I fusti devono essere precedentemente abboniti come dicemmo innanzi.

Il trasporto del filtrato si fa tanto per via mare che per via di

terra, a servizio accelerato, per evitare che la fermentazione si

ridesti e scomponga buona parte dello zucchero del mosto durante il

viaggio. Pei trasporti dalla Puglia ai diversi mercati dell'alta

Italia ed anche all'estero, il viaggio dura da 3 a 8 giorni al

massimo. Quasi sempre il trasporto si fa in fusti, dei quali un vagone

da 10 tonnellate può contenerne 13 a 14 in carico anormale, cioè

sovrapposti. Un vagone da 12 tonnellate può contenere 15 a 17 fusti.

Lo speditore deve firmare, alla partenza del carro, un bollettino di

garanzia, col quale esonera l'amministrazione ferroviaria da qualsiasi

responsabilità, per spandimenti o altro, e di più si obbliga a

indennizzare la ferrovia nei casi di guasti prodotti al vagone dalla

conseguenza del carico mal fatto. Un tale bollettino ha suscitate vive

proteste nel ceto commerciale, proteste delle quali si è fatto eco

presso il governo l'onorevole Spagnoletti, deputato di Barletta, ma

l'amministrazione ferroviaria per varie ragioni non ha concessa nessuna

modificazione. È bene perciò affidarsi, pel trasporto, a qualche ditta

specialista che assuma per proprio conto la responsabilità del servizio

(vedi pag. 105).

Il filtrato si può trasportare anche nei serbatoi di legno, a due

botti o in quelli metallici intonacati di _enofillassina_ internamente

e racchiusi nei vagoni per sottrarli alle manomissioni e all'azione

diretta dei raggi solari, che riscalderebbero il mosto eccitandone la

fermentazione.

Per quanto poi si siano adottati i mezzi di conservazione durante

il viaggio, la fermentazione facilmente si ridesta, specialmente se

favorita dal calore eccessivo. Il vento di scirocco anche in questo

caso è lo stimolante più temibile della fermentazione. Il commerciante

perciò difficilmente si arrischia a garantire il grado zuccherino

del filtrato allo arrivo a destino, ma ne fa la consegna al luogo di

partenza o lavora in base alla marca.

*

* *

_Calo._ — Durante il viaggio si verifica sempre un pò di _calo_

in peso, dovuto allo svolgimento del gas acido carbonico se si

ripristina la fermentazione del filtrato, e in piccola parte anche

all'evaporazione attraverso i pori delle doghe.

Il calo per fermentazione non si può tradurre in cifra da servire di

norma in commercio, perchè dipende dalle circostanze che agevolano o

impediscono il ridestarsi della fermentazione stessa durante il viaggio

del filtrato; questo calo varia perciò in proporzione dello zucchero

decomposto dal fermento.

Tenendo presente che 100 parti in peso di glucosio, secondo Pasteur,

danno origine colla fermentazione a parti 46,67 di gas acido carbonico,

che in massima parte si sprigiona dal liquido e si sperde nell'aria,

mentre gli altri prodotti vi rimangono, si può agevolmente stabilire,

come dato, s'intende, approssimativo, un calo teorico di kg. 0,4667

per quintale di filtrato e per ogni grado di zucchero decomposto

nell'intervallo tra la pesata alla stazione di partenza e quella di

controllo alla stazione di arrivo, o allo svincolo della merce.

Così, ad esempio, supponiamo che un vagone di filtrato, caricato a un

dato giorno alla stazione di Brindisi, pesasse netto quintali 100 ed il

filtrato segnasse al gleucometro il 16% di zucchero indecomposto. Dopo

5 giorni, poniamo, di viaggio il filtrato giunge a Milano in discreta

fermentazione e col titolo zuccherino di 14.50%, quale sarà il calo

dovuto alla fermentazione?

Basta moltiplicare i gradi di zucchero scomparsi per 0,4667; ossia

(16-14,50) × 0,4667 = 0,70%.

