Commercio dei filtrati dolci.
Il commercio dei filtrati dolci esercita una notevole e benefica
influenza su l'andamento generale del commercio vinario nelle regioni
dove l'industria dei filtrati è estesa, specialmente in Puglia, nel
Napoletano e nelle Romagne. Infatti è desso che comincia a richiamare
nel mezzogiorno i commercianti e gli osti dell'alta Italia, e le
prime contrattazioni di filtrati aprono l'adito al gran movimento dei
mercati vinicoli meridionali. Il commerciante non lesina tanto nello
acquisto delle partite di uva o di mosti grezzi da destinarsi alla
filtrazione, _quando la roba è buona_, come dicesi in pratica, cosicchè
i prezzi dei filtrati, che sono sempre bene, regolano, su molte piazzo
anche i prezzi delle uve comuni e dei mosti-vini, di cui aumentano le
contrattazioni.
Nelle Puglie, specie a Barletta, chiamano oggi con la parola di gergo
_giargianese_ qualunque forestiere che vi si rechi per fare acquisti
di uve, mosto o vino. Basta che qualcuno di questi _giargianesi_
cominci a vedersi allo approssimarsi della vendemmia per fare il suo
vagone di filtrato, in un mercato della Puglia, che i mediatori, o
gli speculatori, si mettono in movimento e la gara degli acquisti
incomincia subito, accompagnata da un certo rialzo nei prezzi. Queste
prime avvisaglie, diremo così, della campagna vinicola pugliese, che
per l'enorme traffico cui dà luogo non ha uguale riscontro in nessun
altro paese del mondo, sogliono verificarsi nella provincia di Lecce.
Verso la fine del mese di agosto, o nei primi giorni di settembre, si
vedono nel porto di Gallipoli ancorati i bastimenti a vela carichi di
fusti vuoti. Appartengono a commercianti od osti della riviera ligure,
che scendono giù, fittano per loro conto gli stabilimenti locali,
provvisti di materiale per la vinificazione e incominciano i lavori
di filtrazione, acquistando per lo più uve o mosti del territorio di
Gallipoli e dei paesi circonvicini.
A Gallipoli viene immediatamente dietro Brindisi per la campagna dei
filtrati, arrivandosi talvolta per la impazienza degli acquirenti a
vendemmiare le uve non perfettamente mature.
A Brindisi, a Gallipoli, a Nardò, Squinzano, Novoli, Taranto,
ecc., numerosi stabilimenti pubblici e privati vengono adibiti alla
preparazione dei filtrati, con un lavoro febbrile, incessante, di
giorno e di notte, perchè preme ai commissionarï di soddisfare gli
impegni contratti prima che si inizi la vendemmia nel barlettano, col
sopraggiungere del mese di ottobre, dove poi molti si recano coi loro
filtri per lavorare a conto di terzi o dei proprii clienti dell'alta
Italia.
I filtrati di Barletta chiudono la campagna, verso la seconda
quindicina di ottobre, e la chiudono quasi sempre con successo, perchè
nelle annate normali sono prodotti fini, destinati a correttivo di
lusso o all'onore della bottiglia, e vengono pagati bene, a prezzi più
che remuneratori, con immediata soddisfazione economica dei produttori.
Il commercio dei filtrati nel mezzogiorno viene esercitato dalle ditte
o dai commissionari che posseggono sul luogo locali e materiale adatti,
spesso anche direttamente dagli osti del nord, che, mediante contratti
anticipati, impegnano, per loro conto, gli stabilimenti di qualche
privato; di rado se ne occupano gli stessi produttori del luogo,
ammenochè non siano produttori e commercianti ad un tempo.
In Puglia, per quanto ci è noto, conosciamo un solo proprietario
intelligente e solerte, il sig. Francesco De Bellis di Taranto, che
nella sua cantina lavora la maggior parte delle uve di sua produzione
per preparare filtrati dolci, bianchi e rossi e che vende poi, durante
l'inverno, ad alcuni clienti fissi dell'Italia settentrionale.
