198 175

Lucera 142 118

Margherita di Savoia 205 175

Ortanova 186 175

San Ferdinando 205 175

Sansevero 100 100

Trinitapoli 212 175

=Provincia di Lecce=

Alezio 189 175

Brindisi quintale quintale

Fagiano 140 a 142 132

Gallipoli 189 175

Leporano 140 a 142 132

Martina Franca 140 a 142 132

Matino 186,40 175

Nardò 187 175

Parabita 186,40 175

Pulsano 140 a 142 132

Taranto 132 120

Tuglie 189 175

Altri comuni 175 a 190 175

La consegna del filtrato, a differenza del mosto grezzo, si fa sempre,

sugli stessi mercati della Puglia e nelle altre regioni d'Italia,

a quintale, al luogo di produzione o di spedizione. Questo uso

generale giova molto al commercio, sia per la facilità dei calcoli

e del conteggio, sia per l'unicità di criterio e la speditezza nelle

pesature.

Sarebbe desiderabile che anche il vino fosse contrattato in commercio

in base al peso netto, anzichè sul volume.

La relazione che passa tra il _volume_ del mosto grezzo e il _peso_

del filtrato varia a seconda la densità del mosto e la proporzione

dei residui fecciosi che trattiene il filtro. Pei mosti di Barletta,

che sono i più densi, noi abbiamo ottenuto in varie prove condotte

con tutta esattezza, una differenza media del 10 %; ossia 110 kg. di

filtrato limpido da 100 litri di mosto grezzo, fermentato in parte.

In pratica ai noleggiatori di filtri o ai proprietarï di filtrerie

industriali, converrebbe filtrare il mosto per conto di terzi, senza

pattuire compenso alcuno in denaro, ma riceversi semplicemente il mosto

grezzo a volume e consegnare una eguale quantità in peso di filtrato.

Di queste convenzioni se ne sono fatte qualche volta, ma non si sono

estese, perchè il margine del guadagno per chi filtra supera la spesa

strettamente necessaria alla filtrazione, tra fitto di apparecchi,

mano d'opera, ecc., sopratutto quando si tratta di mosti fini, i cui

filtrati si pagano dalle 30 alle 35 lire l'ettolitro.

I commissionarï, i mediatori e i sensali che preparano i filtrati per

conto dei loro clienti, presentano, a lavoro finito, la nota delle

spese di filtrazione effettivamente sostenute, ovvero computano, previo

accordo, un compenso che varia dai 50 centesimi a una lira al quintale,

oltre i diritti di mediazione, identici a quelli che si usano nelle

contrattazioni del mosto-vino.

I prezzi dei filtrati sono sempre alquanto superiori ai prezzi

del mosto-vino e della materia prima, anzitutto perchè i

filtrati provengono dai mosti più fini, fermentati solo in parte,

secondariamente perchè sono gravati delle spese di preparazione,

sfrido, calo, ecc. Per dare una idea esatta dei prezzi dei filtrati,

in relazione a quelli della materia prima, riportiamo qui sotto alcune

mercuriali che dobbiamo alla cortesia del sig. Giuseppe Mulazzi, della

ditta L. Mulazzi e figlio di Barletta. Queste mercuriali rispecchiano

con fedeltà l'andamento del mercato dei filtrati a Barletta nella

ultima campagna vinicola.

_Prezzi dei mosti grezzi e dei filtrati a Barletta nella vendemmia

1900._

| Mosti grezzi | |

| (per soma di litri 205) | Filtrati |

|———————————————————————————| per |

DATA | fini |mercantili | doppio ettol.|

|—————————————|—————————————|——————————————| Osservazioni

| mass.| min. | mass.| min. | mass. | min. |

1900 | lire | lire | lire | lire | lire | lire |

——————————————————————————————————————————————————————————————————————

Ottobre| 4| — | — | — | — | 49 | 40 |I filtrati

| | | | | | | | riescono amari,

| | | | | | | | tondi

» | 5| 43 | 40 | — | — | 51 | 42 | Id. id.

