Nel partir da Valduria, Roberto aveva detto a Maria Selmi:--Lascio qui
per ora i miei libri; prevedo che non avrò tempo di leggere, e poi non
saprei dove metterli. Quando avrò un quartierino decente, verrò a
prenderli. Intanto li affido a lei; dia loro talvolta un'occhiata e
procuri che non sian guasti dalle tignuole. Beninteso che deve
servirsene come di cose sue.
--Farà qualche visita a questi suoi amici?--gli aveva chiesto Maria.
--Che intende per _questi_?
--I suoi libri.
--Oh, ne ho qui di molto più cari, e cercherò di vederli quanto più
spesso potrò--aveva risposto l'ingegnere Arconti stringendo la mano
della giovinetta.
Non ostante la sua promessa, Roberto non aveva trovato il momento di
far una corsa a Valduria. Erano giunte bensì parecchie imbasciate sue
coi suoi saluti e con le sue scuse. Diceva d'essere affranto dal
lavoro e di dover restar quasi senza interruzione, dì e notte, in
miniera.
--Non potrebbe darci retta nemmeno se andassimo noi a
cercarlo--osservò un giorno Odoardo, dopo aver preso in esame l'idea
d'una gita a Rignano.
La mancanza di Roberto pesava immensamente anche a Odoardo, il quale,
non solo s'era avvezzato a pender dal suo labbro in tutto ciò che si
riferiva alla miniera, ma lo considerava come uno di famiglia. Così
avesse voluto entrare nella famiglia davvero!
Maria soffriva molto più di suo fratello, ma faceva il possibile per
nasconderglielo, per andargli incontro col viso sereno e ridente. Però
non ci riusciva che a mezzo, e Odoardo si lasciava scappar qualche
volta un sospiro e un'esclamazione:--Povera sorellina mia!
Ella non gli permetteva di continuare, e mettendosi un dito sulla
bocca, diceva in tono di comando;--Zitto. Non voglio questi compianti.
Quando non aveva testimoni, quand'era sola, le accadeva spesso di
sentirsi le guancie inondate di lagrime.
Un'occupazione estremamente geniale per lei era quella di tener in
ordine i libri del suo amico lontano. Li tirava fuori dagli scaffali a
uno a uno, li spolverava con diligenza, e poi li riponeva
delicatamente al loro posto. Allorchè le capitava sott'occhio un
volume che aveva visto più spesso in mano di Roberto o del quale aveva
letto qualche squarcio con lui, ci fermava l'occhio più a lungo,
evocando i bei giorni fuggiti.
A quest'occupazione ell'aveva atteso appunto nella mattina in cui
successe a Rignano il tragico fatto che già conosciamo. Poi s'era
avvicinata alla finestra, e tenendo sollevato un lembo della cortina
guardava la campagna ubertosa, e la poca acqua del fiume che si
svolgeva nella valle come un nastro d'argento, e le cime dei monti
velati da tenui vapori. In mezzo a quei monti c'era Rignano, e il
pensiero di Maria volava a Roberto. Dov'era in quel momento? Che
faceva? si ricordava di lei? Era la stagione in cui l'estate muor
nell'autunno, e l'uva s'indora sui tralci, e i campi s'allegrano delle
biade mature. L'anno scorso, proprio in quel tempo, i due giovani
imprendevano delle lunghe passeggiate insieme, e l'ingegnere Arconti,
non ancora invaghito della vita di miniera, aveva detto una volta alla
sua compagna--Gli uomini sono pur curiosi! La terra è così bella alla
superficie, ed essi vanno a tormentarla a parecchie centinaia di metri
di profondità; è così bella la luce, ed essi cercano le tenebre;
possono inebbriarsi nel profumo delle rose, e si divertono a empir
l'aria di odori antipatici, come per esempio quest'odore di zolfo che
fa venir la tosse....
Oh! A poco a poco egli s'era ben avvezzato all'odore di zolfo.
