Le liete notizie di Valduria giunsero a Londra quando la direzione della
_Sulphur Society_, un po' infastidita delle continue richieste di danaro
per esperimenti che non venivano mai a un risultato pratico, aveva
deciso di spedir sul luogo un apposito funzionario per veder davvicino
come andassero realmente le faccende della miniera. Giacchè M.^r Black
era sulle mosse per partire, si stimò opportuno di lasciar correre il
suo viaggio, malgrado della mutata condizione delle cose. La differenza
era questa, ch'egli partiva con diverse disposizioni d'animo e con
istruzioni diverse. Prima gli si dava facoltà di sospendere gran parte
dei lavori, adesso gli si consentiva, ove i fatti rispondessero alle
relazioni trasmesse da Valduria, di prendere gli accordi necessari per
ordinare su più larghe basi l'amministrazione. Ed egli aveva pure
l'incarico di visitare qualche altra miniera di zolfo posta nelle
vicinanze e di riferirne a Londra, affinchè la Società potesse in caso
di convenienza trattarne l'acquisto dagli attuali proprietari.
M.^r Black era un tecnico di molto valore, che aveva traversato due
volte l'Oceano per recarsi negli Stati Uniti, ma non aveva mai passato
la Manica, nè posto piede in terre dove non si parlasse l'inglese. Il
primo suo viaggio sul continente europeo era destinato a procurargli
un'amara disillusione. Egli credeva di conoscere a fondo le lingue
straniere, ma giunto in Francia, s'accorse che non sapeva il francese;
toccato il suolo germanico, dovette convincersi che non c'era anima
viva che capisse il suo tedesco; al di qua delle Alpi, fu costretto a
riconoscere che nessuno intendeva lui e ch'egli non intendeva nessuno.
Ciò lo metteva in qualche imbarazzo circa alla sua missione a
Valduria. Come si sarebbe spiegato?
Il cuore gli si aperse quando nel povero villaggio in cui s'aspettava
di dover lottare con difficoltà infinite per esprimere il suo
pensiero, trovò una persona misericordiosa che lo tolse d'impiccio
parlandogli la sua lingua. Questa persona era l'ingegnere Arconti, il
quale, senza essere un professore d'inglese, ne sapeva abbastanza da
mandare avanti alla meglio una conversazione, sopratutto con l'aiuto
d'un prezioso dizionarietto tecnico che formava parte della sua
piccola biblioteca.
Sentir l'idioma natale in paese straniero è dolcezza sì grande che
predispone l'animo a trovar belle e giuste le cose che ci si dicono e
a trovar simpatico chi ce le dice; figuriamoci poi quando le cose
dette son belle e giuste davvero, e quando chi le dice ha in sè tutto
ciò che occorre per farsi amare.
M.^r Black non era uomo di facili entusiasmi, ma egli provò subito una
singolare ammirazione per Roberto Arconti. Gli piaceva quell'aria
modesta a un tempo e sicura, quella volontà risoluta, quel coraggio
senza spavalderia, quel senso pratico nudrito da sì largo corredo di
studi. Egli capiva, per quanto l'altro si schermisse, che ormai il
direttore vero della miniera era l'Arconti e che a lui dovevasi
attribuire la maggior parte di merito in ciò che si era fatto da un
anno a Valduria. Agli occhi di M.^r Black l'ingegnere Arconti non
aveva che un solo difetto, quello di non essere inglese.
--Peccato--egli soleva ripetere--dovevate appartenere alla nostra
razza. L'energia, la perseveranza sono qualità nostre; voi ce le avete
rubate.
Infaticabile malgrado dei suoi cinquanta anni, l'inviato della
_Sulphur Society_ era in moto dall'alba al tramonto, ora nel
sotterraneo, ora nelle officine, prendendo conoscenza d'ogni più
minuto particolare, esaminando con occhio attento ed intelligente i
processi d'estrazione e di fusione del minerale. Lo accompagnavano il
Selmi e l'Arconti; qualche volta a loro s'aggiungeva Cipriano, ma chi
doveva far da interprete era sempre Roberto, ed era a lui solo che
M.^r Black dirigeva le sue osservazioni. È facile immaginarsi se
Cipriano se ne rodesse nel fondo dell'anima.