Il dato, come abbiamo detto, è teorico, perchè una parte del gas

carbonico rimane disciolto nel mosto, mentre quello che si sperde

nell'aria, attraverso la cannula applicata al cocchiume dei fusti,

trascina anche con sè una piccolissima quantità di vapori alcoolici, di

vapor d'acqua e di prodotti volatili; tuttavia esso si avvicina molto

al vero e può servire in pratica a risolvere le eventuali contestazioni

tra speditore e acquirente per differenze nel peso della merce.

Il calo per evaporazione, varia anch'esso a seconda la qualità e lo

spessore delle doghe di cui sono costruiti i vasi vinari da trasporto,

a seconda della temperatura, della densità del mosto, della capacità

dei fusti, del tempo ecc. È ben difficile perciò di potere determinarlo

con sufficiente approssimazione.

Da varie notizie assunte presso i commercianti di filtrati, abbiamo

avuto dati assai diversi, varianti dal 1/2 al 3%, per viaggi della

durata di 3 a 8 giorni. In queste cifre è compreso anche lo sfrido

per spandimenti. Ad ogni modo, riunendo assieme tutte le cause di

diminuzione, compresa la fermentazione si può stabilire con abbastanza

approssimazione, un calo variabile da 1 a 3% in peso, per viaggi della

durata non superiore agli otto giorni, qualunque sia la percorrenza,

semprechè, s'intende, il filtrato giunga a destino in condizioni

normali.

*

* *

I filtrati dolci, rispetto al trasporto sulle strade ferrate italiane,

vengono considerati come mosto e quindi tassati con le tariffe interne

n. 204 _A_ per le percorrenze inferiori ai 600 Km e n. 204 _B_ per le

percorrenze superiori ai 600 Km.

In base a queste tariffe, un vagone di filtrato, da Barletta a Milano,

per esempio, (Km. 811) paga L. 2,90 per quintale, incluso il peso dei

fusti vuoti.

Le spedizioni per l'estero cadono sotto il regime delle tariffe

internazionali, concordate nella convenzione di Berna. In Italia, ai

vagoni per l'estero si applica, sino al confine, la tariffa eccezionale

1002, che si divide in due serie a seconda la quantità di merce che

lo speditore s'impegna di trasportare. La serie _A_ è per trasporti

liberi, senza vincolo di tonnellaggio, la serie _B_ implica l'obbligo

di caricare un minimo di 200 vagoni (2000 tonnellate) ed offre un

risparmio sulla precedente di circa 40 lire a vagone, per effetto del

rimborso, a lavoro compiuto, da parte dell'amministrazione ferroviaria.

Un tale trattamento di favore, fatto sulla base della quantità

di prodotto trasportato, non gioverebbe che soltanto a qualche

grosso commerciante, se, per fortuna, non vi fossero delle ditte od

associazioni private, che trasportando con materiale proprio i mosti

e i vini per conto di terzi, mettono ogni piccolo commerciante in

condizione di partecipare largamente al rimborso della tariffa 1002,

serie _B_. Così abbiamo in Italia la ditta Padoa e Semplicini di

Firenze, successori di Cirio, la ditta Fratelli Gondrand di Milano e

l'Unione lombarda cooperativa fra i commercianti di vino in Milano, le

quali compiono a questo riguardo un ottimo servizio.

La ditta Padoa e Semplicini dispone di circa 300 serbatoi montati

su carri, alcuni a due botti di rovere, altri metallici, ma

_enofillassinati_ internamente col sistema Ghinozzi. Essa fa anche il

servizio pei vagoni di fusti presentati dal commerciante e spedisce

per conto proprio, come pure assume l'incarico dei rischi e della

riscossione degli assegni che possano gravare sulla merce.

Analogo servizio fa pure la ditta Fratelli Gondrand di Milano, sebbene

con materiale più limitato.

L'Unione lombarda possiede ora 125 serbatoi a disposizione dei proprii

socii.

Le due ditte succitate hanno uffici primari a Barletta e Bari, la

prima poi mantiene delle succursali a Brindisi, Alezio e Gallipoli, in

provincia di Lecce.