Certamente non è agevole cosa il conservare nelle cantine pugliesi,
sia pure durante la sola stagione invernale, i filtrati dolci, ma non
può dirsi che sia impossibile, specialmente per chi dispone di locali
freschi.
Non sono rari, difatto, quei commercianti che tengono in Puglia
qualche avanzo di filtrato e anche delle partite intiere, a scopo di
speculazione.
L'esito dei filtrati è più facile e più conveniente, dal lato
economico, di quello del vino; sarebbe perciò opportuno che una parte
maggiore della produzione in uve venisse trasformata in filtrati
dolci che andrebbero, senza dubbio, ad accrescere, a vendemmia finita,
l'esportazione nell'interno del regno, dei prodotti genuini dei vigneti
meridionali.
Le contrattazioni dei filtrati, durante il periodo della vendemmia,
di solito si fanno senza garanzia del titolo zuccherino, però questa
pretesa da parte degli acquirenti comincia ad affacciarsi, specialmente
pei filtrati bianchi. Le ditte solide, di nome conosciuto, che
lavorano anche con Case importanti del nord, dànno, come già dicemmo,
per garanzia la propria marca, la quale serve di base nei contratti
subordinatamente alle condizioni dell'annata.
La mancanza di criterï precisi, per quanto riguarda i caratteri
chimici del filtrato, nelle contrattazioni, dipende più che altro,
dalla poca o nessuna conoscenza che tuttora si ha relativamente alla
composizione dei filtrati di ogni plaga viticola ove si producono.
Non avviene lo stesso pei vini da taglio, che oggi si contrattano
a base di alcool sino al decimo, e dell'estratto secco. Inoltre il
commercio dei filtrati, per quanto abbia avuto in questi ultimi anni
un impulso notevole, si può dire che sia ancora bambino; fra qualche
anno ancora forse adotterà norme più concrete e più esatte nei rapporti
fra produttore o industriale e acquirente. Saranno allora evitate
quelle numerose lagnanze e contestazioni che spesso noi abbiamo dovuto
comporre per difetti preesistenti nelle modalità dei contratti, o per
impegni assunti che non era possibile mantenere alla stregua dei fatti.
Le contrattazioni in base al campione sono possibili soltanto tra
luoghi vicini, o sul posto. Per siti lontani non conviene l'invio del
campione e l'attesa della risposta, ammenochè non si avessero i mezzi
opportuni e la sicurezza di conservazione della massa da vendere. I
contratti lontani si fanno perciò a base della densità, all'areometro
Beaumé, o sull'indicazione, un po' lata, del mostimetro, quando
il compratore non voglia affidarsi completamente alla fiducia del
fornitore.
Sul posto serve di norma l'assaggio organolettico, accompagnato,
qualche volta, dal dato gleucometrico, o, raramente, dal certificato di
analisi di un istituto chimico.
*
* *
_Prezzi delle materie prime e dei filtrati._ — Le uve acquistate
espressamente per la preparazione dei filtrati dolci si pagano una
a due lire in più, a quintale, sui prezzi correnti, perchè vengono
preferite le qualità scelte dei vigneti vecchi, o adulti, e di contrade
asciutte, molto rinomate.
I mosti grezzi dolci, per la filtrazione, si acquistano quasi ovunque
a volume, adottandosi l'ettolitro in alcuni paesi, la _soma_ in altri,
specie nelle Puglie, ove la misurazione si fa ancora con la vecchia
_quartara_ di dieci litri, o col vero decalitro bollato. — Per il vino
si adopera anche il barile da 50 litri.
