XXVIII.

Nel partir da Valduria, Roberto aveva detto a Maria Selmi:--Lascio qui

per ora i miei libri; prevedo che non avrò tempo di leggere, e poi non

saprei dove metterli. Quando avrò un quartierino decente, verrò a

prenderli. Intanto li affido a lei; dia loro talvolta un'occhiata e

procuri che non sian guasti dalle tignuole. Beninteso che deve

servirsene come di cose sue.

--Farà qualche visita a questi suoi amici?--gli aveva chiesto Maria.

--Che intende per _questi_?

--I suoi libri.

--Oh, ne ho qui di molto più cari, e cercherò di vederli quanto più

spesso potrò--aveva risposto l'ingegnere Arconti stringendo la mano

della giovinetta.

Non ostante la sua promessa, Roberto non aveva trovato il momento di

far una corsa a Valduria. Erano giunte bensì parecchie imbasciate sue

coi suoi saluti e con le sue scuse. Diceva d'essere affranto dal

lavoro e di dover restar quasi senza interruzione, dì e notte, in

miniera.

--Non potrebbe darci retta nemmeno se andassimo noi a

cercarlo--osservò un giorno Odoardo, dopo aver preso in esame l'idea

d'una gita a Rignano.

La mancanza di Roberto pesava immensamente anche a Odoardo, il quale,

non solo s'era avvezzato a pender dal suo labbro in tutto ciò che si

riferiva alla miniera, ma lo considerava come uno di famiglia. Così

avesse voluto entrare nella famiglia davvero!

Maria soffriva molto più di suo fratello, ma faceva il possibile per

nasconderglielo, per andargli incontro col viso sereno e ridente. Però

non ci riusciva che a mezzo, e Odoardo si lasciava scappar qualche

volta un sospiro e un'esclamazione:--Povera sorellina mia!

Ella non gli permetteva di continuare, e mettendosi un dito sulla

bocca, diceva in tono di comando;--Zitto. Non voglio questi compianti.

Quando non aveva testimoni, quand'era sola, le accadeva spesso di

sentirsi le guancie inondate di lagrime.

Un'occupazione estremamente geniale per lei era quella di tener in

ordine i libri del suo amico lontano. Li tirava fuori dagli scaffali a

uno a uno, li spolverava con diligenza, e poi li riponeva

delicatamente al loro posto. Allorchè le capitava sott'occhio un

volume che aveva visto più spesso in mano di Roberto o del quale aveva

letto qualche squarcio con lui, ci fermava l'occhio più a lungo,

evocando i bei giorni fuggiti.

A quest'occupazione ell'aveva atteso appunto nella mattina in cui

successe a Rignano il tragico fatto che già conosciamo. Poi s'era

avvicinata alla finestra, e tenendo sollevato un lembo della cortina

guardava la campagna ubertosa, e la poca acqua del fiume che si

svolgeva nella valle come un nastro d'argento, e le cime dei monti

velati da tenui vapori. In mezzo a quei monti c'era Rignano, e il

pensiero di Maria volava a Roberto. Dov'era in quel momento? Che

faceva? si ricordava di lei? Era la stagione in cui l'estate muor

nell'autunno, e l'uva s'indora sui tralci, e i campi s'allegrano delle

biade mature. L'anno scorso, proprio in quel tempo, i due giovani

imprendevano delle lunghe passeggiate insieme, e l'ingegnere Arconti,

non ancora invaghito della vita di miniera, aveva detto una volta alla

sua compagna--Gli uomini sono pur curiosi! La terra è così bella alla

superficie, ed essi vanno a tormentarla a parecchie centinaia di metri

di profondità; è così bella la luce, ed essi cercano le tenebre;

possono inebbriarsi nel profumo delle rose, e si divertono a empir

l'aria di odori antipatici, come per esempio quest'odore di zolfo che

fa venir la tosse....

Oh! A poco a poco egli s'era ben avvezzato all'odore di zolfo.

