XIV.

Le liete notizie di Valduria giunsero a Londra quando la direzione della

_Sulphur Society_, un po' infastidita delle continue richieste di danaro

per esperimenti che non venivano mai a un risultato pratico, aveva

deciso di spedir sul luogo un apposito funzionario per veder davvicino

come andassero realmente le faccende della miniera. Giacchè M.^r Black

era sulle mosse per partire, si stimò opportuno di lasciar correre il

suo viaggio, malgrado della mutata condizione delle cose. La differenza

era questa, ch'egli partiva con diverse disposizioni d'animo e con

istruzioni diverse. Prima gli si dava facoltà di sospendere gran parte

dei lavori, adesso gli si consentiva, ove i fatti rispondessero alle

relazioni trasmesse da Valduria, di prendere gli accordi necessari per

ordinare su più larghe basi l'amministrazione. Ed egli aveva pure

l'incarico di visitare qualche altra miniera di zolfo posta nelle

vicinanze e di riferirne a Londra, affinchè la Società potesse in caso

di convenienza trattarne l'acquisto dagli attuali proprietari.

M.^r Black era un tecnico di molto valore, che aveva traversato due

volte l'Oceano per recarsi negli Stati Uniti, ma non aveva mai passato

la Manica, nè posto piede in terre dove non si parlasse l'inglese. Il

primo suo viaggio sul continente europeo era destinato a procurargli

un'amara disillusione. Egli credeva di conoscere a fondo le lingue

straniere, ma giunto in Francia, s'accorse che non sapeva il francese;

toccato il suolo germanico, dovette convincersi che non c'era anima

viva che capisse il suo tedesco; al di qua delle Alpi, fu costretto a

riconoscere che nessuno intendeva lui e ch'egli non intendeva nessuno.

Ciò lo metteva in qualche imbarazzo circa alla sua missione a

Valduria. Come si sarebbe spiegato?

Il cuore gli si aperse quando nel povero villaggio in cui s'aspettava

di dover lottare con difficoltà infinite per esprimere il suo

pensiero, trovò una persona misericordiosa che lo tolse d'impiccio

parlandogli la sua lingua. Questa persona era l'ingegnere Arconti, il

quale, senza essere un professore d'inglese, ne sapeva abbastanza da

mandare avanti alla meglio una conversazione, sopratutto con l'aiuto

d'un prezioso dizionarietto tecnico che formava parte della sua

piccola biblioteca.

Sentir l'idioma natale in paese straniero è dolcezza sì grande che

predispone l'animo a trovar belle e giuste le cose che ci si dicono e

a trovar simpatico chi ce le dice; figuriamoci poi quando le cose

dette son belle e giuste davvero, e quando chi le dice ha in sè tutto

ciò che occorre per farsi amare.

M.^r Black non era uomo di facili entusiasmi, ma egli provò subito una

singolare ammirazione per Roberto Arconti. Gli piaceva quell'aria

modesta a un tempo e sicura, quella volontà risoluta, quel coraggio

senza spavalderia, quel senso pratico nudrito da sì largo corredo di

studi. Egli capiva, per quanto l'altro si schermisse, che ormai il

direttore vero della miniera era l'Arconti e che a lui dovevasi

attribuire la maggior parte di merito in ciò che si era fatto da un

anno a Valduria. Agli occhi di M.^r Black l'ingegnere Arconti non

aveva che un solo difetto, quello di non essere inglese.

--Peccato--egli soleva ripetere--dovevate appartenere alla nostra

razza. L'energia, la perseveranza sono qualità nostre; voi ce le avete

rubate.

Infaticabile malgrado dei suoi cinquanta anni, l'inviato della

_Sulphur Society_ era in moto dall'alba al tramonto, ora nel

sotterraneo, ora nelle officine, prendendo conoscenza d'ogni più

minuto particolare, esaminando con occhio attento ed intelligente i

processi d'estrazione e di fusione del minerale. Lo accompagnavano il

Selmi e l'Arconti; qualche volta a loro s'aggiungeva Cipriano, ma chi

doveva far da interprete era sempre Roberto, ed era a lui solo che

M.^r Black dirigeva le sue osservazioni. È facile immaginarsi se

Cipriano se ne rodesse nel fondo dell'anima.