Il deposito dei serbatoi della Padoa e Semplicini è alla stazione di

Ofantino, tra Barletta e Trinitapoli, su binari proprii, con apposita

officina per la manutenzione del materiale, il quale viene consegnato

ai caricatori in perfetta regola.

Stimiamo opportuno portare due esempi di spesa di trasporto, di mosto

o di filtrato dolce, per l'estero, calcolata in base alla tariffa

eccezionale 1002, serie A, che è senza vincolo di tonnellaggio. Un

vagone di filtrato per la Francia, da Barletta a Parigi paga: Sino a

Modane (Km. 1024) lire 3,85 al quintale; da Modane a Paris-Bercy (Km

672) franchi oro 2.785 al quintale.

Un vagone da Barletta a Zurigo (Svizzera) sino a Chiasso (Km. 863) paga

fr. 2,80 per quintale, da Chiasso a Zurigo (Km. 244) fr. 2 al quintale.

Da questi esempii si vede che la tariffa internazionale 1002, serie

A, a parità di distanze chilometriche, è più mite in Italia che

all'estero.

Il trasporto del filtrato in serbatoio costa meno, anche per l'interno,

che non quello in fusti, per ragione di spazio.

La spesa varia anche secondo che si tratti di serbatoio di legno a due

botti o di serbatoio metallico, con una differenza di circa 40 lire a

vantaggio dell'ultimo. Da ciò si potrebbe subito dedurre la convenienza

di preferire senz'altro i serbatoi ai fusti, ma in pratica s'incontrano

delle difficoltà pel fatto che non si può avere il serbatoio alla

filtreria, come i fusti. Il travaso del filtrato dai fusti al

serbatoio, se non viene fatto con precauzione, provoca l'arieggiamento

del mosto e l'inquinamento di nuovi germi della fermentazione che si

vuole invece evitare e che trova condizioni più propizie nei grossi

recipienti anzichè nei piccoli.

*

* *

_Trasporto per via di mare._ — Il trasporto per via di mare dei

filtrati si fa in quantità rilevante dai porti di Brindisi e Gallipoli:

qualche piccola cosa anche da Barletta, il rimanente va tutto dalla

Puglia per via di terra, a vagoni completi.

Da Brindisi e da Barletta i filtrati si caricano in fusti, sui vapori

della _Società Puglia_ e della _Navigazione Generale_ che fanno

servizio diretto accelerato nell'Adriatico. I vapori impiegano da 30 a

40 ore pei viaggi dai porti pugliesi a Venezia.

La spesa del trasporto è di lire 0,85 per quint. lordo da Barletta e L.

1,35 da Brindisi, per Venezia. Queste tariffe non sono invero tanto a

buon mercato, perchè in addietro si erano ridotte quasi alla metà, ma

dopo la convenzione del _pooll_ che stabilì l'obbligo di un _minimum_

di tariffa fra le compagnie coalizzatesi e di non esercitare la libera

concorrenza, sono rimaste sempre allo stesso livello piuttosto alto,

non ostante che alcune di dette compagnie siano tuttora largamente

sovvenzionate dallo Stato.

Ad ovviare a tale inconveniente, si è costituita lo scorso anno in

Brindisi, una nuova Società di navigazione fra i caricatori riuniti

della regione pugliese, la quale ha già acquistato qualche vapore

dall'Inghilterra.

I filtrati di Gallipoli in gran parte si trasportano a Genova con

velieri che impiegano 8 a 10 giorni per la traversata dei due mari

Ionio e Mediterraneo, con una spesa relativamente mite.

I lambiccati di Torre del Greco viaggiano pure per via di mare quando

sono diretti sulla Riviera, per ferrovia se verso le altre regioni del

nord, invece i filtrati romagnoli vengono trasportati esclusivamente

sulle strade ferrate.

I filtrati dolci Monografia della filtrazione dei mosti e della preparazione dei cosidetti "filtrati dolci" e "lambiccati". · 第 16 / 23 题