LV.

"_Una lettera per te._" E non aveva aggiunto "d'_Eugenio_" pure ne

conosceva i caratteri, e doveva aver visto che veniva da Roma.

Clelia si era attaccata al mio braccio--passeggiavamo in silenzio.

"E s'ella aveva taciuto quel nome, era arte; l'indifferenza lo avrebbe

pronunziato."

"La mia dissimulazione adunque s'era tradita; ella mi aveva letto nel

cuore e aveva compreso la mia battaglia, e aveva visto nascere i nuovi

sospetti, e la gelosia più straziante--ne aveva pietà, voleva

risparmiarmi ogni motto che mi rammentasse quell'uomo."

La guardai; indovinava ella questi pensieri che mi passavano in mente?

mi sorrise, le sorrisi.

"Se pure, proseguii fra me medesimo; se pure ella non mi nasconde il suo

segreto, e quella riluttanza a pronunziare il nome di lui, anzi che un

riguardo alla mia debolezza, non fu frutto della sua."

È raro che di due pensieri che giungano allo stesso tempo, il più

doloroso non sia più fortunato. E so che non mi tolsi più di capo questo

martello--e più cercavo di vincere il mio timore colla ragione, e più la

ragione aguzzava i suoi strali contro di me. Mi tornarono in mente cento

inezie, cento saldi ragionamenti nuovi a ribadire la fatale convinzione

che Clelia amava tuttavia Eugenio.

Le lagrime frenate mi ricadevano goccia a goccia sul cuore--Clelia

continuava ad appoggiarsi sul mio braccio--mi sorrideva ed io le

sorridevo."

Due amori · 第 72 / 101 题