Per una settimana e più M.^r Black rimase a Valduria alloggiato alla

buona nella stessa casa in cui viveva Odoardo Selmi con sua sorella e in

cui era ospitato l'Arconti. Maria adempiva con la usata sollecitudine

agli uffici di massaia, e anche a proposito di lei M.^r Black osservava

che ella avrebbe dovuto nascere al di là della Manica. In prova della

sua stima, egli le insegnava a preparare il thè, che, da buon inglese,

aveva portato seco nel suo bagaglio insieme a una macchinetta per farlo

bollire. E siccome la ragazza riusciva egregiamente nella non difficile

operazione, M.^r Black le promise di spedirle in dono da Londra una

scatola della pianta preziosa insieme a un servizio di porcellana. Egli

non capiva come si potesse vivere senza questa bibita ristoratrice.

Odoardo Selmi invece lo capiva benissimo, e protestava che non avrebbe

mai sostituito quell'insulso decotto al fiasco di Chianti che rallegrava

le sue serate. M.^r Black, più equanime, non disprezzava il Chianti, ma

sosteneva la tesi che il vino dovesse beversi tra uomini, e che quando

si voleva far entrar la donna nel crocchio, bisognava prendere il thè

mesciuto da lei. E in questa idea conveniva pure Roberto. Una volta

partecipò all'interessante discussione anche il signor Max Rundberg,

denigratore acerrimo del thè, estimatore del vino, ma entusiasta d'una

sola cosa al mondo, della birra tedesca. Pur troppo, alla sua venuta in

Italia, gli erano toccate due grandi disgrazie. Non aveva trovato più

birra buona, e aveva trovato invece un basilisco di moglie.

_Glücklicherweise_, dopo cinque anni, la moglie era volata fra gli

angioli, e le dolcezze dello stato vedovile lo avevano confortato della

mancanza della birra buona. Ormai si contentava del vino. Sperava però

di potersene tornar presto in Germania e di ritrovar la sua birra.

Gli ultimi due giorni della dimora di M.^r Black a Valduria furono

consacrati alla visita d'un paio di miniere poco discoste, fra cui

c'era appunto quella di Rignano, la più antica e in altri tempi la più

importante della regione. Esercitata fiaccamente da parecchi anni,

aveva perduta la sua supremazia, e la sua produzione era ormai

inferiore a quella di Valduria. Ma una volontà energica avrebbe potuto

restituirle il passato splendore, ed era a questo appunto che pensava

M.^r Black, mentre Roberto Arconti andava enumerando con foga

giovanile i lavori che sarebbero occorsi.

I due uomini scendevano a piedi lentamente dall'altura su cui è posto

il villaggio di Rignano. Era l'ora del crepuscolo. Una tinta vermiglia

colorava il lembo occidentale del cielo; a levante, dalla parte

dell'Adriatico, tremolava sopra un fondo opalino il disco della luna

illuminato dai rosei riflessi del tramonto. Anche l'anima poco poetica

di M.^r Black si sentì commossa da quell'armonia ineffabile che pareva

fondere insieme tutte le cose; egli salì sopra un rialzo di terra da

cui l'occhio spaziava in un largo orizzonte, e dal suo labbro fuggì un

_beautiful!_ che veniva proprio dall'anima. Indi sedette sopra un

sasso su cui c'era posto per due, e disse a Roberto di metterglisi

accanto. Roberto pensava a Lucilla.

In quanto a M.^r Black, egli non era uomo da rimaner lungo tempo in

estasi.

--Ebbene, giovinotto--egli ripigliò dopo una breve pausa--se la nostra

Società comperasse la miniera di Rignano, vorreste voi esserne il

direttore?

--La Società comprerebbe Rignano?--esclamò Roberto ancora mezzo

assorto nelle sue fantasie.

--Badate, è un segreto e dovete conservarlo gelosamente, tanto più che

per adesso non c'è nulla di positivo. Io non venni qui solo per

esaminare i lavori di Valduria, ma anche per vedere se fra le miniere

vicine ce ne fosse qualcheduna che meritasse di essere comperata.