E Maria pensava a tante altre cose successe in un anno! La vecchia

Gertrude era morta benedicendola e augurandosi ch'ella fosse la sposa,

la confortatrice del figlio suo. Ella invece aveva sdegnosamente

respinto quel suo innamorato, ed egli, reso quasi pazzo dal dolore,

era divenuto assassino e suicida, e riposava ora presso alla madre nel

camposanto. Riposava? Chi sa se i morti riposano? Se non maturano nel

silenzio della tomba, se non compiono per mezzo di strumenti

invisibili le vendette che meditarono in vita? Maria provò un senso di

freddo e di paura. Le parve che Cipriano sorgesse dal suo sepolcro a

minacciar Roberto. Lasciò cader la tendina, e si ritrasse dalla

finestra.

Erano le dieci, e bisognava apparecchiare il desinare per quando

Odoardo tornava dalla miniera. Maria discese in cucina, e infilò nello

spiedo un pezzo di montone che il carrettiere aveva portato poco prima

dalla città e ch'era una delle vivande favorite di suo fratello, il

quale le diceva sempre che nessuna cuoca la pareggiava nell'arte di

rosolare un arrosto. E anche l'ingegnere Arconti s'era ripetutamente

congratulato con lei di questa sua abilità.

La donna di servizio, lagnandosi che quel giovinastro di Luigi non si

fosse fatto ancora vedere nella giornata, era andata a prendere un

paio di secchi d'acqua, e Maria era sola davanti al focolare quando

sentì i passi affrettati di Odoardo.

--Non sarai mica venuto per desinare--ella gli gridò dalla

cucina.--Non sono che le dieci.

--Ah Maria, sei qui--egli rispose con voce alterata.

--Sì, cos'hai?

Ciò ch'egli aveva non avrebbe voluto dirlo, ma il segreto era

impossibile.

--Nulla--egli replicò entrando in cucina.--Cioè...

--Dio mio!--proruppe Maria, correndogli incontro.--Sei pallido come un

morto... Un'altra disgrazia, sicuro. Che vita! Che vita!

--No, calmati... A Valduria non c'è niente di nuovo.

--Dove dunque?--Per carità, Odoardo, non tenermi in queste angustie.

Una disgrazia c'è; basta guardarti in viso per accorgersene. E se non

è successa qui, dov'è successa?

--Senti, Mariuccia--riprese con dolcezza Odoardo accarezzando i

capelli della giovinetta--è accaduto qualche cosa a Rignano, e

Roberto....

--Roberto?

--Mi scrive pregandomi di mandargli subito dei soccorsi....

--Mandargli? Andrai tu....

--Appunto... Vado io, con alcuni fra i nostri migliori lavoranti.

--Sì, va subito... Ma di che si tratta precisamente? Lasciami vedere

il biglietto che t'ha scritto Roberto....

--Il biglietto?... Ah non so dove sia, l'avrò smarrito....

Si frugò nelle tasche come per cercarlo, ma si capiva che non era

avvezzo a far la commedia.

Maria gli teneva inchiodati gli occhi addosso.

--Odoardo--ella esclamò ad un tratto, prendendogli tutte e due le

mani--Odoardo, tu mi inganni, tu mi nascondi il vero. Se le cose

fossero come tu dici, non saresti così turbato... Ci dev'esser di

peggio, di peggio assai... No, Roberto non t'ha scritto, Roberto non

t'ha mandato nessun'ambasciata; la disgrazia della quale tu parli ha

colpito lui, lui solo forse...

Odoardo esitava. Ella gli gettò le braccia al collo, e con voce

strozzata dal terrore, soggiunse:--Dimmi tutta la verità. È morto?

--No, Maria, no.... almeno lo spero... anzi può darsi ch'egli sia

rimasto illeso....

--Come? Illeso?... Ma allora?... Chi è che ha mandato a chiamarti?

Cosa t'han detto?

Odoardo le riferì confusamente quello che sapeva, nè certo il racconto

era tale da acquetare le apprensioni di sua sorella. Ella sentiva

venirsi meno, e vi fu un istante in cui credette di non poter più

reggersi in piedi. Ma la forza della volontà vinse in lei la debolezza

fisica.--Non c'è un minuto da perdere--ella disse.--Andiamo.

--Tu, Maria?--esclamò Odoardo, stupito della risoluzione annunciata in

questa parola.--Che vuoi far tu?

