"_Una lettera per te._" E non aveva aggiunto "d'_Eugenio_" pure ne
conosceva i caratteri, e doveva aver visto che veniva da Roma.
Clelia si era attaccata al mio braccio--passeggiavamo in silenzio.
"E s'ella aveva taciuto quel nome, era arte; l'indifferenza lo avrebbe
pronunziato."
"La mia dissimulazione adunque s'era tradita; ella mi aveva letto nel
cuore e aveva compreso la mia battaglia, e aveva visto nascere i nuovi
sospetti, e la gelosia più straziante--ne aveva pietà, voleva
risparmiarmi ogni motto che mi rammentasse quell'uomo."
La guardai; indovinava ella questi pensieri che mi passavano in mente?
mi sorrise, le sorrisi.
"Se pure, proseguii fra me medesimo; se pure ella non mi nasconde il suo
segreto, e quella riluttanza a pronunziare il nome di lui, anzi che un
riguardo alla mia debolezza, non fu frutto della sua."
È raro che di due pensieri che giungano allo stesso tempo, il più
doloroso non sia più fortunato. E so che non mi tolsi più di capo questo
martello--e più cercavo di vincere il mio timore colla ragione, e più la
ragione aguzzava i suoi strali contro di me. Mi tornarono in mente cento
inezie, cento saldi ragionamenti nuovi a ribadire la fatale convinzione
che Clelia amava tuttavia Eugenio.
Le lagrime frenate mi ricadevano goccia a goccia sul cuore--Clelia
continuava ad appoggiarsi sul mio braccio--mi sorrideva ed io le
sorridevo."