"La lettera di Eugenio era piena di cortesie. Non mi rimproverava di
averlo lasciato partire senza salutarlo--il suo animo generoso se n'era
dunque dimenticato. Gran buona ventura la mia. Ma più avventurato di me
lui che aveva trovato in quei _freschi_ benedettissimi un affar d'oro.
Prima di finire col bacio dell'amicizia, buttato lì con noncuranza,
v'era scritto un saluto per lei. Compitezza schietta davvero. Dissi a
Clelia del saluto.
--Ha egli trovato che l'affare dei _freschi_ gli convenga?
--A meraviglia.