» | 6| 44 | 38 | — | — | 52 | 42 | Id. id.

» | 7| 44 | 42 | — | — | 60 | 44 |I filtrati

| | | | | | | | riescono dolci

» | 8| 45 | 43 | — | — | 60 | 46 | Id. id.

» | 9| 46 | 44 | — | — | 60 | 50 | Id. id.

» |10| 48 | 42 | — | — | 62 | 48 | Id. id. e fini

» |11| 45 | 41 | — | — | 50 | — |I filtrati come

| | | | | | | | sopra, i grezzi

| | | | | | | | ottimi

» |12| 46 | 41 | 38 | 35 | 55 | 50 |I filtrati idem,

| | | | | | | | grezzi fini come

| | | | | | | | sopra, i

| | | | | | | | mercantili

| | | | | | | | discreti

» |13| 46 | 44 | 35 | — | 56 | 54 |Immuni da

| | | | | | | | peronospora

» |14| 47 | 44 | 35 | 32 | 58 | 52 | Id. id.

» |15| 47 | 42 | 39 | 32 | 50 | — | Id. id.

» |16| — | — | 36 | 30 | — | — | Id. id.

» |17| — | — | 37 | 31 | 68 | 52 |Filtrati

| | | | | | | | impareggiabili

Il maggior valore dei filtrati rispetto a quello dei mosti grezzi, come

si scorge dal listino sopra riportato, è di 6 a 10 lire per soma di

mosto, ossia di 3 a 5 lire per ettolitro. Tale differenza si riscontra

a un dipresso su tutti gli altri mercati della Puglia.

Il prof. Casoria afferma che i prezzi dei lambiccati a Torre del Greco,

erano altissimi un quindicennio addietro, indi, con la rottura del

trattato di commercio colla Francia, discesero alla metà circa.

Oggi ai lambiccati fanno seria concorrenza i filtrati pugliesi, per

cui la produzione di quelli alle falde del Vesuvio si è ridotta del

cinquanta per cento.

I prezzi dei filtrati di Barletta sono i più alti per la loro

eccezionale ricchezza zuccherina; in provincia di Lecce costano da 1/4

a 1/3 di meno, a seconda le qualità.

Non in tutti i paesi vinicoli della Puglia si producono o si preparano

filtrati richiesti dal gran commercio; i centri accreditati sin ora

per questa speciale produzione sono, in provincia di Bari, i comuni

di Barletta, Andria, Canosa, Trani, Bisceglie, Molfetta pei filtrati

rossi, Castellana, Conversano, Cisternino e Locorotondo pei bianchi; in

provincia di Lecce i comuni di Brindisi, Mesagne, Novoli, Squinzano,

Nardò, Gallipoli e Taranto pei rossi, San Vito de' Normanni, Martina

Franca pei bianchi: in provincia di Foggia Trinitapoli, Cerignola

e San Ferdinando pei filtrati rossi, San Severo potrebbe dare

eccellenti filtrati bianchi, ma non ne produce affatto, trovando esito

rimuneratore il vino sui mercati Austro-Ungarici per effetto della

clausola di favore doganale.

Altri centri di produzione di filtrati in Italia sono, come facemmo

rilevare nel Cap. I. i paesi posti alle falde del Vesuvio sopratutto

Torre del Greco, e varii comuni delle Romagne, specialmente in

provincia di Ravenna. Ma si potrebbero produrre filtrati in tante altre

plaghe vinicole, se fossero ben conosciuti i metodi di preparazione.

I due mercati italiani più importanti per le contrattazioni dei

filtrati dolci del mezzogiorno sono Venezia e Genova. Una enorme

quantità di filtrati affluisce nelle annate normali a Venezia da

Brindisi, per via di mare. Sono alcune ditte pugliesi e qualche grosso

commerciante settentrionale che li preparano o li acquistano sui luoghi

di produzione e li trasportano a Venezia per la rivendita all'ingrosso.