La _soma_ o _salma_ varia da comune a comune nelle tre provincie di
Bari, Foggia e Lecce; stimiamo perciò utile riportare qui sotto i dati
di ragguaglio pei principali mercati pugliesi:
PROVINCIE Soma di litri
mosto vino
=Provincia di Bari=
Altamura 186 175
Acquaviva delle Fonti 186 175
Andria 186 175
Barletta 205 175
Bisceglie 186 175
Canosa 186 175
Canneto 186 175
Cassano Murge 186 175
Corato 200 186
Gioia del Colle 187 175
Grumo Appula 186 175
Locorotondo 143 132
Molfetta 186 175
Montrone 186 175
Palo del Colle 186 175
Ruvo di Puglia 186 175
Terlizzi 186 175
Taritto 186 175
Trani 186 175
=Provincia di Foggia=
Cerignola 186 175
Foggia 198 175
Lucera 142 118
Margherita di Savoia 205 175
Ortanova 186 175
San Ferdinando 205 175
Sansevero 100 100
Trinitapoli 212 175
=Provincia di Lecce=
Alezio 189 175
Brindisi quintale quintale
Fagiano 140 a 142 132
Gallipoli 189 175
Leporano 140 a 142 132
Martina Franca 140 a 142 132
Matino 186,40 175
Nardò 187 175
Parabita 186,40 175
Pulsano 140 a 142 132
Taranto 132 120
Tuglie 189 175
Altri comuni 175 a 190 175
La consegna del filtrato, a differenza del mosto grezzo, si fa sempre,
sugli stessi mercati della Puglia e nelle altre regioni d'Italia,
a quintale, al luogo di produzione o di spedizione. Questo uso
generale giova molto al commercio, sia per la facilità dei calcoli
e del conteggio, sia per l'unicità di criterio e la speditezza nelle
pesature.
Sarebbe desiderabile che anche il vino fosse contrattato in commercio
in base al peso netto, anzichè sul volume.
La relazione che passa tra il _volume_ del mosto grezzo e il _peso_
del filtrato varia a seconda la densità del mosto e la proporzione
dei residui fecciosi che trattiene il filtro. Pei mosti di Barletta,
che sono i più densi, noi abbiamo ottenuto in varie prove condotte
con tutta esattezza, una differenza media del 10 %; ossia 110 kg. di
filtrato limpido da 100 litri di mosto grezzo, fermentato in parte.
In pratica ai noleggiatori di filtri o ai proprietarï di filtrerie
industriali, converrebbe filtrare il mosto per conto di terzi, senza
pattuire compenso alcuno in denaro, ma riceversi semplicemente il mosto
grezzo a volume e consegnare una eguale quantità in peso di filtrato.
Di queste convenzioni se ne sono fatte qualche volta, ma non si sono
estese, perchè il margine del guadagno per chi filtra supera la spesa
strettamente necessaria alla filtrazione, tra fitto di apparecchi,
mano d'opera, ecc., sopratutto quando si tratta di mosti fini, i cui
filtrati si pagano dalle 30 alle 35 lire l'ettolitro.
I commissionarï, i mediatori e i sensali che preparano i filtrati per
conto dei loro clienti, presentano, a lavoro finito, la nota delle
spese di filtrazione effettivamente sostenute, ovvero computano, previo
accordo, un compenso che varia dai 50 centesimi a una lira al quintale,
oltre i diritti di mediazione, identici a quelli che si usano nelle
contrattazioni del mosto-vino.
I prezzi dei filtrati sono sempre alquanto superiori ai prezzi
del mosto-vino e della materia prima, anzitutto perchè i
filtrati provengono dai mosti più fini, fermentati solo in parte,
secondariamente perchè sono gravati delle spese di preparazione,
sfrido, calo, ecc. Per dare una idea esatta dei prezzi dei filtrati,
in relazione a quelli della materia prima, riportiamo qui sotto alcune
mercuriali che dobbiamo alla cortesia del sig. Giuseppe Mulazzi, della
ditta L. Mulazzi e figlio di Barletta. Queste mercuriali rispecchiano
con fedeltà l'andamento del mercato dei filtrati a Barletta nella
ultima campagna vinicola.