E Maria pensava a tante altre cose successe in un anno! La vecchia
Gertrude era morta benedicendola e augurandosi ch'ella fosse la sposa,
la confortatrice del figlio suo. Ella invece aveva sdegnosamente
respinto quel suo innamorato, ed egli, reso quasi pazzo dal dolore,
era divenuto assassino e suicida, e riposava ora presso alla madre nel
camposanto. Riposava? Chi sa se i morti riposano? Se non maturano nel
silenzio della tomba, se non compiono per mezzo di strumenti
invisibili le vendette che meditarono in vita? Maria provò un senso di
freddo e di paura. Le parve che Cipriano sorgesse dal suo sepolcro a
minacciar Roberto. Lasciò cader la tendina, e si ritrasse dalla
finestra.
Erano le dieci, e bisognava apparecchiare il desinare per quando
Odoardo tornava dalla miniera. Maria discese in cucina, e infilò nello
spiedo un pezzo di montone che il carrettiere aveva portato poco prima
dalla città e ch'era una delle vivande favorite di suo fratello, il
quale le diceva sempre che nessuna cuoca la pareggiava nell'arte di
rosolare un arrosto. E anche l'ingegnere Arconti s'era ripetutamente
congratulato con lei di questa sua abilità.
La donna di servizio, lagnandosi che quel giovinastro di Luigi non si
fosse fatto ancora vedere nella giornata, era andata a prendere un
paio di secchi d'acqua, e Maria era sola davanti al focolare quando
sentì i passi affrettati di Odoardo.
--Non sarai mica venuto per desinare--ella gli gridò dalla
cucina.--Non sono che le dieci.
--Ah Maria, sei qui--egli rispose con voce alterata.
--Sì, cos'hai?
Ciò ch'egli aveva non avrebbe voluto dirlo, ma il segreto era
impossibile.
--Nulla--egli replicò entrando in cucina.--Cioè...
--Dio mio!--proruppe Maria, correndogli incontro.--Sei pallido come un
morto... Un'altra disgrazia, sicuro. Che vita! Che vita!
--No, calmati... A Valduria non c'è niente di nuovo.
--Dove dunque?--Per carità, Odoardo, non tenermi in queste angustie.
Una disgrazia c'è; basta guardarti in viso per accorgersene. E se non
è successa qui, dov'è successa?
--Senti, Mariuccia--riprese con dolcezza Odoardo accarezzando i
capelli della giovinetta--è accaduto qualche cosa a Rignano, e
Roberto....
--Roberto?
--Mi scrive pregandomi di mandargli subito dei soccorsi....
--Mandargli? Andrai tu....
--Appunto... Vado io, con alcuni fra i nostri migliori lavoranti.
--Sì, va subito... Ma di che si tratta precisamente? Lasciami vedere
il biglietto che t'ha scritto Roberto....
--Il biglietto?... Ah non so dove sia, l'avrò smarrito....
Si frugò nelle tasche come per cercarlo, ma si capiva che non era
avvezzo a far la commedia.
Maria gli teneva inchiodati gli occhi addosso.
--Odoardo--ella esclamò ad un tratto, prendendogli tutte e due le
mani--Odoardo, tu mi inganni, tu mi nascondi il vero. Se le cose
fossero come tu dici, non saresti così turbato... Ci dev'esser di
peggio, di peggio assai... No, Roberto non t'ha scritto, Roberto non
t'ha mandato nessun'ambasciata; la disgrazia della quale tu parli ha
colpito lui, lui solo forse...
Odoardo esitava. Ella gli gettò le braccia al collo, e con voce
strozzata dal terrore, soggiunse:--Dimmi tutta la verità. È morto?
--No, Maria, no.... almeno lo spero... anzi può darsi ch'egli sia
rimasto illeso....
--Come? Illeso?... Ma allora?... Chi è che ha mandato a chiamarti?
Cosa t'han detto?
Odoardo le riferì confusamente quello che sapeva, nè certo il racconto
era tale da acquetare le apprensioni di sua sorella. Ella sentiva
venirsi meno, e vi fu un istante in cui credette di non poter più
reggersi in piedi. Ma la forza della volontà vinse in lei la debolezza
fisica.--Non c'è un minuto da perdere--ella disse.--Andiamo.
--Tu, Maria?--esclamò Odoardo, stupito della risoluzione annunciata in
questa parola.--Che vuoi far tu?