Per una settimana e più M.^r Black rimase a Valduria alloggiato alla
buona nella stessa casa in cui viveva Odoardo Selmi con sua sorella e in
cui era ospitato l'Arconti. Maria adempiva con la usata sollecitudine
agli uffici di massaia, e anche a proposito di lei M.^r Black osservava
che ella avrebbe dovuto nascere al di là della Manica. In prova della
sua stima, egli le insegnava a preparare il thè, che, da buon inglese,
aveva portato seco nel suo bagaglio insieme a una macchinetta per farlo
bollire. E siccome la ragazza riusciva egregiamente nella non difficile
operazione, M.^r Black le promise di spedirle in dono da Londra una
scatola della pianta preziosa insieme a un servizio di porcellana. Egli
non capiva come si potesse vivere senza questa bibita ristoratrice.
Odoardo Selmi invece lo capiva benissimo, e protestava che non avrebbe
mai sostituito quell'insulso decotto al fiasco di Chianti che rallegrava
le sue serate. M.^r Black, più equanime, non disprezzava il Chianti, ma
sosteneva la tesi che il vino dovesse beversi tra uomini, e che quando
si voleva far entrar la donna nel crocchio, bisognava prendere il thè
mesciuto da lei. E in questa idea conveniva pure Roberto. Una volta
partecipò all'interessante discussione anche il signor Max Rundberg,
denigratore acerrimo del thè, estimatore del vino, ma entusiasta d'una
sola cosa al mondo, della birra tedesca. Pur troppo, alla sua venuta in
Italia, gli erano toccate due grandi disgrazie. Non aveva trovato più
birra buona, e aveva trovato invece un basilisco di moglie.
_Glücklicherweise_, dopo cinque anni, la moglie era volata fra gli
angioli, e le dolcezze dello stato vedovile lo avevano confortato della
mancanza della birra buona. Ormai si contentava del vino. Sperava però
di potersene tornar presto in Germania e di ritrovar la sua birra.
Gli ultimi due giorni della dimora di M.^r Black a Valduria furono
consacrati alla visita d'un paio di miniere poco discoste, fra cui
c'era appunto quella di Rignano, la più antica e in altri tempi la più
importante della regione. Esercitata fiaccamente da parecchi anni,
aveva perduta la sua supremazia, e la sua produzione era ormai
inferiore a quella di Valduria. Ma una volontà energica avrebbe potuto
restituirle il passato splendore, ed era a questo appunto che pensava
M.^r Black, mentre Roberto Arconti andava enumerando con foga
giovanile i lavori che sarebbero occorsi.
I due uomini scendevano a piedi lentamente dall'altura su cui è posto
il villaggio di Rignano. Era l'ora del crepuscolo. Una tinta vermiglia
colorava il lembo occidentale del cielo; a levante, dalla parte
dell'Adriatico, tremolava sopra un fondo opalino il disco della luna
illuminato dai rosei riflessi del tramonto. Anche l'anima poco poetica
di M.^r Black si sentì commossa da quell'armonia ineffabile che pareva
fondere insieme tutte le cose; egli salì sopra un rialzo di terra da
cui l'occhio spaziava in un largo orizzonte, e dal suo labbro fuggì un
_beautiful!_ che veniva proprio dall'anima. Indi sedette sopra un
sasso su cui c'era posto per due, e disse a Roberto di metterglisi
accanto. Roberto pensava a Lucilla.
In quanto a M.^r Black, egli non era uomo da rimaner lungo tempo in
estasi.
--Ebbene, giovinotto--egli ripigliò dopo una breve pausa--se la nostra
Società comperasse la miniera di Rignano, vorreste voi esserne il
direttore?
--La Società comprerebbe Rignano?--esclamò Roberto ancora mezzo
assorto nelle sue fantasie.
--Badate, è un segreto e dovete conservarlo gelosamente, tanto più che
per adesso non c'è nulla di positivo. Io non venni qui solo per
esaminare i lavori di Valduria, ma anche per vedere se fra le miniere
vicine ce ne fosse qualcheduna che meritasse di essere comperata.