_Prezzi dei mosti grezzi e dei filtrati a Barletta nella vendemmia
1900._
| Mosti grezzi | |
| (per soma di litri 205) | Filtrati |
|———————————————————————————| per |
DATA | fini |mercantili | doppio ettol.|
|—————————————|—————————————|——————————————| Osservazioni
| mass.| min. | mass.| min. | mass. | min. |
1900 | lire | lire | lire | lire | lire | lire |
——————————————————————————————————————————————————————————————————————
Ottobre| 4| — | — | — | — | 49 | 40 |I filtrati
| | | | | | | | riescono amari,
| | | | | | | | tondi
» | 5| 43 | 40 | — | — | 51 | 42 | Id. id.
» | 6| 44 | 38 | — | — | 52 | 42 | Id. id.
» | 7| 44 | 42 | — | — | 60 | 44 |I filtrati
| | | | | | | | riescono dolci
» | 8| 45 | 43 | — | — | 60 | 46 | Id. id.
» | 9| 46 | 44 | — | — | 60 | 50 | Id. id.
» |10| 48 | 42 | — | — | 62 | 48 | Id. id. e fini
» |11| 45 | 41 | — | — | 50 | — |I filtrati come
| | | | | | | | sopra, i grezzi
| | | | | | | | ottimi
» |12| 46 | 41 | 38 | 35 | 55 | 50 |I filtrati idem,
| | | | | | | | grezzi fini come
| | | | | | | | sopra, i
| | | | | | | | mercantili
| | | | | | | | discreti
» |13| 46 | 44 | 35 | — | 56 | 54 |Immuni da
| | | | | | | | peronospora
» |14| 47 | 44 | 35 | 32 | 58 | 52 | Id. id.
» |15| 47 | 42 | 39 | 32 | 50 | — | Id. id.
» |16| — | — | 36 | 30 | — | — | Id. id.
» |17| — | — | 37 | 31 | 68 | 52 |Filtrati
| | | | | | | | impareggiabili
Il maggior valore dei filtrati rispetto a quello dei mosti grezzi, come
si scorge dal listino sopra riportato, è di 6 a 10 lire per soma di
mosto, ossia di 3 a 5 lire per ettolitro. Tale differenza si riscontra
a un dipresso su tutti gli altri mercati della Puglia.
Il prof. Casoria afferma che i prezzi dei lambiccati a Torre del Greco,
erano altissimi un quindicennio addietro, indi, con la rottura del
trattato di commercio colla Francia, discesero alla metà circa.
Oggi ai lambiccati fanno seria concorrenza i filtrati pugliesi, per
cui la produzione di quelli alle falde del Vesuvio si è ridotta del
cinquanta per cento.
I prezzi dei filtrati di Barletta sono i più alti per la loro
eccezionale ricchezza zuccherina; in provincia di Lecce costano da 1/4
a 1/3 di meno, a seconda le qualità.
Non in tutti i paesi vinicoli della Puglia si producono o si preparano
filtrati richiesti dal gran commercio; i centri accreditati sin ora
per questa speciale produzione sono, in provincia di Bari, i comuni
di Barletta, Andria, Canosa, Trani, Bisceglie, Molfetta pei filtrati
rossi, Castellana, Conversano, Cisternino e Locorotondo pei bianchi; in
provincia di Lecce i comuni di Brindisi, Mesagne, Novoli, Squinzano,
Nardò, Gallipoli e Taranto pei rossi, San Vito de' Normanni, Martina
Franca pei bianchi: in provincia di Foggia Trinitapoli, Cerignola
e San Ferdinando pei filtrati rossi, San Severo potrebbe dare
eccellenti filtrati bianchi, ma non ne produce affatto, trovando esito
rimuneratore il vino sui mercati Austro-Ungarici per effetto della
clausola di favore doganale.
Altri centri di produzione di filtrati in Italia sono, come facemmo
rilevare nel Cap. I. i paesi posti alle falde del Vesuvio sopratutto
Torre del Greco, e varii comuni delle Romagne, specialmente in
provincia di Ravenna. Ma si potrebbero produrre filtrati in tante altre
plaghe vinicole, se fossero ben conosciuti i metodi di preparazione.