--Aiutarti a salvarlo--ella rispose con impeto. E soggiunse con
accento supplichevole:--Non puoi lasciarmi morire d'inquietudine
qui.... Andiamo.
E s'avviava.
--Aspetta. Già non si parte finchè non abbian preparata una pompa da
portare a Rignano... Cosa dirà la gente a veder te, una ragazza?...
--Dirà che c'era una creatura umana da sottrarre alla morte, e che non
ho voluto restar inoperosa neppur io.
--Maria, Maria, come lo ami!
--Ebbene, è vero, lo amo--singhiozzò la fanciulla abbandonando la
testa sull'òmero di Odoardo.--Ma anche se non lo amassi, vorrei oggi
seguirti.
Quantunque vinto a mezzo, il Selmi tentò un'altra obbiezione.
--Riflettici ancora, Maria...--Io spero che riusciremo.... Ma se non
riuscissimo... se dovessimo arrivare troppo tardi... saresti
abbastanza forte da resistere a questa scossa?
--Sì, sì, Odoardo.... Lo sai che sono forte... Sono preparata a tutto,
fuori che ad aspettare qui.
Visto ch'ell'era irremovibile nel suo proponimento, egli la baciò in
fronte e disse--Poichè lo vuoi proprio, andiamo.
Di lì a poco, Odoardo e Maria lasciarono Valduria insieme a una
dozzina d'uomini scelti fra i più robusti, fra i più intelligenti, fra
i più agguerriti contro i pericoli della vita sotterranea. Del resto,
tutti i lavoranti della miniera avrebbero voluto dividere i rischi e
gli onori della spedizione, giacchè l'ingegnere Arconti era amato e
stimato da tutti, e la notizia giunta da Rignano aveva singolarmente
commosso tutti gli animi.
Nel partire. Maria sentì cento voci intorno a lei che dicevano:--Lo
salvino, Lo salvino--e vide dipinta su cento faccie un'ansietà
schietta e profonda. E nessuno mostrava maraviglia ch'ella
accompagnasse il fratello, e nessuno dubitava che la sua presenza sul
luogo del disastro potesse essere un imbarazzo. Si sapeva già che cuor
d'eroina battesse in quel corpo esile. E si sapeva anche ch'ella amava
Roberto, perchè i segreti del cuore sono i più difficili a custodirsi.
_Corinna_ osservava con ragione che _les âmes passionnées se
trahissent de mille manières et ce que l'on contient toujours est bien
faible_.
La strada da Valduria a Rignano era ripida e imbrecciata di ghiaia
grossa, e non la si percorreva ordinariamente in vettura. Bensì, per
trasportare lo zolfo della miniera, si soleva far uso di carri
massicci tirati da buoi o da muli. Su due muli erano appunto montati
l'ingegnere Selmi e sua sorella; gli altri venivano dietro, parte a
piedi, parte in un baroccio, sul quale era caricata una pompa.
Si andava avanti in silenzio con la maggior celerità concessa dal
terreno inuguale e dall'erto pendio che bisognava salire. Le poche
case sparse qua e là lungo la strada erano quasi tutte abitate da
famiglie di minatori, nelle quali il triste fatto di Rignano destava
una simpatia dolorosa, come un avvertimento di ciò che poteva accadere
un giorno ai loro cari. Ritte sulla soglia, o affacciate alla
finestra, o appoggiate alla ringhiera della rustica scala di legno, le
donne accompagnavano la comitiva coi loro voti e con le loro
benedizioni, mentre i bambini guardavano attoniti Maria, che scuoteva
impaziente le briglie sul collo della sua cavalcatura e non trovava
per essi l'usato sorriso. Giù nella valle intanto, fuori del raggio
della miniera, nulla turbava l'andamento ordinario della vita. E l'eco
portava in alto le allegre canzoni dei mietitori e le voci dei
mandriani che richiamavano la gregge dispersa, e il tintinnio dei
sonagli appesi al collo degli armenti.
La strada saliva, saliva, bianca, luminosa, nuotante nel sole. Maria
ne aveva gli occhi abbarbagliati. Ella affogava in un mare di luce....
E Roberto?