Nella piazza marittima di Venezia è costruito un capannone sotto il

quale, mediante un binario Decauville, vengono accatastati migliaia

di fusti di filtrati che arrivano tutti i giorni, durante i mesi di

settembre e ottobre, dalle Puglie, e tutti i giorni se ne vendono

agli osti veneti, lombardi, emiliani, che accorrono ivi a fare i loro

acquisti.

I principali grossisti che vendono sul mercato veneziano sono i

fratelli Guadalupi e il sig. De Torti di Brindisi, il cav. Maurelio

Bassi di Padova, il sig. Macerata ed altri.

Al porto di Genova si riversa invece la gran massa dei filtrati

gallipolini che incontrano meglio il favore degli osti e degli

esportatori della Liguria e del Piemonte.

I velieri che partono da Gallipoli carichi di filtrati, o di mosti

sfecciati con una sola filtrazione rapida, toccano specialmente

Viareggio, Spezia ed altri paesi marittimi della Riviera di ponente,

dove vendono a piccole partite una parte del carico, indi vanno a

finire a Genova, dove presso a poco si fa quello che abbiamo notato per

Venezia.

Le contrattazioni dei filtrati dolci, in questi due grandi mercati dei

due mari italiani procedono con meravigliosa sollecitudine, mediante

il semplice assaggio organolettico, fusto per fusto, raramente aiutato

dall'indicazione del gleucometro o del grado alcoolico. Il pagamento

delle partite vendute si esige a pronti contanti dagli acquirenti

non conosciuti, alla clientela accreditata si accorda di solito una

dilazione di qualche mese.

Quando la vendita non ha luogo entro pochi giorni, il filtrato

si estrae dal deposito per evitare la fermentazione e si inoltra

nell'interno del continente per la conservazione in cantine fresche.

Ecco ora un elenco dei principali produttori e commercianti di filtrati

dolci in Italia:

_Provincia di Lecce._ — 1 Consiglio e Foscarini, Gallipoli; 2 Dr.

Emanuele Consiglio, id.: 3 Edoardo Fiorentino, id.; 4 Brunelli e Gatti,

id.; 5 Fratelli Pepe, id.; 6 Le Marchan et Picot, Squinzano; 7 Vedova

Spacciante, id.; 8 Luigi De Blasi, id.; 9 Nicola Papa, id.; 10 Fratelli

Folonari di Brescia, id.; 11 P. e V. Fratelli Antoniazzi, Nardò; 12

Carlo Arisi, Alezio; 13 Giovanni Stefanelli, Brindisi; 14 Gaston Giran,

id.: 15 Fratelli Guadalupi, id.; 16 De Torti, id.; 17 Società Vinicola

Brindisina, id.; 18 Francesco De Bellis, Taranto; 19 Aniceto Murri,

Mesagne; 20 Guglielmi De Vito e C., Martina Franca; 21 Principe di

Frasso Dentice, S. Vito dei Normanni.

_Provincia di Bari._ — 23 cav. Giuseppe De Bellis di S., Castellana;

24 Fratelli Mastromattei, Castellana; 25 Pietro Liguori, Cisternino;

26 cav. Angelo Agrusti, Alberobello; 27 Vito Balacco, Molfetta; 28

Maurizio Annese, id.; 29 Gambardella e Durazzini; id.; 30 Antonio

Pasquale fu M. Bisceglie; 31 Giuseppe Logoluso, id.; 32 Fratelli

Fabiano, Trani; 33 Pantaleo Fabiano, id.; 34 Fehr e Senn, id.; 35

Felice Ragno e figli, id.; 36 Francesco Piccapane, Barletta; 37

Pasquale Fusco, id.; 38 Biagio Palmieri, id.; 39 Giulio Ferrario, id.;

40 Luigi Mulazzi e figlio, id.; 41 Fratelli Straniero, id.; 42 Michele

Borgia, id.; 43 Nicola Borgia, id.; 44 Michele Del Vecchio e figli,

id.; 45 Giuseppe e Matteo Del Vecchio, id.; 46 Alfonso Laurora, id.:

47 Giuseppe Laurora, id.; 48 Fratelli d'Amato, id.; 49 Riccardo Fuzio,

Andria; 50 Società Vinicola produttrice, Corato; 51 Barone di Faivano,

id.; 52 Vincenzo Casalino, id.; 53 Fratelli Lembo, Canosa.