I due mercati italiani più importanti per le contrattazioni dei
filtrati dolci del mezzogiorno sono Venezia e Genova. Una enorme
quantità di filtrati affluisce nelle annate normali a Venezia da
Brindisi, per via di mare. Sono alcune ditte pugliesi e qualche grosso
commerciante settentrionale che li preparano o li acquistano sui luoghi
di produzione e li trasportano a Venezia per la rivendita all'ingrosso.
Nella piazza marittima di Venezia è costruito un capannone sotto il
quale, mediante un binario Decauville, vengono accatastati migliaia
di fusti di filtrati che arrivano tutti i giorni, durante i mesi di
settembre e ottobre, dalle Puglie, e tutti i giorni se ne vendono
agli osti veneti, lombardi, emiliani, che accorrono ivi a fare i loro
acquisti.
I principali grossisti che vendono sul mercato veneziano sono i
fratelli Guadalupi e il sig. De Torti di Brindisi, il cav. Maurelio
Bassi di Padova, il sig. Macerata ed altri.
Al porto di Genova si riversa invece la gran massa dei filtrati
gallipolini che incontrano meglio il favore degli osti e degli
esportatori della Liguria e del Piemonte.
I velieri che partono da Gallipoli carichi di filtrati, o di mosti
sfecciati con una sola filtrazione rapida, toccano specialmente
Viareggio, Spezia ed altri paesi marittimi della Riviera di ponente,
dove vendono a piccole partite una parte del carico, indi vanno a
finire a Genova, dove presso a poco si fa quello che abbiamo notato per
Venezia.
Le contrattazioni dei filtrati dolci, in questi due grandi mercati dei
due mari italiani procedono con meravigliosa sollecitudine, mediante
il semplice assaggio organolettico, fusto per fusto, raramente aiutato
dall'indicazione del gleucometro o del grado alcoolico. Il pagamento
delle partite vendute si esige a pronti contanti dagli acquirenti
non conosciuti, alla clientela accreditata si accorda di solito una
dilazione di qualche mese.
Quando la vendita non ha luogo entro pochi giorni, il filtrato
si estrae dal deposito per evitare la fermentazione e si inoltra
nell'interno del continente per la conservazione in cantine fresche.
Ecco ora un elenco dei principali produttori e commercianti di filtrati
dolci in Italia:
_Provincia di Lecce._ — 1 Consiglio e Foscarini, Gallipoli; 2 Dr.
Emanuele Consiglio, id.: 3 Edoardo Fiorentino, id.; 4 Brunelli e Gatti,
id.; 5 Fratelli Pepe, id.; 6 Le Marchan et Picot, Squinzano; 7 Vedova
Spacciante, id.; 8 Luigi De Blasi, id.; 9 Nicola Papa, id.; 10 Fratelli
Folonari di Brescia, id.; 11 P. e V. Fratelli Antoniazzi, Nardò; 12
Carlo Arisi, Alezio; 13 Giovanni Stefanelli, Brindisi; 14 Gaston Giran,
id.: 15 Fratelli Guadalupi, id.; 16 De Torti, id.; 17 Società Vinicola
Brindisina, id.; 18 Francesco De Bellis, Taranto; 19 Aniceto Murri,
Mesagne; 20 Guglielmi De Vito e C., Martina Franca; 21 Principe di
Frasso Dentice, S. Vito dei Normanni.