Rignano ha un avvenire, lo avete detto voi stesso.
--È vero.
--Orsù, da quel che mi consta, la Compagnia inglese che ne è
proprietaria non sarebbe aliena in massima dal disfarsene, e alla
_Sulphur Society_ potrebbe convenire di prenderne il posto. I
negoziati devono però esser condotti con molta prudenza per non
suscitar concorrenti. Ne parlerò al Consiglio appena giunto a Londra.
Ma nulla si potrebbe concludere senza essersi prima assicurati della
persona a cui affidarne la Direzione. In queste imprese, giovinotto
mio, l'uomo è tutto. E voi sareste il nostro uomo....
--Il vostro ottimismo potrebbe ingannarvi--rispose l'Arconti;--io non
faccio questo mestiere che da tredici mesi, e non ho l'esperienza
necessaria....
--I lavori compiuti a Valduria--interruppe M.^r Black--sono la miglior
confutazione delle vostre parole.
--Oh! A Valduria, io non ero solo.... v'era l'ingegnere Selmi, c'era
Cipriano Regoli....
--Via, via, non fate il modesto.... Siano pur soli tredici mesi dacchè
siete entrato in questa carriera, voi avete tutte le qualità che
occorrono per riuscirvi.... E vi ripeto che abbiamo bisogno di voi. Se
ci dite di no, è da scommetter cento contro uno che il nostro bel
progetto va in fumo.
--Questo poi....
--Del resto--continuò M.^r Black senza badargli--quando pur
comperassimo la miniera, difficilmente l'avremmo in poter nostro
subito.... Voi avreste agio d'impratichirvi ancora per qualche tempo a
Valduria....
--Ma perchè non dovrei restare dove, a parer vostro, ho fatto qualche
cosa di buono e dove la mia presenza può ancora esser utile?
--Lo chiedete? La ragione è semplice. Quando la Società avesse due
miniere, il vostro posto sarebbe ove le difficoltà sono ancora da
superare, non dove sono già superate. A Valduria resterebbe
l'ingegnere Selmi, che, a cose avviate, è un buon direttore....
--Senza dubbio....
--Ma a Rignano ci vorrebbe ben altro.... ci vorreste voi, insomma....
Sarebbe una bella posizione. Comincereste per lo meno con uno
stipendio di diecimila lire, aumentabili più tardi.... Impegno
reciproco dalle due parti per cinque o sei anni....
--Cinque o sei anni da restar qui?
--Naturale.... Avete scelto una professione, ci fate un'eccellente
figura, e vorreste cambiarla?... E continuando la vita di miniera,
meglio qui che altrove.... Qui c'è' un buon clima, un'aria
balsamica.... Sul serio, provate la nostalgia della città?....
Invero, questa nostalgia l'Arconti l'aveva provata i primi mesi, ma
non la provava più. Gli pareva anzi che non avrebbe saputo acconciarsi
a occupazioni sedentarie e che un impiego tranquillo avrebbe finito
presto col riuscirgli intollerabile. Ma lo crucciava il pensiero di
Lucilla. Come offrirle di venir ad abitare fra quei monti, come
sperare ch'ella accettasse l'offerta?
--A Rignano--riprese M.^r Black--la situazione è anche molto più
pittoresca che a Valduria. Ci sono, in prossimità della miniera, due o
tre casette che farebbero venir la voglia d'andarci a stare, pur
d'introdurvi prima il _comfort_ inglese.... E conosco io una persona
che quel _comfort_ saprebbe introdurlo egregiamente.....
--Che persona? Non vi capisco.....
--Quella stessa che ha imparato a far così bene il thè.
--Maria!.... v'ingannate, M.^r Black. Fra la signorina Maria e me non
c'è e non ci sarà mai altra relazione che quella di due buoni amici.
M.^r Black chinò la testa e rimase taciturno per alcuni
secondi.--Questo non significa nulla--egli soggiunse poi.--Il mio
progetto cammina lo stesso.... Se non volete decidervi su due piedi,
prendete tempo un mese, due mesi. Mi scriverete a Londra.
--Intanto chiederò a Selmi un congedo di quindici giorni--disse
Roberto.--Non vedo mia madre da oltre un anno.