_Provincia di Foggia._ — 54 Domenico Palmieri, Trinitapoli; 55 Perego

e Ausenda di Treviglio, id.; 56 Vincenzo Comitangelo, Margherita di

Savoia; 57 Pavoncelli, Cerignola; Duca de La Rochefoucauld, id.; 59 F.

Tannoia, id.

_Provincia di Napoli._ — 60 Francesco Colantuono, Torre del Greco; 61

Savarese, id.; 62 Attanasio, id.; 63 Francesco Scudieri, Ottaviano; 64

Fratelli Scudieri, id.: 65 Fratelli Cola, id.; 66 Raffaele Saggese,

id.; 67 Francesco Giordano, id.; 68 Pasquale Bifulco, Tersigno; 69

Carmine Giuseppe Bifulco, id.; 70 Prisco Contaldi, id.; 71 Minichini

Luigi, id.; 72 Giuseppe Giordano, id.

_Provincia di Ravenna._ — 73 Giulio Ponzi, Bagnacavallo; 74 Vincenzo

Ruvaghi, id.; 75 Giuseppe Argnani, id.; 76 Montanari, id.; 77 Fratelli

Longhi di Milano, Lugo e Bagnacavallo; 78 Adamo Dondena di Milano, id.;

79 Bassano Ferrari di Lodi, id.; 80 Fratelli Ferrari di Soresina, id.;

81 Ditta Nobili di Milano, id.; 82 Clemente Ciarli di Modena, id.: 83

Bini di Bologna; 84 F. Valli e figlio, Lugo, ecc.

Oltre ai nomi succitati ci sono molti commercianti di vini delle altre

regioni italiane che pure si occupano del commercio dei filtrati,

come la ditta Maurelio Bassi di Padova che fa un lavoro fortissimo su

Venezia, Valerio Bruno e Comp. di Milano, i Fratelli Lucchini pure di

Milano, ecc.

*

* *

_Dazî doganali sul filtrato in alcuni Stati esteri._ — Come nei

trasporti, così nel regime doganale il filtrato viene considerato come

mosto se non supera un certo grado di alcool. Coi trattati vigenti sino

al 1903 con le nazioni centrali esso paga le seguenti tariffe:

_Germania._ — Marchi 10 per quintale lordo, sotto riscontro e dopo

eseguito il taglio. Deve avere un minimo di 28 grammi di residuo di

estratto e almeno 12% tra alcool prodotto e quello a prodursi dallo

zucchero indecomposto.

Il filtrato in Germania va come mosto di vino rosso da taglio, i

filtrati bianchi sono esclusi.

_Austria-Ungheria._ — I filtrati non entrano in questo impero a tassa

ridotta; pagano quindi la tariffa generale di 20 fiorini per quintale

lordo.

_Svizzera._ — Pagano come il mosto, franchi 5 per quintale.

_Francia._ — In virtù della legge 1º febbraio 1899 e del decreto 21

novembre 1898, i filtrati possono entrare in Francia, sotto la voce di

mosto fresco, a fermentazione incipiente, sino a 6% di alcool e a un

massimo zuccherino di 12° Beaumé, con franchi 12 di dazio; da 12 a 20°

Beaumè pagano come sciroppo. Con oltre il 6% di alcool vengono tassati

come vino.

I filtrati dolci Monografia della filtrazione dei mosti e della preparazione dei cosidetti "filtrati dolci" e "lambiccati". · 第 17 / 23 题