_Provincia di Bari._ — 23 cav. Giuseppe De Bellis di S., Castellana;
24 Fratelli Mastromattei, Castellana; 25 Pietro Liguori, Cisternino;
26 cav. Angelo Agrusti, Alberobello; 27 Vito Balacco, Molfetta; 28
Maurizio Annese, id.; 29 Gambardella e Durazzini; id.; 30 Antonio
Pasquale fu M. Bisceglie; 31 Giuseppe Logoluso, id.; 32 Fratelli
Fabiano, Trani; 33 Pantaleo Fabiano, id.; 34 Fehr e Senn, id.; 35
Felice Ragno e figli, id.; 36 Francesco Piccapane, Barletta; 37
Pasquale Fusco, id.; 38 Biagio Palmieri, id.; 39 Giulio Ferrario, id.;
40 Luigi Mulazzi e figlio, id.; 41 Fratelli Straniero, id.; 42 Michele
Borgia, id.; 43 Nicola Borgia, id.; 44 Michele Del Vecchio e figli,
id.; 45 Giuseppe e Matteo Del Vecchio, id.; 46 Alfonso Laurora, id.:
47 Giuseppe Laurora, id.; 48 Fratelli d'Amato, id.; 49 Riccardo Fuzio,
Andria; 50 Società Vinicola produttrice, Corato; 51 Barone di Faivano,
id.; 52 Vincenzo Casalino, id.; 53 Fratelli Lembo, Canosa.
_Provincia di Foggia._ — 54 Domenico Palmieri, Trinitapoli; 55 Perego
e Ausenda di Treviglio, id.; 56 Vincenzo Comitangelo, Margherita di
Savoia; 57 Pavoncelli, Cerignola; Duca de La Rochefoucauld, id.; 59 F.
Tannoia, id.
_Provincia di Napoli._ — 60 Francesco Colantuono, Torre del Greco; 61
Savarese, id.; 62 Attanasio, id.; 63 Francesco Scudieri, Ottaviano; 64
Fratelli Scudieri, id.: 65 Fratelli Cola, id.; 66 Raffaele Saggese,
id.; 67 Francesco Giordano, id.; 68 Pasquale Bifulco, Tersigno; 69
Carmine Giuseppe Bifulco, id.; 70 Prisco Contaldi, id.; 71 Minichini
Luigi, id.; 72 Giuseppe Giordano, id.
_Provincia di Ravenna._ — 73 Giulio Ponzi, Bagnacavallo; 74 Vincenzo
Ruvaghi, id.; 75 Giuseppe Argnani, id.; 76 Montanari, id.; 77 Fratelli
Longhi di Milano, Lugo e Bagnacavallo; 78 Adamo Dondena di Milano, id.;
79 Bassano Ferrari di Lodi, id.; 80 Fratelli Ferrari di Soresina, id.;
81 Ditta Nobili di Milano, id.; 82 Clemente Ciarli di Modena, id.: 83
Bini di Bologna; 84 F. Valli e figlio, Lugo, ecc.
Oltre ai nomi succitati ci sono molti commercianti di vini delle altre
regioni italiane che pure si occupano del commercio dei filtrati,
come la ditta Maurelio Bassi di Padova che fa un lavoro fortissimo su
Venezia, Valerio Bruno e Comp. di Milano, i Fratelli Lucchini pure di
Milano, ecc.
*
* *
_Dazî doganali sul filtrato in alcuni Stati esteri._ — Come nei
trasporti, così nel regime doganale il filtrato viene considerato come
mosto se non supera un certo grado di alcool. Coi trattati vigenti sino
al 1903 con le nazioni centrali esso paga le seguenti tariffe:
_Germania._ — Marchi 10 per quintale lordo, sotto riscontro e dopo
eseguito il taglio. Deve avere un minimo di 28 grammi di residuo di
estratto e almeno 12% tra alcool prodotto e quello a prodursi dallo
zucchero indecomposto.
Il filtrato in Germania va come mosto di vino rosso da taglio, i
filtrati bianchi sono esclusi.
_Austria-Ungheria._ — I filtrati non entrano in questo impero a tassa
ridotta; pagano quindi la tariffa generale di 20 fiorini per quintale
lordo.
_Svizzera._ — Pagano come il mosto, franchi 5 per quintale.
_Francia._ — In virtù della legge 1º febbraio 1899 e del decreto 21
novembre 1898, i filtrati possono entrare in Francia, sotto la voce di
mosto fresco, a fermentazione incipiente, sino a 6% di alcool e a un
massimo zuccherino di 12° Beaumé, con franchi 12 di dazio; da 12 a 20°
Beaumè pagano come sciroppo. Con oltre il 6% di alcool vengono tassati
come vino.