--Desiderate consultarla? È giusto.... Però non le parlate che
vagamente del nostro piano. Fatele capire soltanto che restando qui,
il vostro avvenire è assicurato. E s'ella vi ama davvero, vedrete che
non esiterà un momento a consigliarvi di rimanere.... Una madre
inglese, almeno, farebbe così.
Roberto sapeva perfettamente che sua madre avrebbe agito in modo
affatto diverso; pur non era l'opposizione di lei quella che lo
turbava.
--Dunque mi scriverete?--ripigliò M.^r Black.
--Sì, vi scriverò.... Ma è tempo d'incamminarci.
Infatti era già tardi, e c'erano tre quarti d'ora di strada per
arrivare a Valduria.
L'ingegnere Arconti e M.^r Black s'avviarono in silenzio. Faceva
notte, le lucciole brillavano sugli orli dei fossi, le cicale
cantavano sugli alberi.
--Siete pure un giovine strano--disse alfine l'inglese al suo
compagno.--Dopo un anno di lotte trovate la fortuna davanti a voi....
Non avete da far che un passo per impadronirvene, e voi, non solo
esitate, ma prendete un'aria contrita come se vi fosse capitata
addosso chi sa quale calamità.
--È giusto--rispose Roberto--io debbo parervi non solo strano, ma
incivile.
--Incivile! Perchè?
--Perchè non vi ho ancora ringraziato della fiducia che mi dimostrate,
dell'interesse che avete per me. Credetemi, M.^r Black, la mia
riconoscenza è grandissima, e tale che non saprei esprimervela a
parole.... Nella vostra offerta c'è per me più che una prospettiva di
benessere materiale, c'è una soddisfazione d'amor proprio che io non
avevo diritto di attendermi.... Dovrei esser felice, eppure, è vero,
sono frastornato da cento pensieri tristi.... Se sapeste?... Ma, no,
adesso è inutile.... Prima che passino due mesi vi scriverò a
Londra....
--Eccoli, eccoli!--gridò una voce femminile. E due persone vennero
rapidamente incontro a M.^r Black e a Roberto. Erano Maria Selmi e suo
fratello.
--Finalmente!--esclamò Odoardo.--Maria s'era fitta in capo che vi
fosse toccata qualche disgrazia.
--Esagerazioni!--disse la giovinetta arrossendo.--Era dal mio punto di
vista di cuoca.... Non capivo più a che ora si dovesse andar a cena.
Adesso corro avanti.
E si dileguò leggera come una piuma e cantando come un usignolo.
Quella sera medesima però un'ombra si stese sulla fronte serena della
giovinetta, quando Roberto chiese ed ottenne da Odoardo Selmi una
licenza di due settimane. Nulla di più naturale ch'egli desiderasse
rivedere sua madre e la fanciulla che amava, nulla di più naturale
ch'egli volesse tornar fra loro per qualche giorno a ricever le loro
congratulazioni pei successi ottenuti nella carriera in cui s'era
avviato. Maria gli dava ragione, Maria gli augurava un accoglimento
festoso, entusiastico, eppure stentava a trattenere le lagrime.
--Partiremo insieme--disse M.^r Black a Roberto--io non aspetto che
una lettera da Londra, la quale non può indugiar troppo.
Infatti la lettera giunse il dì appresso. Essa conteneva adesione del
Consiglio alle proposte fatte da M.^r Black circa all'aumento degli
stipendi al personale amministrativo di Valduria. L'ingegnere Arconti
era il più favorito, ma anche il Selmi aveva un'aggiunta di
millecinquecento lire alla sua paga, e a Cipriano Regoli era fatta una
posizione bella e decorosa. Non tale però da rispondere alle
aspettative dell'ambiziosissimo giovine, il quale si credette
sagrificato, e giurò di vendicarsene. Nè avrebbe tardato a protestar
fieramente, se le condizioni sempre peggiori della salute di sua
madre, ch'egli amava davvero, non lo avessero pel momento occupato
sopra ogni altra cosa, e se la speranza di ottener la mano di Maria
non fosse venuta a calmar le agitazioni del suo spirito indomito.