--Aiutarti a salvarlo--ella rispose con impeto. E soggiunse con

accento supplichevole:--Non puoi lasciarmi morire d'inquietudine

qui.... Andiamo.

E s'avviava.

--Aspetta. Già non si parte finchè non abbian preparata una pompa da

portare a Rignano... Cosa dirà la gente a veder te, una ragazza?...

--Dirà che c'era una creatura umana da sottrarre alla morte, e che non

ho voluto restar inoperosa neppur io.

--Maria, Maria, come lo ami!

--Ebbene, è vero, lo amo--singhiozzò la fanciulla abbandonando la

testa sull'òmero di Odoardo.--Ma anche se non lo amassi, vorrei oggi

seguirti.

Quantunque vinto a mezzo, il Selmi tentò un'altra obbiezione.

--Riflettici ancora, Maria...--Io spero che riusciremo.... Ma se non

riuscissimo... se dovessimo arrivare troppo tardi... saresti

abbastanza forte da resistere a questa scossa?

--Sì, sì, Odoardo.... Lo sai che sono forte... Sono preparata a tutto,

fuori che ad aspettare qui.

Visto ch'ell'era irremovibile nel suo proponimento, egli la baciò in

fronte e disse--Poichè lo vuoi proprio, andiamo.

Di lì a poco, Odoardo e Maria lasciarono Valduria insieme a una

dozzina d'uomini scelti fra i più robusti, fra i più intelligenti, fra

i più agguerriti contro i pericoli della vita sotterranea. Del resto,

tutti i lavoranti della miniera avrebbero voluto dividere i rischi e

gli onori della spedizione, giacchè l'ingegnere Arconti era amato e

stimato da tutti, e la notizia giunta da Rignano aveva singolarmente

commosso tutti gli animi.

Nel partire. Maria sentì cento voci intorno a lei che dicevano:--Lo

salvino, Lo salvino--e vide dipinta su cento faccie un'ansietà

schietta e profonda. E nessuno mostrava maraviglia ch'ella

accompagnasse il fratello, e nessuno dubitava che la sua presenza sul

luogo del disastro potesse essere un imbarazzo. Si sapeva già che cuor

d'eroina battesse in quel corpo esile. E si sapeva anche ch'ella amava

Roberto, perchè i segreti del cuore sono i più difficili a custodirsi.

_Corinna_ osservava con ragione che _les âmes passionnées se

trahissent de mille manières et ce que l'on contient toujours est bien

faible_.

La strada da Valduria a Rignano era ripida e imbrecciata di ghiaia

grossa, e non la si percorreva ordinariamente in vettura. Bensì, per

trasportare lo zolfo della miniera, si soleva far uso di carri

massicci tirati da buoi o da muli. Su due muli erano appunto montati

l'ingegnere Selmi e sua sorella; gli altri venivano dietro, parte a

piedi, parte in un baroccio, sul quale era caricata una pompa.

Si andava avanti in silenzio con la maggior celerità concessa dal

terreno inuguale e dall'erto pendio che bisognava salire. Le poche

case sparse qua e là lungo la strada erano quasi tutte abitate da

famiglie di minatori, nelle quali il triste fatto di Rignano destava

una simpatia dolorosa, come un avvertimento di ciò che poteva accadere

un giorno ai loro cari. Ritte sulla soglia, o affacciate alla

finestra, o appoggiate alla ringhiera della rustica scala di legno, le

donne accompagnavano la comitiva coi loro voti e con le loro

benedizioni, mentre i bambini guardavano attoniti Maria, che scuoteva

impaziente le briglie sul collo della sua cavalcatura e non trovava

per essi l'usato sorriso. Giù nella valle intanto, fuori del raggio

della miniera, nulla turbava l'andamento ordinario della vita. E l'eco

portava in alto le allegre canzoni dei mietitori e le voci dei

mandriani che richiamavano la gregge dispersa, e il tintinnio dei

sonagli appesi al collo degli armenti.

La strada saliva, saliva, bianca, luminosa, nuotante nel sole. Maria

ne aveva gli occhi abbarbagliati. Ella affogava in un mare di luce....

E Roberto?

Nella lotta · 第 41 / 45 题