Rignano ha un avvenire, lo avete detto voi stesso.

--È vero.

--Orsù, da quel che mi consta, la Compagnia inglese che ne è

proprietaria non sarebbe aliena in massima dal disfarsene, e alla

_Sulphur Society_ potrebbe convenire di prenderne il posto. I

negoziati devono però esser condotti con molta prudenza per non

suscitar concorrenti. Ne parlerò al Consiglio appena giunto a Londra.

Ma nulla si potrebbe concludere senza essersi prima assicurati della

persona a cui affidarne la Direzione. In queste imprese, giovinotto

mio, l'uomo è tutto. E voi sareste il nostro uomo....

--Il vostro ottimismo potrebbe ingannarvi--rispose l'Arconti;--io non

faccio questo mestiere che da tredici mesi, e non ho l'esperienza

necessaria....

--I lavori compiuti a Valduria--interruppe M.^r Black--sono la miglior

confutazione delle vostre parole.

--Oh! A Valduria, io non ero solo.... v'era l'ingegnere Selmi, c'era

Cipriano Regoli....

--Via, via, non fate il modesto.... Siano pur soli tredici mesi dacchè

siete entrato in questa carriera, voi avete tutte le qualità che

occorrono per riuscirvi.... E vi ripeto che abbiamo bisogno di voi. Se

ci dite di no, è da scommetter cento contro uno che il nostro bel

progetto va in fumo.

--Questo poi....

--Del resto--continuò M.^r Black senza badargli--quando pur

comperassimo la miniera, difficilmente l'avremmo in poter nostro

subito.... Voi avreste agio d'impratichirvi ancora per qualche tempo a

Valduria....

--Ma perchè non dovrei restare dove, a parer vostro, ho fatto qualche

cosa di buono e dove la mia presenza può ancora esser utile?

--Lo chiedete? La ragione è semplice. Quando la Società avesse due

miniere, il vostro posto sarebbe ove le difficoltà sono ancora da

superare, non dove sono già superate. A Valduria resterebbe

l'ingegnere Selmi, che, a cose avviate, è un buon direttore....

--Senza dubbio....

--Ma a Rignano ci vorrebbe ben altro.... ci vorreste voi, insomma....

Sarebbe una bella posizione. Comincereste per lo meno con uno

stipendio di diecimila lire, aumentabili più tardi.... Impegno

reciproco dalle due parti per cinque o sei anni....

--Cinque o sei anni da restar qui?

--Naturale.... Avete scelto una professione, ci fate un'eccellente

figura, e vorreste cambiarla?... E continuando la vita di miniera,

meglio qui che altrove.... Qui c'è' un buon clima, un'aria

balsamica.... Sul serio, provate la nostalgia della città?....

Invero, questa nostalgia l'Arconti l'aveva provata i primi mesi, ma

non la provava più. Gli pareva anzi che non avrebbe saputo acconciarsi

a occupazioni sedentarie e che un impiego tranquillo avrebbe finito

presto col riuscirgli intollerabile. Ma lo crucciava il pensiero di

Lucilla. Come offrirle di venir ad abitare fra quei monti, come

sperare ch'ella accettasse l'offerta?

--A Rignano--riprese M.^r Black--la situazione è anche molto più

pittoresca che a Valduria. Ci sono, in prossimità della miniera, due o

tre casette che farebbero venir la voglia d'andarci a stare, pur

d'introdurvi prima il _comfort_ inglese.... E conosco io una persona

che quel _comfort_ saprebbe introdurlo egregiamente.....

--Che persona? Non vi capisco.....

--Quella stessa che ha imparato a far così bene il thè.

--Maria!.... v'ingannate, M.^r Black. Fra la signorina Maria e me non

c'è e non ci sarà mai altra relazione che quella di due buoni amici.

M.^r Black chinò la testa e rimase taciturno per alcuni

secondi.--Questo non significa nulla--egli soggiunse poi.--Il mio

progetto cammina lo stesso.... Se non volete decidervi su due piedi,

prendete tempo un mese, due mesi. Mi scriverete a Londra.

--Intanto chiederò a Selmi un congedo di quindici giorni--disse

Roberto.--Non vedo mia madre da oltre un anno.

--Desiderate consultarla? È giusto.... Però non le parlate che

vagamente del nostro piano. Fatele capire soltanto che restando qui,

il vostro avvenire è assicurato. E s'ella vi ama davvero, vedrete che

non esiterà un momento a consigliarvi di rimanere.... Una madre

inglese, almeno, farebbe così.

Roberto sapeva perfettamente che sua madre avrebbe agito in modo

affatto diverso; pur non era l'opposizione di lei quella che lo

turbava.

--Dunque mi scriverete?--ripigliò M.^r Black.

--Sì, vi scriverò.... Ma è tempo d'incamminarci.

Infatti era già tardi, e c'erano tre quarti d'ora di strada per

arrivare a Valduria.

L'ingegnere Arconti e M.^r Black s'avviarono in silenzio. Faceva

notte, le lucciole brillavano sugli orli dei fossi, le cicale

cantavano sugli alberi.

--Siete pure un giovine strano--disse alfine l'inglese al suo

compagno.--Dopo un anno di lotte trovate la fortuna davanti a voi....

Non avete da far che un passo per impadronirvene, e voi, non solo

esitate, ma prendete un'aria contrita come se vi fosse capitata

addosso chi sa quale calamità.

--È giusto--rispose Roberto--io debbo parervi non solo strano, ma

incivile.

--Incivile! Perchè?

--Perchè non vi ho ancora ringraziato della fiducia che mi dimostrate,

dell'interesse che avete per me. Credetemi, M.^r Black, la mia

riconoscenza è grandissima, e tale che non saprei esprimervela a

parole.... Nella vostra offerta c'è per me più che una prospettiva di

benessere materiale, c'è una soddisfazione d'amor proprio che io non

avevo diritto di attendermi.... Dovrei esser felice, eppure, è vero,

sono frastornato da cento pensieri tristi.... Se sapeste?... Ma, no,

adesso è inutile.... Prima che passino due mesi vi scriverò a

Londra....

--Eccoli, eccoli!--gridò una voce femminile. E due persone vennero

rapidamente incontro a M.^r Black e a Roberto. Erano Maria Selmi e suo

fratello.

--Finalmente!--esclamò Odoardo.--Maria s'era fitta in capo che vi

fosse toccata qualche disgrazia.

--Esagerazioni!--disse la giovinetta arrossendo.--Era dal mio punto di

vista di cuoca.... Non capivo più a che ora si dovesse andar a cena.

Adesso corro avanti.

E si dileguò leggera come una piuma e cantando come un usignolo.

Quella sera medesima però un'ombra si stese sulla fronte serena della

giovinetta, quando Roberto chiese ed ottenne da Odoardo Selmi una

licenza di due settimane. Nulla di più naturale ch'egli desiderasse

rivedere sua madre e la fanciulla che amava, nulla di più naturale

ch'egli volesse tornar fra loro per qualche giorno a ricever le loro

congratulazioni pei successi ottenuti nella carriera in cui s'era

avviato. Maria gli dava ragione, Maria gli augurava un accoglimento

festoso, entusiastico, eppure stentava a trattenere le lagrime.

--Partiremo insieme--disse M.^r Black a Roberto--io non aspetto che

una lettera da Londra, la quale non può indugiar troppo.

Infatti la lettera giunse il dì appresso. Essa conteneva adesione del

Consiglio alle proposte fatte da M.^r Black circa all'aumento degli

stipendi al personale amministrativo di Valduria. L'ingegnere Arconti

era il più favorito, ma anche il Selmi aveva un'aggiunta di

millecinquecento lire alla sua paga, e a Cipriano Regoli era fatta una

posizione bella e decorosa. Non tale però da rispondere alle

aspettative dell'ambiziosissimo giovine, il quale si credette

sagrificato, e giurò di vendicarsene. Nè avrebbe tardato a protestar

fieramente, se le condizioni sempre peggiori della salute di sua

madre, ch'egli amava davvero, non lo avessero pel momento occupato

sopra ogni altra cosa, e se la speranza di ottener la mano di Maria

non fosse venuta a calmar le agitazioni del suo spirito indomito.

Nella lotta · 第 26 / 45 题